Devil’s Kitchen – Candice Fox
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“Tu chi sei?” chiese Dahlia.
Tony si girò verso di lei e le rivolse un sorriso che, allora, la riempì di calore.
“Ma – intendi oggi?” chiese lui.
“Devil’s Kitchen” di Candice Fox, Marcos y Marcos Editore, traduzione di Eugenio Manuelli, è un formidabile noir hard boiled che parla di uomini senza scrupoli – ed al contempo della loro profonda lealtà.
Protagonisti della vicenda sono i membri della eccezionale squadra di vigili del fuoco Engine 99 – la migliore di New York; metà uomini e metà supereroi, Matt, Engo, Jake e Ben paiono dei semidei quando indossano la loro uniforme (giaccone pesante, casco, stivali antifiamma) e vincono sul fuoco.
… Ma non mancano gli scheletri nell’armadio: sono una squadra, una famiglia l’uno per l’altro, in verità “un branco di ladri e assassini”.
Infatti spesso sono loro stessi ad appiccare gli incendi, in modo da poter saccheggiare indisturbati negli appartamenti opere d’arte, gioielli e denaro.
L’incarico di cercare di sgominare la banda è affidato ad una infiltrata, Andy – un’agente sotto copertura abituata a calarsi nella parte che di volta in volta le è stata assegnata.
E’ una sbirra camaleonte che sa “trasformarsi, intrufolarsi, trovare soluzioni”: Andy riesce a incastrare i criminali perché è in grado di creare con loro affinità e costruirsi nei dettagli l’identità che le viene richiesta dall’indagine in corso.
“Hai ragione, Ben. Sono malata.
Una volta che mi calo nella parte, io sono lì.
Sono immersa nel caso.
Farei di tutto, e sacrificherei qualsiasi cosa, pur di risolverlo. Perché per me non è solo un lavoro. E’ il mio posto sicuro”.
A coinvolgerla nella squadra è proprio uno dei membri della Engine 99 – Ben, che è disposto a coprirla e vendersi per avere in cambio informazioni sulla sua compagna ed il figlio di lei, scomparsi nel nulla.
“Andy è un’infiltrata.
Ben è la sua talpa”.
Ne nasce una vicenda tesissima nella quale una donna deve conquistare la fiducia di un gruppo di uomini, muovendosi sotto copertura e rischiando la propria vita in un mondo che è essenzialmente maschile e sciovinista – quello appunto dei vigili del fuoco.
Da un lato Andy deve recitare al meglio, studiando ogni propria mossa, e dall’altro deve analizzare le azioni dei suoi compagni di squadra – che stanno organizzando il colpo dell’anno, alla ricerca di errori e di falle proprie ed altrui (“Delle fottute figurine del baseball? Siete seri? Quanto potranno mai valere? Otto milioni e due”).
Tutta la vicenda quindi si gioca sul significato della parola identità: il lettore fatica a distinguere il bene dal male perché nell’immaginario collettivo (in particolare a New York dopo l’11 settembre) i pompieri sono degli eroi senza macchia – mentre qui Candice Fox li sporca e li rende vili e meschini.
Al contempo una squadra coesa, come deve essere quella dei vigili del fuoco, basa la propria forza sul senso di lealtà: ogni intervento nei palazzi in fiamme può salvare vite umane solo e soltanto se i codici di lealtà e fiducia tra ciascuno dei quattro supereroi sono mantenuti.
Ciascuno di loro può fare affidamento sull’altro: chi sale ai piani alti di un palazzo affrontando le fiamme si muove con la consapevolezza che il compagno ai piani inferiori creerà delle vie di fuga ove possibile, e si butterà a sua volta nel fuoco quando necessario, senza farsi scrupoli – disposto a rischiare la propria incolumità per il bene della squadra e dei civili intrappolati fra le fiamme.
Anche Ben è un personaggio contorto: per amore della sua donna e del bambino di lei (che lui sta crescendo come se fosse suo) è disposto a vendersi personalmente, dando l’opportunità ad Andy di intrufolarsi nella squadra.
Andy stessa è una donna spezzata e dal passato doloroso – che non ha più una propria vita reale, al di fuori dei personaggi che interpreta per gli incarichi di lavoro.
Il concetto di identità è emblematicamente espresso dal lavoro di chi sta sotto copertura: “mi ingaggiano per andare in un posto, assumere un’identità, investigare sulla vita delle persone. Scavare a fondo. Scoprire cose.” – il tutto a scapito della propria vita, che non esiste più se non nel momento in cui si recita una parte.
La vicenda consente alla scrittrice di affrontare temi quali l’ambivalenza bene-male, eroismo e distruzione, corruzione del sistema, fragilità umana e pentimento: inoltre i concetti colpa ed espiazione sono ben espressi dal personaggio di Ben – che è colpevole e connivente nei tanti furti commessi perché membro della Engine 99, ma nel contempo vuole espiare e purificarsi salvando Luna e Gabe.
E’ molto inquietante anche la dualità dei concetti di eroismo e paura: i vigili del fuoco hanno compiuto atti di eroismo nelle operazioni di soccorso e salvataggio – in particolare in occasione del crollo delle Torri Gemelle; alcuni hanno perso dei colleghi ed hanno affrontato lutto e stress post-traumatico.
Eppure in questo romanzo sono uomini marci: pianificano con anticipo e chirurgica attenzione tutti gli attentati che permetteranno loro di svaligiare gli appartamenti, distruggendo con il fuoco palazzi ma mai mettendo a repentaglio vite umane.
L’autrice sembra chiedere al lettore: quando il sistema è corrotto, come si deve agire per non affondare né farsi coinvolgere dalla disonestà?
“Devil’s Kitchen” è un noir a tensione altissima: le descrizioni crude ed affascinanti dell’intervento della Engine 99 sui luoghi degli incendi sono realistiche, cinematografiche, essenziali – e lo stile narrativo di Candice Fox è concitato e crudo, e trasmette appieno al lettore la tensione vissuta sia da Andy (che non deve far crollare la propria copertura), sia degli interventi della squadra di vigili del fuoco.
Candice Fox affonda la lama nella mente del lettore già nel prologo del romanzo (“Lo sappiamo che sei uno sbirro” è l’esordio nella prima pagina di “Devil’s Kitchen“), a cui segue un flashback a tre mesi prima dell’accaduto e cioè a quando Andy si intrufola nella Engine 99.
Il romanzo procede poi in capitoli costruiti con i POV alternati di Ben ed Andy – garantendo una costante tensione grazie alla descrizione dei personaggi spietati che compongono la squadra, ed anche del fascino incantatore delle lingue di fuoco che crescono (“Il fuoco non ha regole. L’ultima magia rimasta a questo mondo”).
Candice Fox è nata a Sidney; i suoi romanzi sono tradotti e venduti in tutto il mondo. Nel suo Paese, l’Australia, è l’unica scrittrice ad avere vinto per ben tre volte i Ned Kelly Awards – i prestigiosi riconoscimenti australiani istituiti nel 1996 e dedicati alla letteratura crime, thriller e true crime.
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