Oggi al Thriller Café l’illuminazione abbiamo sostituito i lampadari con neon azzurri e freddi, perfetti per presentarvi “Identità rimosse“, il thriller distopico di Gianluca Villano.
Il romanzo è ambientato in una società asettica, governata da un’Intelligenza Superiore che ha barattato il libero arbitrio con la totale assenza di imprevisti. Niente crimini passionali, niente incidenti di percorso, niente dolore. Il protagonista, Jonathan, è un ingranaggio perfetto di questo meccanismo, finché un giorno il sistema non gli porta via il padre: l’uomo viene letteralmente cancellato dai registri della storia. Una damnatio memoriae digitale in cui la vittima cessa semplicemente di essere mai esistita. È questo l’innesco che trasforma Jonathan in un fuggiasco, spingendolo ai margini della legalità, in bilico tra le architetture di vetro del nuovo mondo e le rovine silenziose di quello vecchio.
Quando parliamo di thriller fantascientifico è facile che vengano alla memoria echi di Philip K. Dick, atmosfere alla Blade Runner o derive orwelliane, eppure la storia narrata da Villani riesce a ritagliarsi una propria identità spostando il focus dal classico “uomo contro la macchina” a un’indagine più intima e psicologica con al centro la “macchia” di Jonathan: un’anomalia empatica che gli permette di percepire le emozioni di coloro che sono stati rimossi dal sistema. Da semplice pedina in fuga, l’uomo diventa l’unico vero ostacolo per la misteriosa Fondazione scientifica che si cela dietro al “Progetto Sharing”, un piano per l’interconnessione globale e definitiva della specie.
In un mondo che ha anestetizzato la sofferenza per garantire l’ordine, il diritto di provare dolore e di conservare la memoria diventa il più estremo degli atti di ribellione.
Questa, in breve, la trama di “Identità rimosse“: se il genere fa per voi, qui a seguire vi aiutiamo ad approfondire il romanzo con alcune domande all’autore, un estratto e il booktrailer.
Tre domande a Gianluca Villano
– Com’è nato questo libro?
Nella nostra vita abbiamo un tutor per qualsiasi cosa. Sembra quasi che non serva essere esperti o professionali per risolvere ogni tipo di problema. E sulla base di queste considerazioni ho immaginato un futuro dove l’umanità si affida ciecamente a un sistema di Intelligenza Superiore.
– Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
“Identità rimosse” è un thriller di fantascienza d’azione che fonde suspense e adrenalina in un contesto tecnologico e futuristico.
– Dove possiamo contattarti?
Potete scrivermi a [email protected] visitare il mio blog: gianlucavillano.blogspot.com e seguirmi sui social Facebook: (Logren Arbor), Instagram (gianlucalogren), TikTok (Logren Arbor) e YouTube (Gianluca Villano – Scrittore).
Estratto
«Benvenuto nel Complesso Residenziale della Sacra Famiglia. L’architettura, caratterizzata da linee fluide e curve organiche è ispirata all’arte di Antoni Gaudì, architetto spagnolo, considerato il migliore interprete del modernismo catalano, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo» recitò soavemente la voce di Master, mentre sui monitor al centro della chiostrina scorrevano le immagini delle realizzazioni dell’artista. Pedrera City era una metropoli costruita all’ombra di uno tra i più prestigiosi collegi scientifici dell’ovest europeo, il Collegio Yale e tutti gli edifici che la costituivano riprendevano il tema dell’artista, compresi quelli del comprensorio residenziale dove si trovava adesso.
L’Intelligenza Superiore avrebbe almeno potuto riconoscere di averglielo ripetuto per la millesima volta. Lui non era un esperto d’arte del passato e i palazzi che lo circondavano gli avevano sempre dato l’idea di trovarsi all’interno di una stazione spaziale. Soprattutto il bianco, presente ovunque, le forme arrotondate e le vetrate ampie alla maniera degli oblò.
Restò immobile con il pollice rivolto verso il pannello touch-screen retroilluminato, sul quadrante con il sensore di riconoscimento delle impronte digitali.
Si trovava nel cortile interno, circondato dalle quattro torri composte da moduli abitativi sovrapposti, davanti al Blocco Sud-Est, quello dove alloggiava suo padre. Ma nessuno dei suoi conoscenti lo avrebbe denominato in quel modo arcaico, neanche sua sorella. “Genitore biologico” lo avrebbero corretto. E alloggiava rigorosamente al piano terra e dal momento che aveva deciso di trasferirsi a Pedrera City, quella di non allocarsi oltre il secondo piano era stata l’unica scelta che era riuscito a imporgli. Solo che il controllo remoto del suo modulo sembrava disattivato e per entrare avrebbe dovuto farsi aprire da Master, dopo aver effettuato l’identificazione.
«Non sono previste precipitazioni, oggi. Temperatura giornaliera massima di 35°C» lo informò la voce metallica di Master. «Giornata ideale per una passeggiata al parco con il tuo animale domestico o per fare jogging» continuò.
Un bip irruppe improvvisamente nel silenzio ovattato che attanagliava i suoi pensieri e balzò di colpo, roteando il polso con lo smartwatch per farlo smettere.
“Stai calmo” si ripeté, con il cuore che aveva preso a battere più forte, a tratti forse in maniera preoccupante, come se volesse uscirgli fuori dal petto.
“Non è possibile che ogni volta…”.
«Ha bisogno di assistenza?» irruppe di nuovo la voce virtuale, questa volta diffondendosi dal suo dispositivo.
Era rimasto fermo per troppo tempo e i sensori dovevano aver registrato il suo livello esagerato di stress.
«È tutto a posto, sto pensando…». Ma si era espresso male. Come avrebbe interpretato un programma quell’affermazione? Avrebbe dovuto dire semplicemente di aver bisogno di tempo per decidere cosa fare.
Il problema era che la sua vita gli stava stretta. Era colpa della sua famiglia biologica? Perché non lo avevano fatto crescere nel Collegio Accademico Kliver anche dopo la nascita? Si erano privati di lui già dal terzo mese di procreazione, cosa gli sarebbe costato lasciarlo nelle mani degli istruttori virtuali fino all’età dell’inquadramento? Quelli che lo avevano fatto avevano figli decisamente più allineati allo sviluppo cognitivo richiesto dalle nuove generazioni. E invece no, perché la sua famiglia era antiquata, proprio come lo store che gestiva suo padre.
Per sua sorella era stato diverso, però. Con lei era stata spezzata la tradizione.
«Desidera che le inoltriamo un appuntamento per un programma psichiatrico?».
«Non è necessario» rispose seccamente. Il suo livello di ansia doveva aver raggiunto valori preoccupanti. Perché in tutto questo, non aveva mai trovato la forza di reagire, di cambiare il destino mediocre che gli era capitato. “Ti sei parcheggiato” gli aveva sempre detto suo padre, così insensibile da non comprendere quanto contribuisse ad avvilirlo ulteriormente.
«Desidera nuove emozioni lavorative? È scontento delle sue attività ludiche? Chieda al suo Coach e Master le proporrà sicuramente delle entusiasmanti alternative». La voce venne divulgata dagli speakers del monitor gigantesco che era rivolto verso di lui, ma evitò di voltarsi per guardare le immagini di propaganda. “Già, come no?”. In realtà la sua attuale occupazione non era tanto male, sicuramente meglio di starsene a catalogare vecchie anticaglie.
Eppure c’era stato un tempo che aveva cercato l’approvazione del suo vecchio, mostrandosi interessato. C’era stato un tempo che non se la sarebbe presa così facilmente come adesso per qualsiasi cosa. “Sei capace solo di lamentarti” si disse.
Appose il pollice sulla placca, sospirò e disse: «Master, il mio genitore biologico è in casa?».
Trascorse più di un secondo, troppo per un sistema di controllo. Ma potevano esserci dei guasti, che non erano poi così poco frequenti.
«Signor Jonathan, il suo genitore biologico non esiste».
Booktrailer
L’autore
Gianluca Villano (Tivoli, 06 Gennaio 1975) è uno scrittore italiano. Ha pubblicato racconti sulle riviste: “Kaos” (1996), “Ellin Selae” (2017), “Il Grimorio del Fantastico“(2022), “Spazio Lettura” (2023).
Ha pubblicato con Youcanprint la “Saga della Corona delle Rose” (2016-2023), che ha venduto più di 2400 copie. Ha ricevuto una Menzione d’Onore al Premio Internazionale Il Convivio (2009).
Il romanzo distopico post-apocalittico “Linee di morte” è stato Selezionato per il Premio Avalon (2025). Vive a Palombara Sabina (Rm) e partecipa regolarmente a incontri letterari nelle scuole e negli eventi ludico-culturali come Romics, Lucca Comics & Games, La Festa dell’Unicorno.
Ha tenuto presentazioni al Salone del Libro di Torino e al Pisa Book Festival (2017).
Ha la capacità di tratteggiare i suoi personaggi rendendoli estremamente umani, determinando un’immediata empatia con il lettore; riesce a intrecciare storie che hanno un ritmo elevato e coinvolgente, lavorando sull’alternanza tra un vissuto personale, intimo ed una narrazione avvincente di eventi epici.

