Come un fiore di papavero scuro – Maryla Szymiczkowa
Oggi al bancone del Thriller Café non si parla altro che del nuovo romanzo di Maryla Szymiczkowa e un cliente del vostro bar preferito mette al corrente un nuovo arrivato sul fatto che non si tratta di un’autrice, bensì dello pseudonimo scelto da un duo di autori polacchi, attivi sostenitori dei diritti LGBTQ+ , Jacek Dehnel e Piotr Tarczyński.
Abbiamo già conosciuto la penna di entrambi nel loro primo romanzo del 2024 “La signora Mohr scompare”, che ha visto come personaggio principale Zofia Rombotyńska, una intraprendente e curiosa donna quasi quarantenne che, dietro le quinte (perché alla fine dell’Ottocento per le donne certe azioni erano impensabili) inizia ad indagare sulla scomparsa della signora Mohr.
Chi si è affezionato quindi a Zofia, non potrà far altro che apprezzare questa sua nuova avventura che ha preso il titolo da un terribile evento, ossia il ritrovamento del cadavere di una donna sulle sponde della Vistola: sulla sua bianca camicetta si spandeva una rossa macchia di sangue.
“Mattino del 17 aprile 1895, quando le onde della Vistola depositarono sulla riva il corpo di una ragazza che sulla camicetta, lì dove ormai il cuore non batteva più, aveva una macchia rossa di sangue coagulato, come un grande fiore di papavero scuro.”
Ma chi è la vittima? È Karolina Szulcówna, una impeccabile domestica del Palazzo del Pavone che lasciò all’improvviso il lavoro alla vigilia dei festeggiamenti pasquali, mettendo in difficoltà Zofia che, un po’ stizzita, se ne chiede la ragione. Quando però il cadavere viene scoperto, la vena da investigatrice di Zofia inizia a pulsare e il suo istinto la costringe a fare chiarezza, provando quasi un senso di colpa nei confronti della povera ragazza morta. Col suo carattere sempre curioso e la sua spigliatezza, la Rombotyńska inizia a farsi strada tra piccoli indizi che diventano sempre più grandi, parla con le altre cameriere, tra cui ritroviamo la fondamentale e immancabile domestica Franciszka, scoprendo dettagli della vita intima di Karolina che la porteranno a smascherare persone impensabili, in un mondo che la sconvolgerà. Tutto questo, però, senza mai perdere di vista le faccende casalinghe.
“Bisognava riordinare la dispensa dove sarebbero stati sistemati i nuovi vasi di marmellata, magari mettere via un po’ di insalata di cetrioli per l’inverno, finché questi erano ancora venduti a buon prezzo, magari passare in rassegna il guardaroba estivo prima di riporlo negli armadi…”
Anche questa avventura si svolge a Cracovia ed è evidente il contributo fondamentale di Piotr Tarczyński, lo storico tra i due autori, per quanto riguarda i riferimenti storici appunto, oltre che la cura con cui vengono descritti i particolari riguardo alle costruzioni degli edifici, alle ambientazioni e al modo in cui le persone vivevano nell’Ottocento, anche attraverso riferimenti che strizzano l’occhio al periodo politico dell’epoca.
“Costruivano in modo caotico, una casa appiccicata all’altra, si lamentava, violando di continuo i regolamenti; e in effetti, secondo i regolamenti governativi, le case non potevano essere più alte della larghezza della strada, eppure qualsiasi abitante della città sarebbe stato in grado, senza grandi difficoltà, di indicare strade simili a canyon dove la luce del sole appariva tanto di rado quanto i socialisti alle celebrazioni religiose di maggio.”
La fusione degli stili di questi due autori si combina perfettamente, regalandoci di nuovo un romanzo che tratta di un tema molto serio come i crimini a sfondo sessuale e che svela il marcio di una società corrotta, scritto però – a tratti – in maniera divertente e ironica. Questa particolarità conferisce al romanzo una certa leggerezza che consente al lettore di avventurarsi in un’epoca passata, senza essere troppo appesantito dalla cupezza degli argomenti. È anche questo un metodo intelligente per far conoscere alle persone determinate tematiche e fornire ampi spunti di riflessione in merito.
Ogni personaggio è ben descritto caratterialmente e anche a livello estetico, è certo però che qui la star che brilla di luce propria è senza alcun dubbio Zofia. È un personaggio che risulta simpatico sin da subito, una ribelle dal carattere forte e che non accetta di buon grado i rigidi ruoli che la società le impone. Sempre attenta alla perfetta organizzazione del focolare domestico e, in qualsiasi circostanza, impeccabile nella scelta dell’abbigliamento adatto per ogni situazione.
“In quella situazione non se ne parlava proprio di indossare un abito da casa… doveva scegliere qualcosa di modesto ma elegante. Sobrio ma non associabile alla prosaicità dei lavori domestici… un abito austero di serge grigio, senza ricami esagerati.”
Il romanzo è autoconclusivo, si consiglia però sempre di recuperare il precedente per avere un quadro più completo delle ambientazioni e per conoscere l’evoluzione dei personaggi. Ogni capitolo inizia con qualche riga che presenta ciò che accadrà, e questa, così come già notato nel libro precedente, è una particolarità che si legge con piacere e che riporta vagamente alla memoria qualche capitolo del bellissimo “Ogni cosa è illuminata” di Jonathan Safran Foer.
“PROLOGO – Nel quale per qualcuno una notte di piacere termina in modo estremamente spiacevole, e i piatti da portata devono attendere un ulteriore quarto d’ora prima di finire al loro posto nella credenza.”
“Come un fiore di papavero scuro” è consigliato quindi a chi ha già conosciuto Zofia Rombotyńska e ha voglia di immergersi in una nuova indagine, riscoprendo le atmosfere della Cracovia di fine Ottocento. Chi invece desidera esplorare un’epoca passata attraverso una scrittura scorrevole, ricca di riferimenti storici, dialoghi spassosi e ironia, si avventuri in questa lettura per fare la conoscenza di un personaggio che, per certi versi, ricorda una eroina ben nota a tutti: Agatha Christie.
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