Intervista a Candice Fox

Intervista a Candice Fox

Federica Cervini
Protocollato il 20 Maggio 2026 da Federica Cervini
Federica Cervini ha scritto 64 articoli
Archiviato in: Interviste

La protagonista del nostro spazio interviste oggi è la scrittrice Candice Fox, di cui Federica Cervini ha recentemente letto il thriller “Devil’s kitchen”, Marcos y Marcos Editore.

Australiana, classe 1985, Candice Fox ha scritto molti romanzi, principalmente di genere poliziesco – e collabora dal 2015 con l’autore di successo James Patterson.

L’autrice ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda di approfondimento del suo thriller “Devil’s kitchen” ambientato a New York e con protagonisti i vigili del fuoco della squadra Engine 99

[Federica Cervini] Ciao Candice, ti ringrazio per la tua disponibilità e simpatia; raccontaci come ti sei documentata per descrivere l’attività della Engine 99 e dei vigili del fuoco americani.

[Candice Fox]: ciao Federica, ciao Thriller Café! La squadra di Devil’s Kitchen (Matt, Ben, Jake ed Engo) era in realtà basata su una squadra di muratori che avevo assunto per costruire una terrazza nel mio giardino. Adoravo la loro dinamica, il modo in cui ognuno aveva il suo ruolo, la loro paura delle stranezze di Matt ed Engo e la natura riservata e timida di Jake.
Su consiglio del mio agente, ho trasformato i muratori in “qualcosa di più emozionante” e mi sono ritrovata a dover andare a New York per parlare con veri vigili del fuoco circa le loro competenze ed esperienze. È stata un’esperienza incredibile.
Ci ho messo un po’ a convincere i vigili del fuoco del FDNY Fire Department City of New York a parlare con me; ho camminato da una caserma all’altra, per tutta New York, cercando ragazzi disposti ad aprirsi. Alla fine ho trovato una squadra ad Harlem che mi ha accolto e mi ha raccontato le loro storie.
Alcuni dei loro racconti erano troppo cruenti per essere inclusi nel libro, però!

[FC]: Cosa ti ha spinto a creare i personaggi marci di Matt, Engo, Jake e Ben – considerato che di solito si pensa al parallelo pompieri/supereroi piuttosto che pompieri/ladri.

[CF]: Credo che quando si scrive un romanzo sulle rapine, ci siano molti temi ricorrenti anche nel mondo dei vigili del fuoco.

Rischio, pericolo, fratellanza, fiducia, mascolinità: è fondamentale fidarsi del proprio complice-criminale tanto quanto del proprio partner-eroe in un lavoro come quello del vigile del fuoco, e un tradimento in entrambi i mondi può essere fatale.

Quindi ho colto subito il parallelismo.

C’era un po’ di nervosismo tra i miei colleghi e consulenti all’idea di rappresentare i vigili del fuoco di New York come cattivi, ma credo che quando si riesce a mettere a disagio le persone con un’idea, significa che si sta aprendo la strada a qualcosa di nuovo e originale – quindi lo considero sempre un buon segno.

[FC]: Parliamo dell’11 settembre, del personaggio di Matt e della sua reputazione – posto che di lui scrivi che tiene a distanza “giornalisti, podcaster, documentaristi, complottisti dell’11 settembre”.
Poi altrove scrivi che esiste una ferrea regola “Non si nomina l’11 settembre quando c’è Matt”: vuoi raccontarci qualcosa di quanto gli è successo quel tragico giorno?

[CF]: Ho parlato con un vero soccorritore dell’11 Settembre per dare con Matt un quadro più completo della situazione: mi ha raccontato cose terribili su quel giorno e sulle operazioni di pulizia successive.
Sapevo, da studiosa del comportamento umano (in particolare di quello negativo) che le storie su quel giorno, incentrate su eroi, gloria, sacrificio e aspetti generalmente “positivi” dovevano per forza nascondere una verità di cui nessuno voleva parlare – perché tutti i grandi eventi della storia umana sono così: guerre, disastri naturali, rivoluzioni, scoperte.

Ci sono momenti da celebrare e di cui scrivere, ma ci sono anche aspetti vergognosi, indegni – a volte semplicemente malvagi.

Quando sono coinvolti gli esseri umani, si ottengono reazioni diverse a qualsiasi evento della vita: alcune oscure, altre luminose.

Quindi sì, ci sono stati aspetti egoistici, indegni e vergognosi nel comportamento delle persone colpite l’11 Settembre.

Quello che è successo quel giorno è successo agli esseri umani, e gli esseri umani non sono perfetti – e la lotta di Matt per accettare che la sua reazione a ciò che accadde quel giorno non fu “gloriosa”, “eroica” o “perfetta” costituisce la base di gran parte del suo personaggio.
Sono in gioco rabbia, vergogna ed odio verso se stesso.

[FC]: Nelle pagine di Devil’s Kitchen scrivi che esiste una vecchia metafora fra i vigili del fuoco “secondo cui le persone sono nuvole bianche o nere, attraggono o respingono sfortuna e grandi incendi”.
Andy è una nuvola nera?
Parlaci di questo tuo meraviglioso personaggio – una donna che ha un passato di grandissima sofferenza e che vive sempre recitando una parte.

[CF]:Il mestiere del pompiere è ricco di superstizioni e ci sono molte credenze e tradizioni: ad esempio pensare che qualcuno attiri il fuoco o credere che certi comportamenti lo facciano.

I pompieri per esempio non diranno mai “silenzio” perché temono di provocare un incidente – poi ci sono colleghi che toccano gli stipiti delle porte, altri che non puliscono mai il casco.

Andy è una sorta di forza – una forza oscura, che si porta dietro cose brutte dal passato e si crea la propria fortuna nel presente, e ho voluto che il lettore la vedesse in questo modo: come una donna con delle capacità vagamente soprannaturali.

Perché se il lettore la percepisce così, le sue vulnerabilità diventano ancora più significative e in un certo senso scioccanti; ecco una donna che si aggira per il mondo come una vendicatrice oscura, uno spirito di giustizia – e con la capacità di trasformarsi di un camaleonte.

Ma è anche una donna che commette errori, che piange, che ha incubi, che si sente insicura.

Come può essere entrambe le cose? Voglio che il lettore sia costantemente confuso dal personaggio di Andy, che cerchi di capirla, che presti attenzione a tutto ciò che fa e dice con un senso di curiosità; non voglio mai che i lettori abbiano la sensazione di “conoscere” completamente la protagonista fin dalle prime pagine del libro, perché si annoierebbero.

[FC]: Parlaci ora del diverso rapporto che lega Andy a Tony Newler da una parte, ed Andy e Ben dall’altra.

[CF]: Queste sono due relazioni speculari: repulsione da parte di Newler e attrazione da parte di Ben.

E forse questo mette a disagio il lettore, perché sulla carta Andy dovrebbe essere disgustata da questo criminale nonchè possibile assassino, e dovrebbe sentirsi al sicuro con qualcuno “pulito” e “corretto” come Newler.

Invece io vi presento un mondo , in cui niente è come dovrebbe essere – e ora voi lettori vi dovrete muovere in questo scenario, senza sapere veramente in chi potete riporre la vostra fiducia.

[FC]: Quali sono i tuoi autori di genere thriller e noir preferiti – e di cui ci consigli la lettura?

[CF]: Sono una fan di James Lee Burke, per l’atmosfera e quel delicato senso del soprannaturale che crea, ma che non distoglie necessariamente l’attenzione dalla narrazione.

Apprezzo Lee Child e Michael Connelly per le loro situazioni realistiche e concrete, in cui riesco a sentirmi legata alla realtà ma anche immersa nell’urgenza di risolvere il problema, allontanarmi dal pericolo o catturare il cattivo – proprio come accade al lettore.

Non sono scelte particolarmente originali, e mi piacerebbe poter suggerire autori meno conosciuti e magari donne, ma la verità è che ultimamente non leggo molto: ho un bambino piccolo e sto cercando di scrivere il prossimo romanzo, revisionare quello precedente, promuovere quello attuale e, in qualche modo, trovare il tempo per rilassarmi.

Quindi, con tutto questo da fare, ho circa 15 minuti a settimana per leggere.

[FC]: Che progetti hai per il futuro?

[CF]: Scrivo sempre qualcosa e quest’anno non solo ho pubblicato romanzi, ma anche audiolibri disponibili su Audible, Spotify e altre piattaforme.

Mi piace il formato audio perché si concentra molto sui dialoghi e adoro studiare il modo in cui le persone parlano e pensare a come dare a ogni personaggio – a volte anche a personaggi secondari o a persone che compaiono nel libro solo per un istante – una voce ricca, duratura ed unica.

Thriller Café e Federica Cervini ringraziano l’autrice per la piacevolissima chiacchierata.

Foto di Stephen Baccon.