Bright Young Women – Jessica Knoll

Bright Young Women – Jessica Knoll

Marta Arduino
Protocollato il 22 Settembre 2025 da Marta Arduino con
Marta Arduino ha scritto 13 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Il riassunto del Barman

Bright Young Women” è l’ultimo romanzo di Jessica Knoll. È stato pubblicato negli Stati Uniti da Marysue Rucci Books (Simon & Schuster) nel 2023 ed è uscito in Italia per Ubagu Press, tradotto da Marina Calvaresi. L’autrice è nata a Philadelphia nel 1983. Dopo gli studi ha lavorato per anni nel mondo delle riviste, collaborando con testate come Cosmopolitan e Self. Proprio da quell’esperienza nel mondo patinato e competitivo dell’editoria femminile ha preso ispirazione per il suo primo romanzo, “La ragazza più fortunata del mondo” (Luckiest Girl Alive, 2015), che è diventato un bestseller internazionale. Il libro è stato tradotto in molte lingue e nel 2022 è stato adattato in un film Netflix con Mila Kunis come protagonista. Nel 2019 ha pubblicato il suo secondo romanzo, “La sorella preferita”, un’altra storia al femminile che indaga i lati oscuri delle relazioni personali e della società contemporanea.

Bright Young Women” è un romanzo che colpisce fin dalle prime pagine. La Knoll sceglie di raccontare uno dei capitoli più oscuri della storia americana, i crimini del serial killer Ted Bundy, non dal punto di vista dell’assassino, ma attraverso gli occhi delle donne che hanno subito la sua violenza o che hanno perso amiche e persone care.

La vicenda prende avvio a Tallahassee, nel 1978, quando Bundy attaccò la confraternita femminile della Florida State University. Due ragazze furono uccise e altre gravemente ferite. La Knoll mette al centro Pamela Schumacher, che diventa testimone chiave e simbolo della lotta per far emergere la verità in un’epoca in cui perfino il sistema giudiziario sembrava più preoccupato di tutelare i diritti del colpevole che quelli delle vittime.

Pamela è una studentessa della Florida State University e presidentessa della confraternita femminile Chi Omega, nella quale, la notte del 15 gennaio 1978, Ted Bundy compie una vera e propria strage. È una ragazza forte e determinata che, nonostante lo shock e il dolore, decide di non restare in silenzio. Vuole giustizia per le sue amiche e non si lascia intimorire né dai giornalisti né dalle autorità, che spesso sottovalutano le donne.

Un’altra figura molto importante è Tina Cannon. Non è una studentessa dell’università della Florida, ma ha un legame personale con l’assassino: anni prima la sua amica Ruth è scomparsa e Tina è convinta che la colpa sia di Bundy. Quando sente parlare della strage al campus, corre subito in Florida e lì conosce Pamela. Le due ragazze, così diverse, uniscono le loro forze e diventano una sorta di coppia investigativa, legata dal dolore ma anche dal coraggio.

C’è poi Ruth, l’amica di Tina. Non appare direttamente nella storia, ma aleggia come un fantasma buono: è il ricordo di tutte le vittime rimaste senza voce. Grazie a Tina, la sua presenza si sente in ogni pagina, ed è come se continuasse a chiedere giustizia.

Infine c’è Ted Bundy, il killer. L’autrice non lo rende mai affascinante o carismatico, come invece facevano i giornali e perfino i giudici all’epoca. Qui Bundy è soltanto quello che era: un uomo violento, manipolatore e crudele, che ha distrutto la vita di troppe ragazze. Ma Knoll non gli dà mai il ruolo di protagonista assoluto: il centro del romanzo restano sempre le donne, la loro forza e la loro dignità.

Ciò che rende il romanzo potente è proprio lo sguardo ribaltato: Ted Bundy non è il “giovane brillante e affascinante” che la stampa e perfino i giudici descrivevano. Qui è ciò che realmente era: un assassino crudele. Le vere protagoniste sono le donne brillanti del titolo: quelle uccise, quelle sopravvissute e quelle che non hanno mai smesso di lottare.

Lo stile della Knoll è incisivo e tagliente, capace di mescolare il true crime con la profondità emotiva di un romanzo psicologico. Non si limita a ricostruire i fatti, ma entra nella vita delle vittime, nelle loro famiglie, nei loro sogni e nelle loro paure. Il lettore viene trascinato in una narrazione che alterna suspense, dolore e riflessione, e che restituisce finalmente dignità a chi troppo a lungo è stato messo in secondo piano.

Bright Young Women” non è solo un thriller appassionante: è anche un atto di memoria e un omaggio al coraggio femminile. È un libro che fa male, ma che allo stesso tempo illumina, perché ci ricorda che la storia non deve essere scritta dai carnefici, ma dalle voci di chi ha subito e ha avuto la forza di resistere. È un romanzo adatto a chi ama i thriller psicologici e le storie di true crime, perché ha il ritmo di un giallo ma parla anche di fatti realmente accaduti. Non è però una lettura leggera: i temi sono forti e dolorosi, quindi lo consiglio a lettori maturi, pronti a riflettere. È perfetto per chi cerca non solo suspense, ma anche un libro che faccia pensare al ruolo dei media, della giustizia e, soprattutto, alla dignità delle vittime. Io credo che possa piacere molto anche a chi ama i romanzi con protagoniste femminili forti, perché Pamela e Tina sono davvero esempi di coraggio.

Recensione di Marta Arduino.

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