La colpa è di chi muore – Marco Bellinazzo

Alessia Sorgato
Protocollato il 6 Marzo 2026 da Alessia Sorgato con
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Il riassunto
La colpa è di chi muore – Marco Bellinazzo

Calcio & Dintorni. Così si chiama la rivista online, specializzata in giornalismo sportivo, dove lavora Dante Millesi, un “puro”, un uomo integerrimo nel suo mestiere e affascinante nel privato, nonostante un aspetto non più smaltato. Ha all’attivo moltissime ore di redazione, di cronaca, di contatti. Conosce bene l’ambiente e le sue recondite nefandezze, dalle quali è riuscito a rimanere indenne. È piaciuto e piace alle donne, alle quali perdona persino che lo usino, che lo scavalchino. Ma Dante è rimasto integro ed è per questo che sarà il prescelto depositario di una notizia scandalosa ed atroce, capace di stravolgere il mondo del calcio italiano e di fargli letteralmente rischiare la pelle.

Claudio Romano è stato uno dei primi procuratori sportivi in cui Millesi si sia imbattuto: uno dei pochi onesti, sincero in un mondo di alligatori. Hanno bazzicato il mondo del calcio mercato insieme, uno per guadagnarci, l’altro per scriverne, e la stima reciproca è rimasta intatta anche quando Dante ha allungato qualche pensierino e qualche mano su Tiziana, la figlia di Claudio.

Ormai il vecchio Romano si sente al traguardo: è in chemio terapia ma è stufo della malattia, e delle cure persino di più. Ha deciso di lasciarsi morire ma prima di farlo deve togliersi dal cuore un macigno che rischia di spaccarglielo ancora prima del tempo. Nel lago di Lugano una chiatta si è imbattuta nel corpo putrefatto di un uomo senza nome. Caduto accidentalmente in acqua oppure vittima di quella “autostrada alternativa, utile a trasportare cose e anche persone che non si possono trasferire in altri modi” che, a detta di Claudio Romano, quel lago è sempre stato?

Lui si è sempre battuto contro i traffici illeciti di giovani calciatori, da certi magheggi che portavano tanti soldi facili, ma non può certo garantire per gli altri, soprattutto per i suoi soci. Vuole andarsene tranquillo, non vuole che sua figlia resti coinvolta in uno scandalo…

Dante è allibito: perché mai dire a lui, proprio a lui, una mezza confidenza così grave, quando Tiziana non dimostra certo di pendergli dalle labbra ed anzi gli ha appena scippato il ruolo di cronista dei Mondiali? Quale alchimia insondabile ha fatto sì che il vecchio procuratore moribondo si sia lavato la coscienza solo adesso e proprio con lui?

La risposta non sta solo nel nome della piemme di Como che lavora al caso (con cui Dante ha un trascorso sentimentale alquanto burrascoso) ma nella sua stessa personalità, quel misto di fiuto, coraggio e rettitudine che sin da ragazzino l’hanno messo al centro (sballottato ma indenne) delle tempeste della vita, fratturandolo irrimediabilmente ma rafforzandolo.. un pibe con los huevos bien puestos!

Avventura rocambolesca, giocata tra Milano, la frontiera e i campi polverosi a margine delle favelas del Laos, dove saper giocare a calcio può rappresentare l’ancora di salvezza di famiglie intere, dove l’affiliazione deve passare attraverso giochi mafiosi a livello internazionale, dove si aggirano uomini potenti e pericolosissimi, in grado di rovinare letteralmente chi non si piega ai loro magheggi.

Un romanzo denso, colorato sino alla psichedelia, scritto magistralmente da un grande esperto del settore senza mai cadere nella didascalia né tritare concetti troppo masticati. Potente e disperato come i suoi protagonisti.

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