Il club delle mogli dei serial killer – Elizabeth Arnott

Editore: Newton Compton
Erika Giliberto
Protocollato il 13 Agosto 2026 da Erika Giliberto con
Erika Giliberto ha scritto 36 articoli
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Il riassunto
Il club delle mogli dei serial killer – Elizabeth Arnott

Oggi al Thriller Cafè si parla del nuovo libro di Elizabeth Arnott, “Il club delle mogli dei serial killer” (Newton Compton Editori), un thriller psicologico che non racconta, come tanti altri romanzi, la vita dei serial killer attraverso l’analisi delle loro malefatte e percorrendo le indagini che hanno portato al loro arresto. No, qui l’attenzione è rivolta alla componente femminile: l’autrice ci vuole infatti raccontare delle loro mogli e di come si sia trasformata la vita di chi questi killer li ha conosciuti, vissuti da vicino, amati.

Beverley Lightfoot, Margot Green e Elsie Moss sono le tre donne che compongono l’inusuale club. Ognuna caratterialmente differente dall’altra, ma tutte accomunate dal fatto di aver vissuto a stretto contatto con uomini apparentemente tranquilli e che, invece, nascondevano un terribile segreto.

Con uno stile narrativo equilibrato e coinvolgente, Elisabeth Arnott riesce a definire alla perfezione il lato psicologico delle tre protagoniste principali. Il primo punto di vista dal quale si inizia a conoscere la storia è quello di Beverley, una donna che vive ancorata al passato e che conosciamo nel momento in cui viene invitata a parlare ad una serata di gala organizzata dalla Polizia di Los Angeles, un momento in cui le ferite, che già fanno fatica a rimarginarsi, si riaprono. Margot, anch’essa profondamente segnata dalle brutali azioni del marito, si nasconde dietro ad una maschera di ironia e superficialità, utilizzando in ogni occasione l’umorismo come meccanismo di difesa. Nonostante tutto, tra le tre Elsie è la più decisa e intraprendente, collabora al “Los Angeles Signal”, ma sogna di diventare giornalista investigativa.

Il trio andrà a comporre quello che in maniera scherzosa chiamano “Il club delle mogli dei serial killer”, un gruppetto nato per sostenersi a vicenda formato da donne accomunate sì dall’aver trascorso le loro vite accanto ai dei veri e propri serial killer, ma più che altro dall’aver perso la loro vera identità, etichettate come “mogli di”, additate come complici, come quelle che “è impossibile non si siano mai accorte di nulla”.

Difatti, la storia de “Il club delle mogli dei serial killer” si svolge in California, nell’estate del 1966, un periodo che definisce il contesto culturale in cui agiscono e vivono le protagoniste, un momento storico in cui la figura femminile era ancora considerata secondaria, soprattutto quando si aveva un marito e, automaticamente, si viveva nella sua ombra. L’autrice tocca il tema del giudizio di massa e viene da chiedersi come mai sia così difficile, ahimè anche ai giorni nostri, cadere nei luoghi comuni e non capire che la storia di ogni individuo ha dei risvolti e dei lati che non si vedono ad occhio nudo per cui la miglior forma di azione sarebbe semplicemente quella di prendere atto e non dare giudizi, soprattutto quando non si hanno ben chiare le situazioni.

La trama, studiata con attenzione, entra subito nel vivo dal momento in cui viene scoperto il cadavere di una donna. Beverley e le altre si improvvisano subito detective, spinte dal desiderio di giustizia e di riscatto e dalla voglia di finire tutta quella violenza. Le indagini si sviluppano attraverso false piste e colpi di scena che mantengono alta l’attenzione del lettore. Elizabeth Arnott semina indizi in maniera equilibrata, riuscendo a confondere le idee in un gioco di tranelli destabilizzanti e mantenendo il punto interrogativo sul colpevole fino alle ultime battute. In ogni caso,

In sintesi, “Il club delle mogli dei serial killer” è un romanzo che si distingue dai classici thriller. L’autrice dà vita a un racconto che va oltre ad una semplice indagine e unisce la tensione narrativa ad un forte approfondimento psicologico, calcando la mano sulle tematiche del tradimento della fiducia, del peso dei segreti, del lento e difficile percorso di rinascita dopo aver subito un trauma.