Il cielo degli invisibili – Francois Morlupi
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Francois Morlupi (Roma, 1983), torna in libreria con “Il cielo degli invisibili“, un giallo investigativo con personaggi nuovi, affascinanti.
Otello De Bartolo è un venditore di panini, che con il suo chiosco sfama la variegata umanità di Roma, con creazioni che hanno il nome di opere letterarie e salse ispirate ai protagonisti della narrativa. Il maresciallo Buzzini è appassionato di filosofia e astrologia, guida la stazione dei carabinieri Municipio II e spera di vincere il campionato di calcetto interforze. Due uomini che hanno vite e frequentazioni diverse, ma che il destino sta per fare incontrare. De Bartolo è preoccupato perché un specializzando del policlinico da un po’ non si presenta all’appuntamento con i suoi panini e Giuseppe, un clochard cantante, parla di strani avvenimenti nel quartiere. Buzzini è alle prese con una sparizione e alcune morti tra gli invisibili della capitale, quei senza casa che nessuno considera e tutti fingono di non vedere. Quando uno zio disperato, che non parla italiano, inizia a chiedere aiuto sarà il paninaro letterato a soccorrerlo e il maresciallo filosofo a indagare, per un caso giallo tra il dilettantesco e il professionale amaro, triste, ma anche luminoso e capace di dare un messaggio di speranza.
Morlupi, che lavora in abito informatico in una scuola francese di Roma, ha saputo conquistare un pubblico fedele con la serie di gialli sul commissario Ansaldi e la squadra di Monteverde. Con “Il cielo degli invisibili” presenta protagonisti nuovi che hanno il carisma adatto per diventare seriali. Ci mettono poco, pochissimo, De Bartolo e associati a farsi amare dai lettori, perché sono umani, veraci, genuini e hanno quel pizzico di bizzaria che coniuga genio e follia e piace tantissimo. Francois poi inserisce dei piccoli cenni, che fanno vedere come quelli di Monteverde, sebbene non protagonisti, esistono sempre, un bel modo per tranquillizzare gli appassionati e fornire un passaggio del testimone tra i vecchi e i nuovi amici di carta e inchiostro.
Con “Il cielo degli invisibili“, grazie al lavoro di Otello, l’autore ci porta per le strade di Roma, di giorno, ma anche nelle ore della notte, mostrandoci la diversa e varia umanità che vive nella capitale. Sono diversi gli avventori, dai ragazzi ai professionisti, dai clochard alle lavoratrici della strada e Otello accoglie tutti, con un sorriso, con un panino, con le citazioni letterarie e i siparietti con la sua aiutante Alice e il pappagallo Virgilio. Morlupi, in modo molto semplice, senza cadere in pietismi, ci consegna una società sempre meno attenta agli altri, pronta a correre tra mille incombenze, dimenticando spesso cosa significhi vivere il momento. Per fortuna tra tanti comportamenti discutibili, c’è chi è diverso, attento, ha occhi che vedono e un cuore grande per portare aiuto. Gli invisibili del titolo sono i clochard, ma anche tutti coloro che si discostano dal modello di normalità accettato dalla massa, un modello fallace, ipocrita, egocentrico ed egoriferito.
L’autore affronta un argomento forte, pesante, ma lo fa con il suo inconfondibile stile che alterna serietà a leggerezza, situazioni al limite a ironia intelligente. I dialoghi sono brillanti, ritmati, piacevolissimi da leggere, ma anche le caratterizzazioni dei personaggi, dai protagonisti alle spalle, i loro modi di fare e di vivere determinate situazioni, fanno sì che l’atmosfera diventi leggera, godibile, mentre il messaggio profondo passa e non resta inascoltato.
L’indagine giallo del romanzo è in parte super professionale, in parte raffazzonata, ma tutto rimane in equilibrio, facendo sì che detective dilettanti e carabinieri non solo collaborino, ma trovino spunti gli uni negli altri per andare avanti, così che tutte le parti in causa vincano, tranne il colpevole.
Tra i capitolo canonici sono inserite parti che spostano la narrazione nel passato. Sebbene appaiano decontestualizzati tutto, nella scrittura di Morlupi ha un senso e una motivazione precisa.
Il romanzo offre riflessioni sugli indesiderati della società, permettendo di soffermarci su quanto l’omicidio porti via, in termini di anni, sogni e possibilità e di come la vendetta sia un vicolo cieco nel quale si perde chi la compie. Ne Il cielo degli invisibili cattiveria, superbia, la sicumera di chi si crede intoccabile e compie azioni scellerate, si scontra con chi è ancora puro, capace di mettersi dalla parte di chi ha bisogno, di chi compie il suo lavoro con passione in un senso del dovere che si rinnova ogni giorno.
Il romanzo si beve, regala una storia profonda, nera, ma con una luce che fa sperare nelle buone intenzioni che ancora restano salde nelle persone.
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