Il canto del male – Eric Fouassier
Torna il ricco dandy Valentin Verne, ispettore capo dell’Ufficio degli affari occulti, affascinante personaggio principale dei romanzi dello scrittore francese Eric Fouassier nell’investigazione dal titolo “Il canto del male – l’ufficio degli affari occulti” (Neri Pozza). Non ci resta che salire in carrozza e raggiungerlo tra i boschi di Legé, in Vandea, avendo cura di avere infilato nella tasca della giubba una fiaschetta di buon Armagnac. I colpi di scena saranno tanti e i patemi pure!
“Erano trascorsi tre giorni da quando Valentin si era per così dire volatilizzato e Aglaé non aveva ricevuto sue notizie. La cosa non aveva nulla di sorprendente, visto il messaggio che le aveva lasciato.”
Parigi, 1832. L’ispettore Verne viene convocato in gran segreto da Côme de Chancy, che sostituisce il capo del governo Casimir Périer, colto da colera, che gli intima di partire subito sotto copertura per Legé, in Vandea, dove sono stati trovati morti due uomini strangolati in un boschetto.
Verne dapprima non capisce il perché né di tanta segretezza né del perché debba essere incaricato proprio lui di quell’indagine, ma de Chancy ha i suoi motivi per volere che il loro uomo migliore risolva in fretta il caso. I due uomini uccisi, infatti, erano in realtà due dei tre tesorieri del movimento legittimista che, capeggiato dalla spregiudicata duchessa di Berry, ossia Maria Carolina di Borbone-Due Sicilie, che sosteneva però le ragioni del figlio Enrico V e non di Carlo X, contro il re Luigi Filippo, considerato usurpatore del trono.
“Era un’occasione ghiotta per dimostrare che il governo di Casimir Périer intendeva rappresentare l’ordine e sapeva mantenersi all’altezza della sua politica.”
Una missione a salvaguardia della corona, dunque, non un’investigazione comune, che di comune però non avrà quasi nulla.
Tra presenze misteriose e inquietanti canti, maledizioni e assassinii rituali, i boschi della Vandea si tramuteranno in uno spettrale teatro dove andrà in scena una meticolosa caccia all’uomo.
Nel frattempo a Parigi la fidanzata di Valentin Verne, Aglaé, Marceau si troverà a dover risolvere il caso della misteriosa morte del banchiere Honoré de Crayencourt, ucciso nella sua casa mentre era in corso un ballo mascherato al quale Anglaé era stata invitata assieme ad altri amici. La donna, ormai entrata a far parte anch’ella del fantomatico Ufficio degli affari occulti, collaborerà addirittura con il capo de la Sureté, l’ex galeotto Vidocq.
“L’Ufficio degli affari occulti, d’altronde, non era un reparto come gli altri. Fondato due anni addietro dal prefetto di allora, si occupava dei casi più misteriosi, quelli dove il crimine si tingeva di soprannaturale e assumeva la forma di una vera e propria sida alla ragione. Quanto al suo capo, l’ispettore Valentin Verne, ricco dandy, abile scienziato, egli era senz’altro il meno conformista dei poliziotti del suo tempo.”
Ancora una volta Eric Fouassier colpisce nel segno, costruendo un romanzo storico a cavallo tra il gotico e il mesmerico, che risulta attraente ad una vasta platea di lettori.
Scrittura precisa, ricca di dettagli, personaggi vividi e ben congeniati, ambientazioni affascinanti tanto in una Parigi ricca di fermento culturale e sociale quanto nei boschi più impenetrabili, la penna di Fouassier traccia decisa i contorni di un periodo storico francese abbastanza sconosciuto ai più, ma molto intrigante.
Vi consiglio di leggere anche gli altri romanzi della stessa serie, sempre pubblicati da Neri Pozza dai titoli molto evocativi: “L’ufficio degli affari occulti” (2022), “”Il fantasma del Vicario“” (2023) e “Le notti della morte blu” (2024).
Un bel connubio con l’Armagnac, vero? Ca va sans dire!
Libri della serie "L'ufficio degli Affari Occulti"
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