Era tutta un’altra storia – Hakan Nesser
Etichettato con: Gialli Nordici, Hakan Nesser
Cari Avventori del Thriller Café, oggi vi porto in Svezia. Ma non la Svezia da cartolina dei fiordi e dei cieli tersi. No, vi porto nella Svezia di Gunnar Barbarotti, l’ispettore di origini italo-svedesi che ha un modo tutto suo di affrontare la vita (e Dio).
Il libro è “Era tutta un’altra storia“ (titolo originale En helt annan historia), seconda indagine della serie creata da Hakan Nesser ed edita da Guanda.
Tutto inizia in Bretagna, nel 2002. Sei turisti svedesi, due coppie e due “cani sciolti”, passano due settimane insieme. Sole, mare, vino, qualche flirt proibito. Una vacanza come tante, direte voi. E invece no. Perché cinque anni dopo, qualcuno inizia a ucciderli. Uno per uno.
E qui entra in scena il nostro Barbarotti.
Gunnar ha appena chiuso la valigia, pronto per una vacanza a Gotland con la sua nuova compagna, Marianne. Sta per uscire, quando il postino gli mette in mano tre lettere. Due sono bollette. La terza ha il suo indirizzo scritto a mano. Dentro, un messaggio che gela il sangue: “Ucciderò Erik Bergman. Vediamo se riesci a fermarmi“.
Barbarotti pensa a uno scherzo. Ma la vacanza finisce prima di iniziare, perché Erik Bergman muore davvero.
E non è finita. Le lettere continuano ad arrivare. Indirizzate a lui, a casa sua. L’assassino lo ha scelto come interlocutore privilegiato. Perché? Barbarotti non conosce le vittime, non conosce il killer. È solo una pedina in un gioco perverso?
Håkan Nesser costruisce un giallo che è un meccanismo a orologeria. Alterna il presente dell’indagine (2007) con le pagine di un diario anonimo scritto durante quella fatidica vacanza in Bretagna nel 2002. Noi lettori leggiamo il diario e capiamo le dinamiche tossiche di quel gruppo, ma non sappiamo chi sta scrivendo.
Barbarotti è un personaggio magnifico. Uno scettico cronico che ha un patto con il Signore: assegna punti a Dio (+1 o -1) a seconda se le sue preghiere vengono esaudite o meno. È un poliziotto che si sente sempre più fuori posto nella sua carriera, circondato da capi incompetenti (come l’ispettore Asanunder e la sua dentiera ballerina) e colleghi brillanti come Eva Backman, con cui ha un rapporto di prese in giro reciproche che è pura gioia da leggere.
La tensione sale. L’assassino gioca con la polizia come il gatto col topo. E Barbarotti, tra una preghiera a punti e un momento di sconforto, deve capire cosa diavolo è successo in Francia cinque anni prima.
Il titolo non mente: alla fine, scoprirete che le cose non sono mai come sembrano. E che a volte, la verità è davvero “tutta un’altra storia”.
Un Nesser in stato di grazia, lento, riflessivo, ma capace di colpire duro quando meno te l’aspetti.
Libri della serie "Ispettore Gunnar Barbarotti"
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