Il valzer dell’impiccato – Jeffery Deaver

Il valzer dell’impiccato – Jeffery Deaver

Serie: Lincoln Rhyme
Editore: Rizzoli
Redazione
Protocollato il 17 Maggio 2017 da Redazione con
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Con un mese di anticipo sulle sette date del book tour italiano, arriva nelle nostre librerie “Il valzer dell’impiccato“, il più recente volume della serie di Lincoln Rhyme creata da Jeffery Deaver. “Il valzer dell’impiccato” è uscito in aprile per Grand Central Publishing con il titolo di “The Burial Hour” ed è ora pubblicato da Rizzoli con la traduzione di Rosa Prencipe.

Tredicesimo titolo per Rhyme, Il valzer dell’impiccato reca una dedica particolarmente interessante per il nostro Paese: “Alla memoria del mio amico Giorgio Faletti. Manchi al mondo”. E interessante per l’Italia è anche il romanzo vero e proprio, che è parzialmente ambientato a Napoli e che vede il noto criminologo collaborare, seppur con qualche scontro e incomprensione, con le forze dell’ordine del capoluogo campano.

La trama inizia a New York con il rapimento di un uomo d’affari in pieno giorno, sotto gli occhi impotenti della sua guardia del corpo. L’unico indizio lasciato sulla scena è una miniatura di un cappio, realizzato non con corda, ma con un materiale organico che si rivelerà essere una corda musicale di budello. Il rapitore, soprannominato “il Compositore”, non chiede riscatti: diffonde in rete la registrazione degli ultimi respiri della vittima, trasformando l’agonia in una macabra melodia. Le tracce indicano che l’assassino e una nuova vittima si sono spostati oltreoceano, precisamente a Napoli. Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, in una rara trasferta intercontinentale, volano in Italia per collaborare (o scontrarsi) con le forze dell’ordine locali e con un magistrato forestale dal carattere spigoloso, Dante Spiro, per fermare il Compositore prima del gran finale della sua opera.

Analizzando il romanzo, l’elemento di maggior interesse è sicuramente il cambio di scenario. Vedere il metodo scientifico e rigido di Rhyme impattare contro la burocrazia, il calore e il disordine creativo di Napoli offre spunti narrativi freschi. Deaver si è documentato a fondo sulla procedura penale italiana e sui luoghi, evitando molti dei cliché più beceri, pur mantenendo uno sguardo inevitabilmente “americano” sul nostro Paese. La figura del villain, ossessionato dai suoni e dalla musica della morte, è affascinante e si inserisce perfettamente nella galleria di mostri geniali creati dall’autore.

Tuttavia, il libro richiede una sospensione dell’incredulità notevole, anche per gli standard della serie. La logistica del rapimento e del trasferimento internazionale delle vittime appare forzata, così come la facilità con cui Rhyme riesce a operare con le sue attrezzature sofisticate in un contesto così diverso dal suo laboratorio blindato. Inoltre, per il lettore italiano, certi passaggi descrittivi o sociologici su Napoli potrebbero risultare un po’ didascalici o “da cartolina”, rallentando il ritmo di una caccia che dovrebbe essere frenetica.

In conclusione, “Il valzer dell’impiccato” è un esperimento interessante che rompe la routine della saga. Un thriller godibile che mescola l’azione procedurale con il fascino del Grand Tour, consigliato soprattutto a chi è curioso di vedere come un autore statunitense di best-seller interpreta e racconta l’Italia contemporanea.

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