Il morto al primo piano (e altre grane condominiali) – Rebecca Quasi
Divertente, appuntita e profonda la scrittura di Rebecca Quasi, pseudonimo dietro cui si nasconde una mamma-moglie-insegnante votata al romance e lì già molto famosa, che con “Il morto al primo piano” esordisce nel cozy-crime e ci consegna una storia davvero gustosa.
Siamo in un qualsiasi piccolo centro italiano ed in un condominio si concentrano i personaggi di questa vicenda. Gabriele, lungo e allampanato, tutto maglietta e capelli imbizzarriti da tipico adolescente, vive con la mamma Marta, psicomotricista, che non incontreremo mai perché da brava Godot si farà aspettare per tutto il libro. E’ quindi temporaneamente affidato a Zeno Allevi, giardiniere, bello e muscoloso ma congelato emotivamente proprio da Marta, con cui era sposato (ergo Gabriele porta il suo cognome) ma che l’ha tradito concepedendo il figlio altrove. Gabriele studia con profitto ma è un passionario della giustizia a tutti i costi, così si fa sospendere per aver accusato una prof di… una serie di verità. Nello stesso caseggiato vive Alice, una influencer di articoli per bambini che, per calarsi appieno nella parte della mamma giovane di due creature, vive, parla, esce di casa e si relaziona con le bambole reborn, di nome Ugo e Drusilla (vi ricorda nulla? su Instagram c’è una fanciulla coi capelli blu che fa esattamente questo, partorisce persino!). E poi ci vive Marilda (nome che noi appassionate di Anna dai capelli rossi abbiamo subito riconosciuto), una bambina adorabile, contesa tra i genitori e quindi abbandonata di fatto da entrambi, che istintivamente riconosce in Zeno e Alice le persone più capaci di dare affetto, sia pur nelle loro maniere strampalate.
In quel condominio di gente strana un brutto giorno viene trovato un cadavere al primo piano, nell’ appartamento già acquistato dal Bartolomeo Castrozzi, un arzillo vecchietto che lo sta facendo ristrutturare da Marcello Conforti, patrigno della sprezzante Ofelia, compagna di scuola di Gabriele .. ed è proprio sua la salma (del Conforti). Com’è e come non è, le nubi dei sospetti si addensano sulla testa di Alice, forse perché va a colloquio in Polizia con Ugo in braccio? Forse perché si ostina a farsi riprendere da Gabriele mentre dà lo yogurt col cucchiaino a Drusilla e mette il giacchino a entrambi se al parco si alza il vento?
Romanzo esilarante e al contempo serissimo sul concetto di “diverso”, di alieno da noi, di affettività declinata in altre forme da quelle tradizionali (Zeno ha la responsabilità genitoriale su un figlio che non è suo; Marilda ha un padre gay sempre in procinto di fare outing e Alice è la più tenera delle mamme con due bambole), dove ogni pagina ci induce al sorriso e un attimo dopo alla sosta, alla riflessione, al possibilismo morale.
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