E se Ornella Muti e Claudia Gerini – Lorenzo Lombardi Dellamano
Al Thriller Café oggi le luci si abbassano come in una vecchia sala cinematografica, per proiettare un incubo a occhi aperti. Introduciamo un singolare esperimento letterario del panorama hard-boiled italiano: la saga E se… scritta da Lorenzo Lombardi Dallamano, e in particolare il terzo atto “E se Ornella Muti e Claudia Gerini…“, dei sette in totale previsti.
Proprio attorno al numero 7 ruota la struttura narrativa, con un nucleo fisso di protagonisti di fantasia che si muovono in mondi sociali sempre diversi, affiancati di volta in volta da celebrità reali del nostro tempo che diventano personaggi attivi della trama.
Nel primo libro, “E se Mandzukic e Mainggolan… un thriller ad esagoni bianchi e pentagoni neri“, tutto inizia con il rapimento della compagna dell’opinionista sportivo Daniele Adani e l’indagine subisce una svolta decisiva grazie ai calciatori Mario Mandzukic e Radja Nainggolan.
Nel secondo capitolo, “E se Fedez e Tiziano Ferro… un thriller eptafonico a semicrome dissonanti“, Fedez e Tiziano Ferro vengono rapiti dopo un concerto.
E arriviamo così a “E se Ornella Muti e Claudia Gerini… un thriller kinetoscopico su tereftalato di polietilene“. In questo terzo volume, ci spostiamo nel dorato ma spietato mondo del cinema. Claudia Gerini è davvero colpevole del crimine di cui è accusata?
Mentre l’incertezza avvolge la vicenda e non è chiaro chi creda alla sua innocenza, entra in scena un’altra icona: Ornella Muti, convinta che la Gerini non abbia commesso il fatto e decisa a mettere in gioco anche se stessa per dimostrare la verità.
Sul caso indaga – come nei libri precedenti – Vanessa Cojocaru, ispettrice capo minuscola, con la testa rasata e di origini romene. Vessata per tutti questi motivi e anche semplicemente per essere donna e per essere riuscita ad ottenere un posto ambito, Vanessa sarà divisa tra l’indagine e le scorie di un evento che le lasciato in lei e in tutta la sua squadra uno stato di sofferenza da cui sembra ormai impossibile guarire.
Questo in sintesi il libro di Dallamano, un romanzo che usa i riflettori del grande schermo per illuminare l’abisso insondabile del dolore umano. Se la presentazione vi ha incuriosito, qui a seguire ne trovate un breve estratto.
Estratto
Capitolo: Architettura
Sottocapitolo: A7
Appena detto riflette sul fatto che è davvero tardi, ed è appunto troppo stanca per questionare sulla maleducazione della commessa che non risponde al saluto. Insalata mista, prelavata, in busta, pronta per essere consumata. Questa intanto è perfetta, poi vediamo che altro aggiungerci. È alla prima curva che la introduce su un rettilineo alla fine del quale si riavvicina alle casse. Con la coda dell’occhio intuisce la cassiera. E non solo. Ha la sensazione che oltre che troppo in silenzio stia anche troppo ferma.
Decide di guardarla. E scopre che la ragazza sta già guardando lei, chissà da quanto. Ma non è uno sguardo normale, è fisso e a occhi sgranati, se fossimo in quegli orrendi film tv americani degli anni Novanta girati con duecento dollari, potrebbe persino sembrare una richiesta d’aiuto. Ma per cosa?
Avete presente quando non vi è mai capitato di notare qualcosa nella vita, e appena la notate non fate altro che incontrarla sul vostro percorso? Bene.
Due metri davanti alla ragazza c’è uno di quegli specchi, quelli che si usano in strada per far vedere al guidatore gli angoli ciechi, ed è proprio la ragazza a indicarglielo impercettibilmente. E Vanessa lo guarda.
«Oh cazzo!»
Alle spalle della poliziotta stanno silenziosamente arrivando due uomini con il volto nascosto dal mephisto, uno stringe il calcio della pistola infilata nei pantaloni. Ma il problema è l’altro, che la pistola già ce l’ha in mano e puntata verso di lei. La busta di insalata deve necessariamente fare spazio alla Beretta e comincia a essere vittima della forza di gravità.
Neanche il tempo di riuscire appena a toccare il calcio della pistola con il mignolo e l’anulare con la fede, che VanessaL viene attraversata da due oggetti che viaggiano a duemiladuecento chilometri all’ora.
Buio.
L’autore
Lorenzo Lombardi Dallamano: sangue e parole, carne e pagine. Più di 200 canzoni scritte e quasi 1.000 articoli nell’ambito del cinema e della musica. E, nel cassetto, il sogno di scrivere un romanzo thriller, che si concretizza grazie al Covid, da lui definito il periodo più bello della sua vita. Personaggio da 300k follower sui Social, con il nome de @il_rammaricato, ogni giorno giudica, critica, commenta tutto ciò che non gli sta bene, senza che nessuno gliel’abbia mai chiesto.

