Comprensorio Rossolago – Chiara Moscardelli
Cosa potrà mai nascondere un cassonetto della differenziata che non si trova perfettamente all’interno delle strisce che delimitano il proprio stallo a bordo strada? Nella stragrande maggioranza dei casi la negligenza da parte dell’operatore addetto alla raccolta rifiuti, ma non tutte le trascuratezze vengono per nuocere. Nel caso infatti del nuovo romanzo di Chiara Moscardelli, “Comprensorio Rossolago”, un sindaco zelante, con l’intento di risistemare al proprio posto un cassonetto, rinviene il cadavere di una donna.
Dopo “La ragazza che cancellava i ricordi”, la scrittrice romana di origine, milanese di adozione e di recente trasferitasi in Romagna per dedicarsi completamente ai suoi romanzi, torna in libreria con una nuova avventura che vede protagonista Olga Rosalia Bellomo, la simpatica e tormentata ragazza, con una spiccata attitudine per l’investigazione, che dalla natia Sicilia è emigrata a Trarego Viggiona, un’amena località circa 800 metri sopra il Lago Maggiore.
Tutto nella vita di Olga è inconsueto. Il passato che ancora la perseguita, centrato sulla misteriosa figura paterna che l’ha addestrata a combattere come un ninja e insegnato, o forse è meglio dire inculcato in testa, a fidarsi del proprio istinto e a fare affidamento solo su se stessa. Gli amici, estroversi e stravaganti come solo gli amici veri possono esserlo, e sempre pronti a donarle un supporto. Persino il gatto obeso Remington Steele ha le sue buffe peculiarità. E nell’elenco non può mancare il lavoro di tatuatrice, eseguito applicando l’arte del tebori, l’arcaica tecnica giapponese risalente agli albori del tatuaggio moderno, che prevede, anziché la classica tattoo pen, l’utilizzo di aghi posti alle estremità di bastoncini di bambù. Olga ha un’indole schiva, si farebbe tanto volentieri gli affari suoi, tuttavia, volente o nolente, verrà risucchiata nel caso riguardante il cadavere della donna del cassonetto, e le indagini le concederanno anche la possibilità di provare a riordinare, non senza sorprese e colpi di scena, un po’ del proprio vissuto.
Una delle figure comprimarie all’interno della storia che non si dimenticano tanto facilmente è senz’altro Cettina Salerno, donna delle pulizie abbandonatasi al bere dopo la perdita del figlio a causa di un pirata della strada, nonché involontario testimone oculare dell’omicidio.
“Comprensorio Rossolago”, che prende il titola dal nome di un compound edilizio teatro dell’omicidio al quale Cettina assiste incredula al punto di dubitare di essere in preda ai fumi dell’alcol, è un romanzo che alterna suspense e violenza a momenti di leggerezza che strappano il sorriso, in piena tradizione cozy crime.
Ad aiutare la protagonista, quasi più con ingenuità che con accortezza, è il giornalista di cronaca nera Gabriele Pasca, anche lui apparso nel precedente episodio. È innamorato di Olga, ed è desideroso di fare luce sul suo passato e sulla fantomatica presenza del padre. Che la donna del cassonetto sia in qualche modo collegata con tutto questo? I guai e le sorprese non mancheranno.
Insomma, tra brividi e sorrisi, Chiara Moscardelli ci conduce nelle oscurità della provincia italiana, donandoci una protagonista fragile e al contempo tosta, che non si lascia intimidire in nome dell’amicizia (e dell’amore?) e della giustizia.
E da oggi il nostro senso civico ha un motivo in più per mettere a tacere noncuranza e lassismo sempre più diffusi, e farci porre una domanda in più davanti a un cassonetto dei rifiuti in posizione anomala.
Chiara Moscardelli è nata a Roma nel 1972. Ha esordito nel 2011 con il romanzo “Volevo essere una gatta morta”, scrive per il quotidiano La Stampa e riviste quali Vanity Fair e Donna Moderna.
Il suo romanzo “Extravergine” del 2019 è stato adattato per la TV.
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