La biblioteca perduta – James Rollins

Serie: Sigma Force
Editore: Nord
Giuliano Muzio
Protocollato il 26 Gennaio 2026 da Giuliano Muzio con
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Il riassunto
La biblioteca perduta – James Rollins

Chissà se James Rollins, quando ha scelto di scrivere il suo ultimo romanzo: La biblioteca perduta, avrebbe mai immaginato che l’argomento che aveva deciso di mettere al centro dell’opera, la lotta tra le maggiori potenze militari per la conquista dell’Artico, sarebbe diventato di enorme attualità in questi giorni. Così, cari avventori del Thriller Cafè, se siete interessati alle quotidiane dispute sulla Groenlandia, ma siete anche un po’ stufi di leader internazionali tracotanti e muscolari, non dovete assolutamente perdervi questo thriller avventuroso pubblicato dalla casa editrice Nord (traduzione di Andrea Gatti). Almeno qui, come sempre avviene nella lettura, non si fa male nessuno.

Si tratta di una nuova avventura della Sigma Force, la celebre squadra speciale creata dalla penna dello scrittore americano. A me ricorda un po’ i fumetti della Marvel: un gruppo di eroi che sfidano ogni sorta di pericolo per il trionfo delle giuste cause e la sconfitta dei terroristi e dei criminali. In questo caso, i ragazzi (e le ragazze) della squadra devono fronteggiare la temibilissima marina della Russia, che come ormai tutti sanno, ha qualche mira espansionistica nei territori artici.

Non si tratta solo di volontà espansionistica (che notoriamente, nell’immaginario atlantico, è storicamente attribuita alla Russia), ma della volontà di scoprire un mitico continente perduto. Iperborea è il nome di questa sorta di Atlantide artica, già citata da diversi scrittori dell’antica Grecia, poi rifiorita in epoca rinascimentale e, dulcis in fundo, riportata in voga da Caterina la Grande (che aveva seguito le orme nientemeno che di Ivan il Terribile). Tutti i segreti di questa mitica terra parrebbero essere custoditi nella Biblioteca d’oro, che però non è ben chiaro in quale luogo della Russia sia nascosta ed è proprio scoprendo questa che è possibile accedere a Iperborea.

Il romanzo di Rollins è un concentrato di azione e colpi di scena che non possono che appassionare i cultori del genere. Ed è proprio la descrizione delle azioni avventurose che la fa da padrone in questo libro, con un intreccio che tutto sommato non ha bisogno di essere troppo sofisticato perché è l’adrenalina a spingere il lettore verso la fase finale.

Se l’azione è il vero motore di questo romanzo, ci sono altri due aspetti che contribuiscono a rendere accattivante la storia che ci viene raccontata. Il primo è legato al mito del continente perduto. Il viaggio (nel tempo) culturale che Rollins ci descrive è molto ben fatto: si parte dall’antica Grecia e dai testi di Erodoto, si sconfina negli scritti di pensatori rinascimentali che associano il gusto per l’esplorazione della Terra (sono gli anni dei grandi navigatori e dei primi cartografi) ai primi passi di quella che oggi chiameremmo scienza moderna (passando per qualche avventura alchemica), per finire con il secolo dei lumi e il dispotismo colto della zarina Caterina, che recupera i miti del passato per metterli al servizio della grande madre Russia.

L’altro aspetto è la bella descrizione dei paesaggi naturali. Oltre alle suggestioni geopolitiche, c’è molta passione per la scoperta dei territori artici nelle parole di Rollins, ma anche per la natura in generale, che compare spesso anche nelle descrizioni dei paesaggi russi, che fanno da teatro principale alle azioni di questa vicenda. Senza ovviamente dimenticare una notevole conoscenza dei dispositivi militari utilizzati da Russia e Stati Uniti, che aiuta a conferire all’azione del romanzo un maggiore realismo.

Ci rimane, al fondo di questa lettura che è per certi versi anche un viaggio (perché “La biblioteca perduta” è anche un po’ una road novel), il sapore piacevole della scoperta, quella curiosità che muove dal conoscere nuovi miti, nuove terre, nuovi eroi. E devo dire che questo aspetto “culturale” in fondo prevale sull’azione militare e sui tetri scenari che potrebbero aprirsi nel caso di una contesa planetaria sulle terre dell’Artico. In altre parole, speriamo che in questo caso la fantasia dei romanzi ispiri a miti consigli il realismo della politica.

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