Hard Cold Winter è il secondo romanzo poliziesco di Glen Erik Hamilton ambientato a Seattle, con protagonista l’ex Ranger dell’esercito statunitense Van Shaw. Non è mai facile replicare il successo di un buon esordio, ma Hamilton è riuscito sia a scrivere una storia avvincente sia a consolidare Van Shaw come un personaggio notevole, una presenza altamente originale nella galassia degli eroi del thriller contemporaneo.
(Dono)Van Shaw è un uomo dal passato complicato, durante il quale ha sviluppato, tra le altre cose, abilità di ladro di prima categoria. È anche un ex Ranger con esperienza di combattimento in prima linea in Iraq e Afghanistan. Orfano di madre fin da bambino, è stato cresciuto dal nonno omonimo Dono(van), un truffatore “professionista”. All’inizio Dono non ebbe molto successo, costringendo il giovane Van a vivere con una serie di famiglie affidatarie ogni volta che il nonno finiva ospite del sistema penale federale. Tornato a Seattle, Van Shaw è deciso a evitare qualsiasi guaio con la legge, ma è disposto e capace di correre rischi e di camminare sul filo del rasoio per il bene della famiglia o degli amici più stretti.
Quando Will Willard, un vecchio amico di Dono, chiede a Van di cercare la nipote scomparsa Elana Coll — una giovane ribelle che Van conosceva in gioventù — lui non può e non vuole dire di no. E si ritrova subito nei guai: scopre i cadaveri di Elana e del suo ricco fidanzato, Kendrick Haymes, chiaramente assassinati in una capanna nel bosco (o forse si tratta di un omicidio-suicidio?). Qualsiasi cittadino comune correrebbe alla polizia, ma Van no. Un motivo è che la faccenda è personale; un altro è che Willard gestisce una bisca clandestina e non ha bisogno di avere la legge alle calcagna. E un’altra ragione, più profonda, è che forse a Van piace il pericolo, o quantomeno non riesce ad adattarsi alla vita “normale” da civile.
Con l’aiuto occasionale della sua vivace fidanzata Luce e di Leo Pak, un altro ex Ranger che ha servito in Medio Oriente sotto il suo comando, Van inizia la caccia alla verità. Una corsa sulle montagne russe in cui cercherà di restare un passo avanti rispetto alle indagini della polizia e che lo vedrà scontrarsi con veri criminali — inclusa la mafia russa di Seattle — e con altre persone che, pur non essendo criminali di professione, hanno molti segreti da nascondere e non esitano a usare la violenza per proteggerli: il padre di Kendrick Haymes (un magnate dell’edilizia) e i suoi collaboratori, il gruppo di ricchi amici della coppia e persino lo stesso Will Willard.
Ci sono abbastanza persone e abbastanza armi (siamo pur sempre negli USA, dove le armi circolano liberamente) per tenere il lettore col fiato sospeso e dare a Hamilton l’opportunità di imprimere un ritmo narrativo davvero intenso. Va riconosciuto a Hamilton il merito di aver costruito una trama appagante e stratificata, scrivendo con un’efficacia che richiede poche pennellate per trasportare il lettore nel bel mezzo dell’azione o nella mente dei personaggi. Soprattutto in quella di Van.
Nella mia recensione di Past Crimes ho scritto che il fascino di Van, e una delle caratteristiche più riuscite del romanzo, sta nel fatto che rimane, nel profondo, un ragazzo piuttosto ordinario, nonostante il caos che lo circonda. In Hard Cold Winter Hamilton riesce a mantenere questo equilibrio, continuando a delineare la personalità di Van: un uomo con forti convinzioni sugli elementi essenziali della vita (famiglia, lealtà, dovere), ma anche molto consapevole delle ombre che si annidano nella sua stessa mente. Nessuno con un passato familiare simile e un’esperienza di guerra può considerarsi un’anima spensierata, e Hamilton è abile nel permettere al lettore di comprendere i dubbi di Van e le sue preoccupazioni riguardo al futuro come “ragazzo normale” (ad esempio nella relazione con Luce), senza che ciò rallenti l’azione.
Il risultato è che Van emerge come un personaggio davvero interessante e sfaccettato, la cui personalità si fonde con una narrazione di alto livello per produrre un ottimo thriller. Un romanzo in cui una trama intricata, ma mai confusa, si sposa bene con un cast di personaggi finemente tratteggiati, facendo sì che la storia non debba reggersi solo su Van per essere coinvolgente. Ma non fatevi ingannare: Van Shaw è un personaggio letterario notevole e speriamo che Hamilton continui a svilupparlo per il nostro intrattenimento.
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