Il valore delle cose – Serena Cappellozza
Sellerio editore ci presenta una nuova promettente acquisizione: Serena Cappellozza. Laureata in Lingue e Letterature straniere, insegnante, ha precedentemente pubblicato alcuni racconti e, nel 2023, il suo primo giallo “Strada inferno”.
Con “Il valore delle cose” entra in scena una nuova iconica poliziotta, Mirna Pagani.
Da poco trasferitasi a Mestre per inserirsi nell’unità operativa dei Reati contro la persona, Mirna deve fare i conti con una vita familiare complessa: recentemente divorziata, vive con un figlio adolescente taciturno e scontroso e con la madre, alla quale si rivolge con il poco lusinghiero soprannome di Mantide. Infatti, dopo la tragica morte del padre di Mirna, la Mantide ha presto cominciato a collezionare una lunga serie di amanti, spesso dalle intenzioni discutibili, che duravano “dalla sera alla mattina”.
Al contrario, la vita sociale della nostra detective è totalmente inesistente, priva di qualsiasi svago e distrazione: presto, tuttavia, sarà costretta a confrontarsi con un intricato caso di omicidio che assorbirà il suo tempo e tutte le sue energie.
Infatti, in un canale della vasta laguna veneziana, l’amo di un esile pescatore si aggancia ad una pesante coperta: al suo interno scopre il corpo di un uomo sulla settantina con un eloquente foro sulla testa. Lo sfortunato pescatore è incapace di identificarlo, ma ben presto la scoperta di una caratteristica casa nel bosco permetterà ai poliziotti di risalire alla sua identità: si tratta di Leone Bartoni, il presidente di una prestigiosissima azienda del Nord Italia.
Tuttavia, la ricostruzione delle prove si rivela da subito estremamente complessa: dopo lo svolgimento di una lussuosa cena, la diligente governante si è data alla pulizia di ogni anfratto della dimora e del giardino. Ciò che subito appare palese è la scomparsa di una costosissima scatola di sigari Gurkha.
Con il passare delle ore e dei giorni, finiscono nel mirino dell’indagine non solo i più stretti collaboratori del Bartoni, ma anche i suoi familiari: dal quadro indiziario emerge che il defunto, per quanto fosse una persona di rilievo per l’economia della sua regione, non fosse particolarmente apprezzato per la sua bontà d’animo. Infatti, sembrano tutti avere un possibile movente.
Nel frattempo, l’instancabile Pagani e il suo bonario collega, l’ispettore Angeli, proseguono con indagini sempre più ferrate e la poliziotta viene spesso ripresa dai suoi superiori per il suo atteggiamento poco diplomatico. D’altra parte, la nostra protagonista troverà presto il modo di riscattarsi e farsi apprezzare, sbrogliando i fili di questa intricata azione criminale.
La Cappellozza scrive un giallo dallo stampo classico, molto lineare, con una costruzione semplice che non presenta eclatanti colpi di scena, ma piccole rivelazioni che ci permetteranno di ricostruire l’andamento della vicenda.
I suoi personaggi risultano realistici, umani: se per alcuni aspetti rappresentano alcuni cliché tipici del genere narrativo, d’altra parte incarnano pregi e difetti propri di ciascuno di noi. Inoltre, durante il corso della narrazione, la nostra Mirna avrà modo di confrontarsi con alcuni lati oscuri del proprio passato, portandola ad una crescita psicologica considerevole.
La scrittura è molto piacevole ed ironica.
Il nebbioso paesaggio lagunare è evocativo e ci accompagna durante tutta la lettura, dando uno sfondo originale alla vicenda. Ho molto apprezzato l’utilizzo di espressioni tipiche della regione che, tuttavia, rimango comprensibili anche a coloro che non conoscono il dialetto.
Il romanzo di questa nuova voce del catalogo Sellerio si presenta come promettente, semplice e amabile. Senza forzature, Serena Cappellozza si inserisce nel panorama letterario facendoci attendere impazientemente le nuove puntate con Mirna Pagani protagonista!
Recensione di Giada Belloro.
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