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Biografia di Glenn Cooper
Scrivervi della biografia e bibliografia di Glenn Cooper sulle pagine di Thriller Café è in qualche modo ancora più piacevole che nel caso di tanti altri autori, perché sappiamo che Glenn Cooper, nato l’otto gennaio 1953 a White Plains, è uno scrittore particolarmente apprezzato nel nostro Paese.
Vi basti infatti pensare che dei circa sei milioni di copie dei libri che lo scrittore ha venduto nel corso della sua carriera, ben tre milioni sono stati distribuiti in Italia.
White Plains è una piccola cittadina nei sobborghi di New York e, cercando qualche possibile paragone con altri scrittori, la carriera di Glenn Cooper ci ricorda per qualche verso quella di Michael Crichton.
Studi prestigiosi, per entrambi in campo medico, anche se nel caso di Cooper si aggiunge anche una laurea in archeologia e successivamente, dopo diverse esperienze di vita, il successo in campo letterario, con conseguenti affermazioni anche in quello cinematografico.
Le lauree e la carriera extra-letteraria di Glenn Cooper
Dopo aver studiato alla White Plains High School, Cooper si è laureato magna cum laude in archeologia alla Harvard University nel 1974, titolo che gli tornerà molto utile quando comincerà a scrivere i suoi thriller, che, in vari modi e con diverse tempistiche, affondano spesso le loro radici nel passato.
Cooper è già quindi in possesso di un titolo e un metodo, ma non gli bastano e non sta ancora pensando a un futuro in qualità di scrittore.
Quattro anni dopo consegue una laurea in medicina, un campo molto diverso dall’archeologia, presso la Tufts University School of Medicine. Dopo questo nuovo titolo si dedica a vari servizi e missioni: un campo di rifugiati in Tailandia, un periodo in un ospedale di Haiti e quindi un impiego presso lo US Public Health Service nel Massachusetts.
Cooper è ancora giovane, ma ha già accumulato una serie di conoscenze teoriche e pratiche che pochi altri possono vantare lungo un’intera vita. Ha prima imparato a indagare e conoscere il passato, ed è quindi passato all’esplorazione e comprensione del corpo umano, in particolare per quel che riguarda la medicina interna e le malattie infettive.
Ma si tratta solo dell’ennesima tappa per il futuro autore de I figli di Dio. Nel 1985 Cooper si avventura nella ricerca di nuovi, versatili e più potenti antibiotici con la Eli Lilly and Company e, cinque anni dopo, è già ben dentro il campo delle biotecnologie in qualità di vice presidente presso la Sphinx Pharmaceuticals, Inc, nella Carolina del Nord.
Ancora due anni e Cooper è praticamente in cima nel suo settore: è diventato presidente e CEO di Progenitor, Inc, per poi passare l’anno seguente a una società collegata a questa, la Interneuron Pharmaceuticals, nel Massachusetts. L’elenco comincia a farsi lungo e lo diventerà sempre di più: sia sufficiente riassumere dicendo che il futuro scrittore ricopre vari ruoli di primo piano in molte compagnie farmaceutiche impegnate nel campo delle biotecnologie.
La carriera letteraria di Glenn Cooper
Praticamente chiunque altro si accontenterebbe dei risultati ottenuti, ma Glenn Cooper è ancora solo in partenza verso un nuovo percorso. Comincia a scrivere, principalmente sceneggiature e, perlomeno all’inizio, non ha in mente una carriera concreta e non progetta nulla di ordinato.
Si tratta più che altro di una questione di sfogo creativo e, a sentire lo stesso autore, di bilanciamento fra l’estrosità e la fantasia richieste dalla scrittura e l’estremo rigore e metodo che appartengono alla ricerca scientifica.
Ci vorranno però molti, molti anni e tantissimi tentativi prima che questo “sfogo” trovi la forma della pubblicazione da parte di un editore. Glen Cooper può aver ottenuto molto successo in campo medico, ma inizialmente la letteratura sembra respingerlo con accanimento, e lo scrittore statunitense sfodera un’altra dote invidiabile, che non molti hanno: la tenacia.
Cooper inizia a scrivere negli anni Novanta, ma è solo nel 2009 che il suo primo romanzo apparirà finalmente sugli scaffali delle librerie: si tratta di The Library of the Dead, pubblicato da Editrice Nord in Italia con il titolo de La biblioteca dei morti.
È l’inizio di un successo letterario in continua crescita per lo scrittore statunitense, ma è anche uno dei migliori esempi di perseveranza nell’inseguire i propri sogni. Si narra infatti che il manoscritto sia stato rifiutato da ben 65 agenti letterari prima di trovare la strada giusta: riuscire a sopportare così tanti rifiuti, continuando a sperare, non è da tutti.
La biblioteca dei morti è anche il punto di partenza di un proficuo e fedele rapporto fra Cooper e l’Editrice Nord, che con il passare degli anni pubblicherà tutti i successivi titoli dell’autore.
E lui ricambierà i favori e il plauso del pubblico italiano con una presenza continua, nel corso degli anni, nel nostro Paese, con una serie di presentazioni annuali che rinsaldano questo rapporto speciale, fino a ottenere nel 2012 la cittadinanza onoraria a Solofra (AV).
Ma quello di Cooper non è solo un successo di pubblico e di vendite: proprio in Italia ottiene alcuni dei migliori e più importanti riscontri da parte della critica, con firme titolate e prestigiose come Antonio D’Orrico.
E se in precedenza abbiamo scomodato Michael Crichton per un parallelo con la vita e i vari cambi e interessi nella carriera di Cooper, è anche vero che per quanto riguarda stile, ambientazione e tematiche lo scrittore nato vicino a New York somiglia a Dan Brown, come ha fatto notare un altro grande critico ed esperto come Luca Crovi.




















