Il dio dei boschi – Liz Moore

Editore: NNE
Alessia Sorgato
Protocollato il 6 Dicembre 2025 da Alessia Sorgato con
Alessia Sorgato ha scritto 148 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Il riassunto
Il dio dei boschi – Liz Moore

Liz Moore è una bella quarantenne americana, che insegna scrittura creativa all’Università di Philadelphia, compone musica e all’attivo ha già svariati premi letterati e pubblicazioni, di cui NNE ha già tradotto quattro romanzi. “Il dio dei boschi” è un bestseller di vendite negli Stati Uniti nel 2024 ed è stato incluso da Barack Obama tra i migliori libri dell’anno.

La trama è una sciarada, che si dipana all’interno di una vasta e opulenta proprietà residenziale e l’annesso campo per ragazzi che la famiglia ha creato per ospitare non solo i figli delle coppie ospiti della magione, ma anche tanti e tante altre, accomunate dal benessere e dagli agi di cui godono per stirpe.

Il luogo è talmente importante nella trama che l’editore ne offre una pianta all’inizio del romanzo, dove si apprezza sul lato superiore la riserva dei Van Laar, e attigui a lei il lago Joan, il camp Emerson- con le sue aule, i bungalow che ospitano i ragazzi, gli alloggi del personale e i tanti, tantissimi alberi.

La storia comincia con una scomparsa: si tratta niente di meno che di Barbara Van Laar, secondogenita di Peter (ormai quarto o quinto della schiatta) e di sua moglie Alice, una donna nervosa, insicura e ormai dipendente dagli psicofarmaci. La ragazza ha molto insistito per poter frequentare il campeggio, quella estate, ed emerge subito molto chiaramente che è in conflitto coi suoi, che non regge più le loro abitudini e i loro amici – che piombano inesorabilmente ogni anno per la festa dell’Addio Moscerini, e che probabilmente ha usato il Campo per scappare.

La sua sparizione getta nell’incubo i genitori, non solo perché Barbara è giovane, ribelle e senza soldi, ma soprattutto perché quel copione atroce e dilaniante loro lo hanno già recitato,  esattamente quattordici anni prima, quando a scomparire è stato Bear, il primogenito.

All’epoca le ricerche hanno coinvolto tutto il paese, non solo per l’importanza della famiglia Van Laar, ma soprattutto perché il ragazzino è simpatico a tutti, era uscito per una passeggiata col nonno nei boschi, poi è tornato sui suoi passi per una dimenticanza, e si è volatilizzato.

La vicenda si snoda da questi due avvenimenti similari e doppiamente tragici e l’autrice aiuta il lettore a seguire la trama, che si alterna tra presente e vari stadi di passato, editando in grassetto l’anno in cui ambienta ogni capitolo.

È un libro denso di colpi di scena, pieno di compassione per i personaggi gracili della storia (Alice, suo figlio Bear, la povera accompagnatrice dei ragazzi, maltrattata dal fidanzato ricco e alcolista), le cui anse narrative a tratti decollano come razzi, brillando di inventiva e buona scrittura. Nessuno è come gli altri lo vedono, ma qualcuno è responsabile di tutto.

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