Dietro lo specchio – Carmine Belfiore

Dietro lo specchio – Carmine Belfiore

Redazione
Protocollato il 1 Ottobre 2025 da Redazione
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Al Thriller Café oggi spacchiamo lo specchio dietro al bancone con il romanzo di Carmine Belfiore: un thriller psicologico e filosofico che unisce tensione narrativa e riflessione esistenziale. Cosa vediamo quando ci specchiamo? Un’immagine fedele del mondo reale, o qualcos’altro?

Questa la domanda di fondo del libro, ma per presentarvelo cominciamo dalla trama.

John Wellers è un giovane uomo di successo, ma dietro l’apparente sicurezza nasconde qualcosa. La vita che sta vivendo è davvero la sua? La normalità quotidiana viene infranta davanti a uno specchio, che sembra trasformarsi nella soglia verso un abisso inatteso. Perché, sebbene nessuno se ne accorga, lui vede qualcosa che non dovrebbe esserci: un richiamo oscuro che lo trascina in una spirale di eventi inspiegabili.

Tutto comincia con dettagli insignificanti: sguardi che si protraggono oltre il vetro, parole che echeggiano senza voce, ricordi che non appartengono al presente. Poi arrivano le crepe nella realtà quotidiana: incontri ambigui, passioni improvvise, segreti che riaffiorano dal passato. John si ritrova sospeso tra due mondi — quello che chiamiamo reale e quello che sembra vivere solo di là, oltre lo specchio — incapace di distinguere l’uno dall’altro.

Accanto a lui, figure enigmatiche: Miriam, che porta con sé un amore spregiudicato e pericoloso; Wymmot, un ragazzo comparso dal nulla; l’avvocato Sperling, tutore e consigliere dopo la morte del padre. E, incombente, il Killer della Margherita, presenza inquietante che sembra legata all’intera vicenda.

Ogni incontro e ogni evento diventano frammenti di un mosaico più grande, in cui il confine tra libero arbitrio e destino si assottiglia, e dove l’affermazione di Jung secondo cui i demoni non affrontati tornano come destino comincia a vacillare.

Dietro lo specchio” è un viaggio nell’anima, dove l’inganno più grande non è quello del riflesso, ma quello che ciascuno costruisce dentro di sé.

La verità è un gioco di specchi: se volete saperne di più, continuate a leggere le tre risposte che l’autore ha dato alle nostre domande, e un estratto del romanzo.

Tre domande all’autore

1. Com’è nato questo libro?

Da bambino ero ossessionato da una statua di bronzo: un ragazzo che si teneva il piede dopo essere stato morso da un granchio. Mi chiedevo sempre: che cosa farei se a un tratto si muovesse? E non sarebbe importato se fosse stato amichevole o minaccioso, il punto era che, se quella statua si fosse mossa, il mio mondo sarebbe cambiato per sempre, da sicuro a imprevedibile. Dietro lo specchio nasce da quella stessa inquietudine: il vuoto che proviamo quando la realtà crolla e rivela un volto del tutto diverso.

2. Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più?

Il romanzo non vuole solo intrattenere, ma costringere il lettore a riflettere e farsi delle domande anche dopo aver chiuso le pagine. E io cosa avrei fatto? E se toccasse a me? Anche io sono nella stessa situazione? Le domande scomode dovranno rimanere anche dopo aver chiuso il libro. Non sarà la storia in sé a spaventare, ma la paura stessa, già dentro ognuno di noi: ciò che non sappiamo, o ciò che sappiamo ma non vogliamo ammettere.

3. Una curiosità sul libro

La soluzione è già scritta nel titolo, ma in pochi la vedranno, perché tendiamo tutti a dare troppe cose per scontate. Quando leggeranno “Dietro lo specchio”, molti penseranno a un mondo nascosto, oppure a fantasmi o a mostri. In realtà la risposta è semplice e banale: ma il vero terrore nasce proprio dalle nostre stesse paure, quelle che proiettiamo ogni volta che non capiamo qualcosa. Anche il soprannaturale è naturale: siamo noi a renderlo tale.

Estratto

Dopo un attimo sospirò tornando di nuovo con lo sguardo oltre la porta di casa, verso l’esterno.

Tutto sommato, le cose non stavano andando male, pensò, tra poco Miriam sarebbe ritornata, e gli avrebbe fatto dimenticare le ultime disavventure.

Poi, smise di respirare.

Qualcosa aveva attirato la sua attenzione.

Ancora non sapeva che cosa, ma stava accadendo di nuovo, proprio come era accaduto poco prima.

Era qualcosa di appena percettibile, ma c’era.

Un movimento, laggiù, proprio al limite del suo campo visivo, dove i particolari appaiono confusi, e dove i dettagli si perdono.

Così, aggrottò la fronte, e inclinò la testa da un lato concentrando tutta la sua attenzione proprio in quella zona.

Doveva capire che cosa fosse.

E così, a poco a poco, mise a fuoco ciò che stava accadendo.

E gli si gelò il sangue.

Con lo sguardo fisso davanti a sé, spalancò gli occhi incredulo, e un rivolo di sudore scese lungo le tempie.

Quello che stava vedendo era impossibile.

Impossibile.

Rimase paralizzato in quella posizione, con il cuore che aveva preso a battere come un tamburo impazzito.

Il suo volto era rivolto al pavimento, sulla destra, ma con la coda dell’occhio poteva vedere la sua immagine riflessa nello specchio.

Ed essa aveva qualcosa che non tornava.

E adesso aveva capito che cosa fosse.

Non poteva crederci, non era possibile. Eppure, ci vedeva bene, non c’erano dubbi.

Rimase così, immobile per diversi secondi, a osservarla senza guardarla in modo diretto.

Doveva essere sicuro.

Ai margini del suo campo visivo poteva vedere l’immagine riflessa nello specchio, la stessa che avrebbe dovuto mostrare un uomo, identico a lui, voltato di fianco, e con la testa rivolta verso il basso a guardare il pavimento, proprio come stava facendo lui.

Ma non era così.

Non era così!

I dettagli erano confusi, e non riusciva a cogliere tutti i particolari di quella figura, ma c’era una cosa che non avrebbe potuto vedere in alcun modo.

I denti.

Il riflesso nello specchio aveva la faccia rivolta verso di lui.

E lo guardava.

Sorridendo!

Non avrebbe potuto vedere quei denti. E invece erano lì, bianchi, in bella mostra.

Carmine Belfiore

Carmine Belfiore è nato a Genova il 7 settembre 1964. Dopo aver frequentato l’Accademia Navale di Livorno nel 1983, ha seguito un lungo percorso professionale in ambito istituzionale e di sicurezza, che lo ha impegnato per molti anni e lo ha portato a ricoprire ruoli di responsabilità. Pur dedicandosi al lavoro con disciplina e rigore, non ha mai smesso di coltivare una passione segreta e costante: la scrittura. Fin da giovane raccoglieva idee e abbozzi di storie, convinto che sarebbe arrivato il momento giusto per trasformarle in narrativa compiuta. “Prima avevo altre cose da fare”, dice spesso, riferendosi al tempo necessario per maturare esperienze e preparare i racconti che oggi trovano finalmente spazio nei suoi libri. La sua scrittura unisce tensione psicologica e riflessione filosofica, esplorando i confini tra verità e illusione. “Dietro lo specchio” è il suo primo thriller, a cui affianca la saga fantascientifica “Mobius“.

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