In un Medioevo vivido e ricco di fascino, dove la bellezza dei paesaggi alpini si scontra con l’oscurità degli intrighi umani, prende vita un nuovo capitolo della saga che vede protagonista il frate investigatore più scacchista della letteratura italiana. Il titolo del libro è “Delitto al castello“; l’autore, Luca Montarolo.
Siamo all’inizio di maggio. L’aria fresca della Val di Susa dovrebbe accompagnare giorni di festa: il castello di San Giorio di Susa si prepara a celebrare l’unione tra la figlia del castellano e il rampollo di un influente mercante locale. È un evento che suggella alleanze e muove interessi importanti, un momento di gioia a cui vengono invitati anche Fra Clozio e la sua giovane aiutante Cloris.
Tuttavia, l’armonia viene spezzata brutalmente. A pochi giorni dal “sì”, un omicidio sconvolge la quiete del borgo. Chi ha voluto trasformare un evento celebrativo in una tragedia?
Spetterà al monaco dell’Abbazia di Novalesa, con la sua mente analitica abituata a prevedere le mosse sulla scacchiera, sbrogliare la matassa di bugie e segreti che avvolge il castello.
Due domande all’autore
Com’è nato questo libro?
Il romanzo non è nato per caso, ma è il punto di intersezione di tre mondi che vivo profondamente. Il Medioevo, un tempo di grande fermento spirituale e sociale, perfetto per ospitare segreti millenari. Il Giallo, l’enigma da risolvere e la sfida intellettuale. E infine gli Scacchi di cui sono appassionato sin da bambino.
Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
Penso che ciò che potrebbe rendere questo libro speciale per il lettore sia l’equilibrio tra l’asprezza della montagna e l’umanità dei protagonisti. La Valsusa è un luogo che ispira pace, ma che nel romanzo diventa il teatro perfetto per il contrasto con la violenza del delitto. Fra Clozio invece non è un eroe infallibile, ma un uomo che usa la pazienza e la strategia, mentre Cloris rappresenta la freschezza e la conoscenza profonda della terra. L’interazione tra i due crea una dinamica umana in cui è facile immedesimarsi.
Estratto
Novalesa, 10 maggio 1371.
Era una giornata tranquilla all’abbazia di Novalesa, tutti erano impegnati nei propri compiti: Fra Clozio era nel suo orto, già dal mattino, a lavorare la terra per poter seminare qualche verdura, Cloris era nel refettorio con Fra Berto a studiare un po’ di latino, il priore girava per quel luogo sacro con il suo rosario in mano a recita-re le proprie preghiere, Fra Ettore era in cortile a fare un po’ di pulizia e a accogliere i forestieri che volevano trovare ristoro da loro. Quest’ultimo era vici-no al portone d’ingresso del cortile, quando sentì qualcuno bussare abbastanza concitatamente. Il frate alzò di scatto la testa, si avvicinò all’uscio e chiese: “Chi è?”
“Apra subito, monaco.” rispose una voce dall’altra parte del portone.
“Chi siete?” domandò ancora il frate.
“Aprite, se non volete raccogliere un cadavere fuori da questa abbazia” continuò l’uomo al di là del portone. Fra Ettore, sentendo quella frase, ebbe subito un po’ di paura, e prese immediatamente le chiavi nella tasca del suo saio, ma prima che potesse infilarle nella serratura, gli caddero; non fece in tempo a raccoglierle, che sentì quel qualcuno allon-tanarsi dall’ingresso velocemente e rimase per un attimo interdetto. Non sapeva cosa fare.
Alla fine Fra Ettore raccolse le chiavi e decise di aprire lentamente quella porta e di dare un’occhiata all’esterno per vedere se c’era veramente qualcuno. Ma, dopo aver attentamente guardato, non vide nessuno; richiuse velocemente la porta, si convinse che era stato uno stupido scherzo di qualche giovane del luogo e ritornò ai suoi doveri.
Quando arrivò l’ora di cena, prima di sedersi a tavola, Fra Ettore riferì quanto accaduto a Clozio, il quale lo guardò molto attentamente, e poi gli chiese:
“Hai visto chi era quando sei uscito?”
“No, Clozio, non c’era nessuno. Allora ho richiuso la porta e sono tornato ai miei lavori.”
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L’autore
Luca Montarolo è uno scrittore vercellese e appassionato scacchista, residente da anni in un piccolo paese del Monferrato casalese, nato a Vercelli il 27 marzo 1977. Diplomato ragioniere, dopo anni di lavoro in azienda, nel 2008 entra a far parte della libreria gestita dal fratello a Crescentino, in provincia di Vercelli.
È da quell’anno che si dedica alla scrittura. Grazie alla passione per la montagna, dove ha una casa in Val di Susa, fonte di ispirazione per il Medioevo e per gli scacchi, inizia una saga di gialli ambientati proprio nel periodo dell’Età di Mezzo, che ha per protagonista principale un frate dell’abbazia di Novalesa (TO), Fra Clozio, amante ed esperto di scacchi, e la sua aiutante, una ragazza del luogo, Cloris.
Nel mezzo dei primi gialli, escono tre romanzi con ambientazione scacchistica, ambientati in epoche diverse, come la Seconda Guerra Mondiale, la Jugoslavia tra gli anni 50 e oggi, e il Libano di questi ultimi anni.
L’amore per gli scacchi lo portano a partecipare ad alcuni tornei, prima a livello scolastico a metà anni 90, dove ottiene buoni risultati (un quinto e un terzo posto), e altri, a inizio anni 2000, tra Vercelli e Casale. A seguito di queste esperienze e di altre su diversi siti internet, nel 2019 inizia a pubblicare una serie di libri dedicati alle Olimpiadi.

