Green Stone. La vendetta di Alia – Fabrizio Borgio
Ritorna l’appuntamento con la spy story italiana. Ritorna Green Stone, nome in codice di Nosenzo Leone, personaggio creato da Fabrizio Borgio per la collana Segretissimo Mondadori. Maresciallo del 4° Reggimento Alpini Monte Cervino e agente dell’AISE, piemontese come il suo creatore, uomo dal carattere introverso, di poche parole e ben misurate. Green Stone rispecchia in pieno il vecchio stile sabaudo e di tanto in tanto regala al lettore qualche perla in dialetto.
Dopo l’esordio con Green Stone. Nero Libia, Borgio fa il bis con Green Stone. La vendetta di Alia. Come nel primo romanzo, anche la trama di questo secondo capitolo è caratterizzata da un sottile intreccio di interessi economici e militari. Il titolo ci suggerisce qual è il filo conduttore della trama: la vendetta. Nella fattispecie, sarà Alia Salihovic a cercarla. Ex amazzone di Gheddafi, scaltra ed enigmatica, abbiamo incontrato Alia già nel primo romanzo. La sua strada si è incrociata più volte con quella di Green Stone. Anche in questo secondo romanzo, i due protagonisti avranno modo di venire a contatto.
Oltre alle figure principali, ci sono ovviamente diversi personaggi secondari ben caratterizzati. Tra questi ho apprezzato Lutajuci Snajper, cecchino in cui alberga un forte tormento interiore, poiché incapace di smettere di uccidere.
Qualche parola sulla trama. Dopo i fatti narrati in Nero Libia, ci spostiamo dall’Africa al cuore dei Balcani, più precisamente nella Repubblica Serba di Bosnia, una delle entità statali in cui è frazionata la ex Jugoslavia da quando è implosa a inizio degli anni Novanta. Anche se formalmente fa parte della Bosnia Erzegovina, la Republika Srpska ha forti aspirazioni indipendentiste. È proprio in questa cornice complicata e fragile che prende forma la vendetta di Alia. Nei confronti di chi?
Lo possiamo intuire già dal prologo, fondamentale per comprendere meglio il personaggio di Alia e le sue motivazioni. Borgio riporta indietro nel tempo il lettore al 1994. Il luogo è Srebrenica, località tristemente nota per il massacro di migliaia di bosgnacchi a opera delle milizie serbe. Una delle pagine più tristi e cupe della guerra nei Balcani. La ricostruzione di Borgio è vista dagli occhi di una ragazzina, Alia.
Il prologo fa dunque capire il perché della vendetta, tuttavia, sarà il proseguire della lettura a chiarire come avverrà. Un piano complicato, quello messo a punto da Alia, dove basta un ingranaggio fuori posto per farlo fallire. Una delle variabili è proprio Green Stone, che con Alia ha un rapporto controverso; sono stati amanti, ma non per forza alleati.
Il maresciallo Nosenzo viene richiamato da un’esercitazione in Lettonia per essere dispiegato nei Balcani. Lavoro di intelligence delicato e potenzialmente pericoloso. Green Stone dovrà dare fondo a tutte le sue abilità.
Per gli appassionati di Segretissimo ci sono tutti gli ingredienti classici: una trama intricata (frutto anche dell’esperienza come giallista di Borgio), spionaggio internazionale, azione e piccanti scene di sesso. L’argomento azione merita una puntualizzazione. La vendetta di Alia non è un romanzo tutto sparatorie ed esplosioni. Come per Nero Libia, le scene d’azione sono misurate e mai esagerate. La componente spionistica è predominante.
Da scrittore di Action Tricolore, ritengo che la marcia in più sia stata data dal fatto che il protagonista è un italiano. Questo elemento lo avevo già gradito molto in Nero Libia.
Lo stile di scrittura è fluido e scorrevole. I dialoghi sono spesso asciutti e serrati, ma diventano più descrittivi quando occorre dare delle spiegazioni al lettore.
In conclusione, buona la seconda con La vendetta di Alia. Un altro bell’acquisto da inserire nella collezione di Segretissimo. E siccome non c’è due senza tre… arrivederci Green Stone.
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