Il Carabiniere di Dio – Gianluigi Tarussio

Il Carabiniere di Dio – Gianluigi Tarussio

Redazione
Protocollato il 1 Maggio 2026 da Redazione
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Al Thriller Café oggi serviamo bicchierini di Chartreuse verde: un liquore antico, distillato dai monaci certosini, dal sapore erbaceo, pungente e profondamente intriso di spiritualità. È la bevanda adatta per introdurre “Il Carabiniere di Dio“, opera firmata da Gianluigi Tarussio.

La narrazione ripercorre la vita e la carriera dell’autore nell’Arma dei Carabinieri, dall’arruolamento alla Cernaia di Torino fino al servizio operativo tra Como e Saronno. La cronaca si unisce presto alla teologia: per Tarussio, ogni evento della sua vita fa parte di un preciso disegno divino predeterminato, – a partire dalla sua nascita avvenuta a Milano nel 1965 subito dopo un devastante uragano. Questo evento atmosferico non è una coincidenza, ma il primo segnale del “Nomen Omen“: nell’anagramma del suo nome si cela la parola “Uragano“, presagio di una forza destinata a ristabilire l’ordine.

Il Carabiniere di Dio” è la testimonianza sincera di un uomo che ha vissuto il proprio dovere verso lo Stato come una vera e propria preghiera in azione. In un’epoca di cinismo, la visione di un tutore dell’ordine che vede in ogni arresto (come quello del latitante Fabio Rizzi) il compiersi del libro di Daniele (“Queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine“) risulta affascinante, quasi il messaggio di un cavaliere templare prestato alle forze dell’ordine moderne.

In sintesi, “Il Carabiniere di Dio” non è un thriller in senso classico ma un memoir in cui fede e senso del dovere si fondono in una missione cosmica. Se volete saperne di più, vi lasciamo con alcune domande all’autore e un estratto.

Tre domande all’autore

Com’è nato questo libro?

Il libro nasce dall’esigenza profonda dell’autore di dare un senso superiore a oltre trent’anni di servizio nell’Arma. Non è solo una raccolta di memorie investigative, ma il risultato di una folgorazione avvenuta analizzando le coincidenze numeriche e onomastiche della propria vita. Tarussio ha sentito il dovere di testimoniare come la carriera di un Carabiniere possa essere, in realtà, una missione spirituale guidata dal “Cielo”, trasformando i rapporti di servizio in una narrazione dove il destino scrive la trama.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?

I lettori rimarranno affascinati dalla capacità dell’autore di leggere la realtà attraverso il “velo” delle apparenze. Oltre all’azione e all’adrenalina tipica dei casi giudiziari (come gli inseguimenti e le catture di latitanti), ciò che colpisce è l’uso degli anagrammi e della simbologia biblica. È un’opera che sfida il lettore a guardare la propria vita non come un insieme di eventi casuali, ma come un puzzle perfetto dove ogni nome e ogni data hanno un significato preciso.

Qual è il messaggio centrale che il “Carabiniere di Dio” vuole lasciare alle nuove generazioni di militari?

Il messaggio è che la divisa non è un semplice abito da lavoro, ma un impegno etico che rasenta il sacro. Tarussio invita i giovani colleghi a non perdere mai l’umanità e la fede, ricordando che ogni intervento a difesa della legalità è un atto d’amore verso il prossimo e verso la Verità. La giustizia umana è lo strumento attraverso cui si manifesta un ordine superiore: agire con onore significa essere, a tutti gli effetti, custodi non solo della legge, ma dell’anima stessa della comunità.

Gianluigi Tarussio

Gianluigi Tarussio nasce a Milano il 5 luglio 1965. La sua venuta al mondo è segnata da un violento uragano, evento che egli interpreta come un presagio del proprio destino, leggendo nel suo stesso nome l’anagramma di “Uragano“. Di origini friulane, cresce in una famiglia semplice, formandosi sui valori del lavoro e del dovere. La sua vocazione si realizza nell’Arma dei Carabinieri, iniziando come Ausiliario presso la storica Caserma Cernaia di Torino e proseguendo come Effettivo a Como. Tarussio vive la propria professione attraverso una lente mistica e simbolica: analizzando date e nomi, scorge una missione predestinata che lo definisce il “Carabiniere di Dio”. Per lui, l’atto dell’arresto non è solo una procedura legale, ma un confronto morale tra la giustizia e chi, commettendo un “Reato=Ateo”, si allontana dal piano divino. Unisce così la fedeltà alle istituzioni a una profonda ricerca spirituale.

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