Certa gente non dimentica – Alessandra Acciai
Dopo “Assenza da giustificare”, l’ispettore della polizia romana, Alina Mari, ritorna con una nuova indagine in “Certa gente non dimentica”.
Il personaggio creato da Alessandra Acciai è una giovane donna che l’infanzia e l’adolescenza difficile hanno reso complicata. Alina è una persona coraggiosa, ma teme i sentimenti perché ha imparato che l’abbandono di coloro che ama è ciò che le causa la più atroce delle sofferenze. I suoi genitori l’hanno lasciata sola troppo presto e lei è cresciuta in orfanatrofio insieme all’inseparabile Tito e l’uomo che l’ha adottata, Adriano, si trova in carcere per degli errori commessi durante il suo servizio in polizia. Forse è per questo che Alina ha deciso che per diventare madre userà degli ovuli fecondati dal seme di Tito, che per lei è come un fratello, che si trovano congelati in una clinica di Bruxelles.
La vita, però, riserva sempre sorprese e l’affetto del cane Dirac e del procuratore Pietro Ricceri riescono a colmare il vuoto che la tormenta, anche se Alina ha ancora paura di lasciarsi andare. Forse è per questo che non riesce mai a trascorrere l’intera notte con Ricceri e ogni volta sgattaiola via prima dell’alba per tornare insieme a Dirac nel suo camper, parcheggiato proprio davanti alla casa di Adriano, del quale aspetta il ritorno.
La nuova indagine, però, arriva a cambiarle la vita. In un casale al limitare tra le province di Roma e Viterbo si è consumato un probabile omicidio e la squadra di Alina viene chiamata a indagare. Mentre il commissario Bosisio, reduce da un infarto, rimane in paese con l’agente Romeo a fargli compagnia, Alina, Dirac e l’agente scelto Loredana Schillaci si inerpicano per un sentiero stretto e intricato di rovi che conduce alla fattoria dove è avvenuto il crimine. Ẻ un luogo isolato, dove i mezzi non arrivano, che una coppia di Roma ha preso in affitto per un mese per ritirarsi dal mondo e praticare Yoga e meditazione. L’unico contatto con il mondo esterno è un agricoltore che porta loro da mangiare ogni tre giorni. Ẻ stato lui a trovare il cadavere dell’uomo, Libero Alberti, all’interno del casolare, mentre la donna è sparita. Alina e Loredana provano a seguirne le tracce lungo il sentiero sterrato, ma si perdono nel bosco. Dove sarà andata Lisa Lucenti? Ẻ stata lei a uccidere suo marito? Eppure, secondo l’uomo che portava loro il cibo, i due erano una coppia splendida: “Mai conosciuto due persone più buone, pure e felici. Erano vegetariani, sa? Lui addirittura vegano. Si rifiutavano di mangiare altre creature viventi.”
E allora, se Libero Alberti si rifiutava di uccidere persino per nutrirsi, chi poteva odiarlo fino al punto di togliergli la vita? E sua moglie, Lisa, che fine ha fatto? Per quanto si sforzino, Alina, la squadra e persino il procuratore Ricceri non riescono a immaginare nessuno che potesse desiderare la morte di Libero e Lisa, che tra l’altro sono amatissimi dagli allievi del suo corso di Yoga e da tutte le persone – senza tetto, immigrati clandestini, gente che vive ai margini -, che ogni giorno accolgono nella loro splendida casa del quartiere Coppedè. Perché, come Alina Mari e Pietro Ricceri non tarderanno a scoprire, i due non sono solo belli, buoni e vegetariani, ma anche estremamente generosi.
Presto l’indagine si rivela complessa e pericolosa, e nell’indagare Alina rischierà la sua stessa vita, perché chi ha ucciso Libero e forse anche Lisa è ben determinato a salvarsi. La sofferenza che ne verrà, però, farà di Alina una donna nuova, amata e fiduciosa nella vita.
La storia è ben costruita e ricca di colpi di scena, mentre i personaggi sono profondamente umani nonostante i loro difetti: il commissario Bosisio affamato di leccornie, ma costretto a una dieta ferrea dall’infarto appena subito; l’agente scelto Loredana Schillaci, sempre in cerca dell’uomo giusto con cui avere una storia; Romeo Romeo, che vive la propria omosessualità in maniera serena, nonostante gli sia molto difficile trovare un partner affidabile e il piantone Ludeno, che in ogni momento libero dal lavoro sprofonda nella sua passione per gli scacchi. E infine ci sono loro, Alina Mari, Pietro Ricceri e il cane Dirac sempre più destinati a diventare famiglia. Ci riusciranno? Forse lo sapremo nel prossimo libro della serie.
Il romanzo però, ha un’altra protagonista, sciatta, disordinata, ma bellissima: Roma invasa dai turisti che sostano in piazza di Spagna, seduti sui gradini della scalinata o con i piedi a mollo dentro la Barcaccia, perché è giugno, fa un caldo bestiale e i vigili chiudono un occhio. Roma con i suoi vicoli nascosti che tentano di sfuggire alla folla, anche se “Il ponentino non soffia più, sbatte e si arresta sui muri di cemento delle nuove costruzioni.”
Un bel romanzo, consigliato a tutti coloro che in un noir cercano qualcosa in più della semplice indagine di polizia, perché “Certa gente non dimentica” è anche una storia di sentimenti: odi, invidie, rancori che affondano le loro radici nel tempo, ma è anche la storia di un amore, quello tra Alina Mari e Pietro Ricceri (Dirac compreso) che piano piano si cementa e si fortifica.
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