Gli ultimi sei – Akinari Asakura

Editore: Feltrinelli
Federica Cervini
Protocollato il 5 Giugno 2026 da Federica Cervini con
Federica Cervini ha scritto 70 articoli
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Il riassunto
Gli ultimi sei – Akinari Asakura

Tra i sei rimasti, chi è il candidato più adatto a ricevere la lettera di impegno all’assunzione?

Arriva in Italia grazie a Feltrinelli Editore e con la traduzione di Federica Lippi un caso editoriale giapponese da 700.000 copie vendute: “Gli ultimi sei” di Akinari Asakura – thriller psicologico che si incentra sul quesito “quanto saresti disposto a rischiare per ottenere il posto di lavoro dei tuoi sogni?”.

La vicenda si svolge a Tokyo dove si riuniscono i sei ultimi candidati rimasti in lizza – degli oltre 5.000 individui che si sono proposti per un incarico di lavoro presso la rinomata Spiralinks; l’azienda inaspettatamente propone ai sei finalisti della selezione di essere loro stessi protagonisti nella scelta di chi avrà l’incarico – tramite un semplice (e diabolico) gioco di squadra.

I sei candidati saranno chiusi per due ore e mezza in una sala riunioni in cui dovranno fare team building e scegliere, collaborando di comune accordo, chi ritengano essere il candidato più meritevole di quell’ambito posto di lavoro.

A questo punto entra in gioco uno scontro tra l’iniziale fair play ed la presto fatta tattica dei colpi bassi.

Ma ad aggiungere crudeltà a questa folle tecnica di selezione del personale c’è un ulteriore tocco di meschina genialità: a ciascuno dei sei personaggi viene lasciata una busta contenente un segreto relativo al passato di uno degli altri protagonisti.

Chi ha preparato queste buste? Chi ha indagato sul passato di ciascuno dei sei candidati?

Ognuno dei sei personaggi ha uno scheletro nell’armadio (l’imposizione di un aborto, atti di bullismo che hanno forse condotto la vittima al suicidio, truffe ad anziani) in modo tale che le due ore e mezza di team building diventano “un circolo vizioso infernale”. “Quelle buste erano inaccettabili strumenti del demonio”, potendo rovinare la reputazione di ciascuno dei sei candidati e quindi manipolare la scelta del vincitore.

Di primo acchito “Gli ultimi sei” sembra un death game thriller – stile “Squid game” – perché basato sulla competizione estrema: chi perderà sarà escluso dalla selezione per il posto di lavoro alla Spiralinks.

La grossa differenza rispetto ai death games è che in questo thriller psicologico non è in gioco la sopravvivenza dei protagonisti ed il premio è ottenere il posto di lavoro (non veder salva la propria vita). Concentrando la trama sull’obiettivo di ottenere il lavoro nella migliore tech company giapponese, l’autore fa una feroce critica alla società in cui vive – nella quale ambizione estrema e competizione sono portate a livelli eccessivi ed inammissibili.

Il protagonista del romanzo è Shōgo Hatano, 21 anni: è lui che propone agli altri cinque candidati di procedere nella selezione compiendo fra di loro delle votazioni ogni mezz’ora – il cui punteggio finale indicherà il vincitore della selezione.

E’ chiaro però che mano a mano che vengono aperte le fatidiche buste e scoperti gli scheletri negli armadi, le votazioni sul proprio “preferito” cambiano radicalmente perché la reputazione viene macchiata – e parallelamente ad essa i candidati mutano il proprio giudizio di merito sugli altri presenti.

Cosa fare a questo punto: aprire tutte le buste oppure ignorarle? Qui è in gioco il concetto di slealtà, e Akinari Asakura chiede al lettore: “quando qualcuno inizia a usare tecniche sleali, bisogna cambiare le regole in modo che tutti possano usarle” così da tornare ad essere tutti sullo stesso piano, cioè con le medesime armi?

Qui Akinari Asakura inserisce un plot twist ben orchestrato, spostando improvvisamente la narrazione ad otto anni dopo quella spietata selezione: nella seconda parte del romanzo infatti inizia un’indagine su cosa accadde realmente quel giorno, su chi ottenne il posto di lavoro e soprattutto su come il vincitore si guadagnò la fiducia ed il voto da parte degli altri cinque, aggiudicandosi la selezione.

Proprio perché eravamo tutti vittime, la soluzione era diventare tutti complici”.

L’autore ha così diviso il thriller in due parti: nella prima affascina vedere la transizione dei personaggi da colleghi alleati a veri e propri nemici l’uno dell’altro.

Le accuse che gli “ultimi sei” si rivolgono permettono al lettore di sperimentarne i sentimenti: sono confusi, poi frastornati, addirittura pietrificati quando scoprono alcuni di quegli spaventosi segreti.

Il lettore vive il loro disprezzo, la delusione quando è chiaro che da bravi ragazzi si sono svelati essere persone spregevoli, il sospetto e la diffidenza che ognuno di essi prova.
La battaglia psicologica che i sei personaggi ingaggiano è l’elemento chiave di questa prima parte del thriller, mentre nella seconda parte seduce l’indagine su cosa sia effettivamente accaduto allora.

Esiste un metodo per afferrare all’istante la natura di una persona” e per non farsi trarre in inganno da moine e sorrisi?
Tante persone sorridono come angeli e in realtà sono demoni”.

Akinari Asakura in questo thriller ci chiede se esiste un “modo per capire l’essenza di una persona”.

Gli ultimi sei” di Akinari Asakura (classe 1989) è già diventato un manga, uno spettacolo teatrale ed un film – e ne è ora in corso la traduzione in molti Paesi.