I segreti di Uggio – Daniela Bardi

I segreti di Uggio – Daniela Bardi

Redazione
Protocollato il 12 Settembre 2025 da Redazione
Redazione ha scritto 911 articoli
Archiviato in: Sponsorizzati

Protagonista di oggi al Thriller Café è Uggio è un piccolo borgo di provincia immaginario, dove il tempo sembra apparentemente essersi fermato. In questo paesino si ambienta “I segreti di Uggio“, il romanzo d’esordio di Daniela Bardi edito da 96, Rue de la Fontaine Edizioni. Un giallo atipico che accosta ironia e dramma all’interno di un plot investigativo di fattura nostrana. Ma andiamo con ordine…

A Uggio, dicevamo, la vita scorre lenta, finché a sparigliare le carte arriva Livio Banchi, celebre chef stellato che con il suo ristorante di lusso porta una novità non del tutto gradita. E infatti poco dopo l’uomo viene trovato morto avvelenato. Si scatena quindi l’ovvio sciame di sospetti e pettegolezzi, mentre l’indagine ufficiale viene affidata Silvia Manzo, commissario appena rientrata nel suo paese natale. Con il suo passato di bullismo subito e un costante senso di inadeguatezza, Silvia tende a interrogarsi di continuo, ma proprio per questo riesce a cogliere le sfumature umane di chi incontra. 

A farle da spalla un coro di figure vivide e ironiche, come Ottavio, il barista informatore; Silvano, veterano con la mania della camomilla; Marco, giovane e irruento agente alle prime armi, Franca, la fioraia romantica; Pasquale, il giornalaio innamorato ma non corrisposto, Filippo, fruttivendolo permaloso e molti altri; ma soprattutto Bijoux, il cagnolino dello chef, che diventa il prezioso compagno d’indagine della donna. 

Tra ironia e tensione, l’indagine alla ricerca della verità si mescolerà con le fragilità di una comunità che sembra conoscere tutto di tutti, ma che in realtà nasconde rancori, desideri e segreti. Chi sarà stato ad ammazzare lo chef?

Questa la storia raccontata ne “I segreti di Uggio“; se vi piace il giallo all’italiana e volete saperne di più, a seguire trovate tre domande all’autrice e un estratto del romanzo.

Tre domande all’autrice

Com’è nato questo libro?
Il libro è nato come una necessità. Ho sempre avuto la passione per la lettura e la scrittura e dopo aver rimandato per molto tempo, ho deciso di accantonare i miei timori e mettermi alla prova in questa nuova esperienza. Collaborando con alcune testate online avevo avuto modo di scrivere spesso di cucina e ristoranti e l’assassinio di uno chef stellato mi era sembrata un’idea originale, lontana dall’immaginario comune di scenario patinato e idilliaco che si può immaginare. Il libro nasce dal desiderio di raccontare la provincia italiana con uno sguardo affettuoso e ironico, dando voce a personaggi imperfetti e profondamente umani.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
Probabilmente l’ironia con cui tratto la vicenda, mista alla semplicità e l’umanità dei personaggi. Non ci sono eroi infallibili, ma persone comuni con le loro fragilità e il desiderio di riscatto. Questo rende la storia vicina al lettore, capace di coinvolgerli oltre la trama gialla.

Cosa rappresenta Uggio?
Uggio non è solo un luogo immaginario: è il riflesso del paese della mia infanzia dove trascorrevo le estati. Uggio rappresenta lo stereotipo dei tanti piccoli borghi italiani dove tutti si conoscono e ogni novità diventa un evento. È un simbolo di radici e memoria, ma anche il teatro perfetto per raccontare come i segreti possano scuotere persino le comunità più tranquille.

Estratto

UN LUOGO TRANQUILLO

Gli otto rintocchi provenienti dalla Chiesa della Maria Vergine scandiscono come ogni mattina l’inizio della vita a Uggio. Piazza Risorgimento, il fulcro della vita sociale paesana, è in pieno fermento. Pasquale, affacciato al chiosco di giornali, aspetta con impazienza di veder passare Franca, la fioraia, in sella alla sua bicicletta.

Si conoscono fin da bambini, e non ha mai fatto mistero dell’interesse nei suoi confronti. Entrambi sono vedovi e Pasquale la corteggia serratamente, con la speranza di coronare il suo sogno d’amore. Dalla bottega di Giuseppe, il profumo di pane appena sfornato pervade l’intera piazza. Filippo, il fruttivendolo, ha già messo in mostra la sua merce più prelibata. Franco, il macellaio, è intento a sezionare i tagli di carne appena arrivati, e i colpi di mannaia si distinguono nitidamente fino in strada. Al Bar Centrale, Ottavio fischietta allegramente una melodia mentre pulisce i tavolini all’esterno.

Soltanto il ristorante Il Gusto di Uggio, del noto chef stellato Livio Banchi, ha ancora i battenti chiusi.

In piedi, appoggiata alla porta del piccolo commissariato, Silvia osserva sbadatamente la scena a braccia conserte. Si ripete identica ogni mattina. Saprebbe descriverla a occhi chiusi.

È nata e cresciuta a Uggio, e dopo la laurea in giurisprudenza e il concorso in polizia, è tornata nel suo paese natale. Oggi è il commissario Silvia Manzo.

A dirla tutta, Uggio non è certo la sua massima aspirazione lavorativamente parlando, ma c’era un posto vacante e così si era candidata, più per mancanza di iniziativa che per reale desiderio di tornare a casa. È sempre stata una persona scarsamente ambiziosa, con una forte e radicata insicurezza.

All’affannoso percorso per raggiungere sgomitando obiettivi ambiti, ha sempre preferito la comoda stabilità.

Uggio è per questo motivo l’opportunità perfetta. Del resto, è una località talmente sperduta che spesso non compare neanche nelle mappe. Cosa mai potrebbe accadere in un luogo popolato da meno di duemila anime, dove peraltro tutte si conoscono tra loro? L’ultima indagine di polizia risale addirittura a cinque anni prima, per la sottrazione di un chilo di patate dall’orto di Filippo. I colpevoli di tale vergognoso delitto sono, ad oggi, ancora a piede libero. Si parlò di questo scempio per oltre un anno!

Nel commissariato sono presenti Silvia, e gli agenti Marco e Silvano. Il primo è un giovane agente scelto innamorato dell’arma, possente e nerboruto. Fin da bambino aveva le idee chiare, il suo sogno era indossare la divisa e difendere i più deboli dai criminali. Questo eccesso di zelo, però, lo porta spesso ad assumere atteggiamenti al limite del tollerabile. Vede crimini e infrazioni anche dove non esistono.

E poi c’è Silvano, la colonna portante del commissariato. Sono due le passioni che coltiva oltre l’amore per il corpo di polizia: i suoi baffi e la camomilla. I primi, ama portarli a manubrio, con le estremità ricurve e le punte arricciate verso l’alto; la camomilla, invece, è la sua bevanda preferita per eccellenza, a cui attribuisce innate doti curative, oltre che portentose qualità nei più svariati e bizzarri impieghi. Ormai prossimo alla pensione, Silvano conosce ogni segreto e pettegolezzo che circola all’interno del paese. Ha una particolare predilezione per Silvia. Non essendosi mai sposato la considera come una figlia, e in più di un’occasione è andato in suo soccorso quando era pressoché una ragazzina.

Non di rado Silvia s’interroga circa le sue scelte di vita. Sì, il lavoro le piace e in un certo senso la gratifica, ma pensa di non esserne all’altezza.

Tornando nel paese di origine, spera inconsciamente di riscattarsi da un’adolescenza difficile, dove spesso, è stata presa di mira dai bulletti. Rimasta orfana appena diciottenne, la giovane Silvia si trovò non solo bruscamente catapultata nel mondo adulto, ma, sola e smarrita, dovette anche scontrarsi con la becera e insensibile crudeltà dei suoi coetanei. Più volte l’avevano derisa per il suo peso, oltre che per quei grossi occhiali a fondo di bottiglia che le coprivano il viso; senza contare le numerose battute nei confronti del suo cognome, Manzo.

Il tempo però è stato galantuomo. Sebbene la giovane donna si trascini dietro le pesanti insicurezze della bambina occhialuta e in sovrappeso, Silvia è oggi una donna piacente. Occhi chiari e lunghi riccioli scuri incorniciano il suo bel viso.

Gli occhiali sono spariti, e anche il suo fisico è cambiato, frutto di un intenso e proficuo allenamento.

Forse in fin dei conti, tornare a Uggio è la scelta migliore che potesse prendere per chiudere una volta per tutte con il passato, e iniziare finalmente a vivere.

Le campane della chiesa segnalano il mezzodì e Ottavio con aria circospetta, fa capolino in commissariato. Tra le mani ha un vassoio con due tazzine di caffè e una camomilla. Ottavio, più che un barista è la sentinella di Uggio. Niente può sfuggire al suo controllo. Probabilmente, se non avesse fatto il barista, sarebbe stato un ottimo poliziotto.

«Ehilà, buongiorno a tutti, vi ho portato due caffè e una camomilla. Quello speciale in vetro e senza zucchero è per la nostra Silvia», esordisce Ottavio, facendo il suo ingresso in ufficio.

«Proprio quello che mi ci voleva!», esclama Silvano, e non curante dei presenti, affonda le dita nella tazza. Dopo averle ben intinte nella camomilla, inizia a tamponarsi le tempie facendo dei piccoli massaggi circolari.

«Cosa sarebbe questa novità? Ti ci fai anche il bagno adesso?», domanda divertito Ottavio, sapendo che l’argomento scatenerà una reazione nell’uomo.

«Ho il mal di testa, e non esiste rimedio migliore della camomilla!», sentenzia Silvano.

«Se non fossi certo che sei astemio, direi che hai iniziato a bere; è per questo motivo che parli a vanvera. Stai invecchiando amico mio, è l’ora che tu vada in pensione», ribatte Ottavio, continuando bonariamente a pungolarlo.

«Quando inizierete anche voi a farne uso, rimpiangerete di non avermi dato ascolto prima», risponde l’agente con tono pacifico e paziente, non curante dei risolini generali che ha suscitato.

«Ciao Ottavio, ti ringrazio, un caffè non si rifiuta mai. A cosa devo tanto onore?», risponde Silvia, alzando a malapena lo sguardo dalle scartoffie e compiendo un cenno con la testa in segno di saluto.

«Ohibò, ma in che mondo viviamo! È solo l’atto gentile e disinteressato di un povero barista nei confronti del commissario più attraente di Uggio!», rimbrotta l’uomo.

«Ottavio, in realtà sono l’unica, ma tu non me la racconti giusta».

Daniela Bardi

Daniela Bardi vive e lavora come impiegata a Firenze, città che ama profondamente e che spesso ispira le sue passioni. Da sempre coltiva numerosi e svariati hobby, che coniuga tra loro con entusiasmo e curiosità, spaziando dalla fotografia all’enologia, dalla musica alle scienze olistiche. 

La passione per la scrittura e la lettura l’accompagna fin dall’infanzia, alimentata da libri di ogni genere e dal desiderio di raccontare storie. 

Dopo anni di collaborazioni con magazine online e la gestione del suo blog personale, unalenteinviaggio.it, decide di cimentarsi nella narrativa. “I segreti di Uggio” è il suo romanzo d’esordio, pubblicato da 96, Rue de la Fontaine Edizioni.

Sconto Amazon