Café con hielo – Andrea Bressan

Café con hielo – Andrea Bressan

Redazione
Protocollato il 25 Giugno 2026 da Redazione
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Al Thriller Café oggi un libro che pare fatto apposta per essere presentato dal nostro bancone. Si intitola “Café con hielo“, seconda opera di Andrea Bressan appartenente alla serie Caffé Noir, dopo “Café de la Poste“.

Chiaramente il nome a noi piace, ma ve ne parliamo soprattutto perché potrebbe potrebbe solleticare il vostro interesse. Volete saperne di più? Iniziamo dalla trama.

La storia è ambientata a Mallorca. In una notte senza luna, una ragazza viene trovata in fin di vita su una strada nel sud dell’isola. A pochi metri da lei, un cane giace morto sull’asfalto.

La Guardia Civil interroga Giorgio, un italiano solitario che vive nella dependance della villa davanti alla quale è avvenuto il ritrovamento. Unico testimone, schivo e poco incline a fornire risposte lineari, Giorgio si mette nei guai da solo. Le sue risposte intrise di ironia, digressioni surreali e citazioni
cinematografiche, finiscono per confondere invece di chiarire. La polizia lo ritiene un sospettato e la sua quotidianità defilata, costruita con cura tra abitudini e distanza
dagli altri, viene incrinata da incontri ambigui che trascinano segreti familiari, rancori repressi, fragilità nascoste, credenze popolari e leggende sulle brujas.

Giorgio non è un investigatore, e forse non è nemmeno l’uomo innocuo che sembra. Disegna, osserva, svia, provoca. Usa l’ironia come filtro per interpretare gli altri e come difesa per non farsi capire e non lasciarsi avvicinare, trasformando battute e comportamenti strampalati in una cortina di fumo. Lui vorrebbe soltanto recuperare la propria quiete, godere della compagnia dei suoi gatti e lasciare che la vita degli altri gli scivoli accanto, ma per tirarsi fuori dall’intrigo dovrà esporsi e cercare la verità. Dovrà seguire piste improbabili, affidandosi alla propria creatività, a metodi discutibili e intuizioni laterali che non rispettano alcuna procedura.

Sarà costretto a scegliere se restare nel rifugio che si è costruito o affrontare non solo il caso, ma anche tutto ciò che ha cercato di lasciare fuori dal cancello della villa.

Questa in breve la storia che “Café con hielo” racconta; per aiutarvi ad approfondire il romanzo abbiamo fatto tre domande all’autore, che trovate qui a seguire assieme a un estratto dal primo capitolo e al booktrailer.

Tre domande all’autore

Com’è nato questo libro?
Tutto è nato da una vacanza al sud di Mallorca, dove mi sono ritrovato davanti ad alcune scene che hanno attirato la mia attenzione. Una coppia esteticamente perfetta, ma eccessiva e rumorosa accanto a una piscina. Una medusa spiaggiata, torturata da bambini esaltati e spietati, armati di bastoni. Una bellissima ragazza importunata da un suo amico ubriaco mentre ballava, costretta ad abbassare lo sguardo.
Ho osservato, seguito le sensazioni, cercato di interpretare quelle persone, di decifrare ciò che si nascondeva dietro le maschere. Così, mi sono chiesto cosa sarebbe successo se tutte quelle storture fastidiose fossero diventate frammenti di qualcosa di più grave e oscuro, di un mistero, di un’indagine… e cosa avrebbe fatto qualcuno di sregolato, dissacrante e imprevedibile come Giorgio.
Ho fatto sbarcare il protagonista su quell’isola, con nuove difficoltà linguistiche, con il contrasto tra le zone turistiche dal ritmo frenetico e l’entroterra calmo e silenzioso, con personalità impulsive e mediterranee, con il sole sulle pietre rossastre di Formentor, con le onde sulla spiaggia e il vento tra gli ulivi. Elementi che si scontrano con la sua voglia di isolarsi dal resto del mondo, lasciandogli solo la sua strana ironia come difesa.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
Ho cercato di accompagnare il lettore dentro il mistero mettendolo nella condizione di avere le stesse informazioni del protagonista. Il romanzo segue Giorgio limitandosi a ciò che lui vede e sa, senza entrare direttamente nei suoi pensieri, ma lasciandoli filtrare dai suoi discorsi, dalle sue reazioni e dalle sue scelte.
La narrazione non prende scorciatoie, non conduce in stanze dove lui non potrebbe entrare e non risolve i vicoli ciechi con soluzioni miracolose.
Questo rende il gioco più leale, ma anche più scomodo, perché il protagonista non è una guida rassicurante. Giorgio è ironico, scorretto, a volte arrogante, pieno di stramberie e citazioni cinematografiche che possono divertire, irritare o far sospettare che stia usando il sarcasmo per confondere o per nascondere le sue vere intenzioni. Il lettore può affezionarsi a lui o non sopportarlo, può seguirlo o diffidare di ogni sua deviazione, ma resta sempre nel suo campo visivo, con le stesse carte in mano e le stesse possibilità di giocarle.

Che ruolo hanno l’ironia e le stramberie di Giorgio in un romanzo noir?
L’ironia di Giorgio non viene usata per alleggerire il romanzo noir o per aggiungere una nota comica. È un’apparenza ingannevole per dissimulare la parte noir che è dentro di lui. Una maschera, una difesa, un modo per non lasciarsi leggere, ma anche un’arma per cogliere di sorpresa un possibile avversario.
Giorgio usa il suo sguardo creativo e divagazioni bizzarre per svicolare, disorientare e tenere gli altri a distanza, esattamente come fanno molti personaggi che incontra. In un romanzo dove nessuno è quello che sembra, anche il protagonista usa gli stessi strumenti.

Estratto

“Buona sera, sono il capitano Hugo Pontón della Guardia Civil di Pollença e Alcúdia.”
L’uomo seduto sussultò, come risvegliato dai suoi pensieri. Alzò lo sguardo e fissò stranito il suo interlocutore. La persona scesa dall’auto si era avvicinata e lo stava squadrando con attenzione. Sulla quarantina, sguardo gentile, volto magro, capelli neri, baffi e pizzetto, barba di qualche giorno, fisico asciutto, camicia scura, jeans e scarpe sportive nere. L’altro era rimasto un passo più indietro. Divisa verde, capelli rasati, testa tonda, espressione minacciosa, più basso del suo superiore, fisico tozzo e massiccio.
“Buona sera, sono Giorgio Zottin.” rispose lui.
“Vuole raccontarmi cos’è successo?” chiese il capitano con tono cordiale.
“So che ha già parlato col Sergente,” continuò indicando l’uomo in uniforme accanto a lui “ma vorrei che raccontasse tutto anche a me.” Giorgio chiuse gli occhi, si tirò indietro i capelli con la mano e si massaggiò il volto spossato. Piegò il collo da un lato, dall’altro, espirò con forza e si sollevò a fatica fino a raddrizzarsi. Ondeggiò, come per stirare i muscoli, scosse le gambe e inspirò a fondo. Pochi attimi di pausa e riaprì gli occhi abbozzando un sorriso forzato.
“Sono uscito per soccorrere Jack Sparrow…” iniziò a spiegare, indicando la sagoma tra le due fiammelle rosse. “il cane… Ho chiamato un’amica per chiedere di avvertire i soccorsi… la polizia… chiunque potesse aiutarmi, perché non conosco i numeri di telefono… Poi, ho aspettato.”
“Lei non è di qui, vero?” disse il capitano con voce calma.
“Sono italiano. A Mallorca da un anno… più o meno… Con lo spagnolo, inizio a cavarmela, ma mi perdo qualche parola…”
L’altro attese studiando ogni minimo movimento del suo viso. Poi, sollevò le sopracciglia con espressione bonaria e riprese.
“Non si è accorto che, sul bordo della strada, c’era anche una ragazza in fin di vita?”
“No…” rispose Giorgio senza esitare “Sono uscito dal cancello e sono corso in questa direzione… dove c’era Jack Sparrow… La ragazza era dall’altra parte.”
“Mentre aspettava il nostro arrivo, non si è guardato attorno?” insistette l’altro mantenendo un atteggiamento calmo e interessato “Non ha sentito dei lamenti? Non ha notato movimenti?”
“Ero concentrato su Jack Sparrow che stava morendo… il sangue, i guaiti, lo sguardo… e…” chiuse gli occhi in una smorfia di disgusto “Vabbè. Uno spettacolo orrendo… Era ancora vivo… Poi, ho telefonato a un’amica del posto, Monica. Ho chiesto aiuto… Non capivo e non sentivo nient’altro… Finita la telefonata, sono rimasto accanto a lui.”
Claro!” intervenne il sergente innervosito “Se n’è rimasto lì, in fondo, a preoccuparsi di un puto cane mentre c’era una ragazza a un passo dal cancello che stava agonizzando. Claro! Siamo qui, in mezzo al nulla, c’è una tía buena vestita di bianco davanti a casa sua, ma a lui importa una mierda e pensa solo al cane. Se non fossimo arrivati per la segnalazione di un incidente quella ragazza sarebbe morta senza che lui la degnasse di un solo sguardo. Questo culero sta jodiéndonos!”
“Sergente!” scattò con tono autoritario il capitano.
L’altro smise di parlare stringendo i pugni e continuando a puntare l’interrogato con espressione rabbiosa. Gli occhi di Giorgio si erano accesi, cupi e potenti. Fissavano il sergente come se fossero pronti alla battaglia. Solo un attimo e tornò lo sguardo assente, il volto rilassato. Fece un respiro profondo.
“Notte.” sentenziò guardando verso l’alto. “Nuvole. Niente luna.
Niente illuminazione… Buio. Nero totale… Arrivare con l’auto della polizia e far luce sulla strada coi fari rende tutto più facile… Senza i vostri fari, resta solo il nero. Se non aveste messo le torce a segnalare Jack Sparrow, sarebbe solo una macchia nera nel nero.
Eppure, è un cane col pelo grigio chiaro… Purtroppo, io non avevo niente per illuminare la ragazza e andavo nella direzione opposta… In ogni caso, siete qui per un incidente che ho segnalato io. Non l’avete trovata per caso.”

Booktrailer

Andrea Bressan

Nato a Treviso, i primi anni trascorsi in viaggio prima di crescere, studiare e lavorare a Milano. Da oltre vent’anni vive in Svizzera.
Disegna da sempre, scrive da molto, ma ha scelto di condividere i suoi racconti solo di recente. Una carriera da illustratore e creativo, con la testa piena di storie e una passione per tutto ciò che non è come sembra.
Curioso nell’osservare le persone, studiarne i gesti, le contraddizioni, le verità nascoste. Nei suoi romanzi insegue il mistero dietro le normalità apparenti, con ironia, provocazione e un certo disincanto.
Café con Hielo” è il secondo romanzo della serie “Caffè Noir”, dopo “Café de la Poste“.
Stesso protagonista, stessa ironia di fondo, nuova latitudine e nuove incomprensioni linguistiche che compaiono nel racconto.