In un vicolo cieco – Linda Castillo

In un vicolo cieco – Linda Castillo

Editore: Fanucci
Giuseppe Pastore
Protocollato il 20 Agosto 2013 da Giuseppe Pastore con
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Alla terza pubblicazione in Italia, tutte per i tipi di timeCrime, recensiamo oggi il nuovo libro di Linda Castillo, dal titolo “In un vicolo cieco“. Titolo originale “Breaking silence” e tradotto da Lisa Maldera, il romanzo appartiene alla serie di Kate Burkholder, della quale già sono stati editi “Costretta al silenzio” (Sworn to silence) e “La lunga notte” (Pray for silence); successivi a questo titolo, in America sono intanto stati pubblicati “Gone missing” e “Her last breath” (più la novella in digitale Long lost).

Siamo tornati a Painters Mill e l’orrore questa volta ha lo scenario più prosaico e terribile possibile: una fossa dei liquami. La famiglia Slabaugh è il modello della perfezione Amish: lavoratori, prosperi, devoti. Ma i genitori, Solly e Rachel, insieme allo zio Abel, vengono trovati morti nella fossa biologica del loro fienile. La prima diagnosi è un tragico incidente: asfissia da gas metano. Una morte orribile, ma accidentale.

O almeno così sembra finché il coroner non trova una ferita alla testa su una delle vittime. Qualcuno li ha colpiti prima che morissero. Qualcuno li ha voluti morti, lasciando quattro figli orfani.

Kate Burkholder si trova davanti a un bivio inquietante. Da una parte c’è l’ipotesi interna: un segreto di famiglia, una disputa per la custodia dei ragazzi, qualcosa di marcio dentro la comunità chiusa degli Amish. Dall’altra c’è una minaccia esterna molto più rumorosa: una serie di crimini d’odio.

Nelle ultime settimane, la comunità Amish è stata presa di mira. Pecore sgozzate per divertimento, molotov lanciate contro i calessi, aggressioni fisiche. Gli “Inglesi” (o meglio, alcuni balordi locali) stanno alzando il tiro. È possibile che l’omicidio degli Slabaugh sia l’apice di questa escalation di violenza razziale e religiosa?

A complicare le cose c’è lo stato mentale di Kate. Come ha notato qualcuno al bancone, la nostra Capo della Polizia non se la passa bene. Il trauma del passato bussa alla porta e lei risponde versandosi un bicchiere di troppo, spesso mettendosi al volante o lavorando in condizioni non ottimali. Per fortuna c’è John Tomasetti. L’agente del BCI torna in città, ufficialmente per indagare sui crimini d’odio, ufficiosamente perché è l’unico che riesce a tenere Kate ancorata alla realtà.

Linda Castillo ci porta dentro un’indagine dove il silenzio degli Amish non è solo una scelta religiosa, ma un muro di gomma contro cui la polizia rischia di rimbalzare. Preparatevi a scene forti (la Castillo non ci risparmia i dettagli macabri) e a un’atmosfera di tensione costante, dove l’odio verso il “diverso” si scontra con l’avidità umana più classica.

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