Assassinio in Cornovaglia – Elisabeth George
Oggi al Thriller Café si discute del nuovo libro di Elisabeth George, “Assassinio in Cornovaglia”, pubblicato da Longanesi. I lettori appassionati dei gialli britannici dai toni sofisticati che scavano nella psicologia umana non potranno che essere felici per questa ennesima avventura dell’ispettore di Scotland Yard, Thomas Lynley, e della sua collega, sergente Barbara Havers. Le trascorse vicende della coppia sono innumerevoli e ricoprono un lungo lasso di tempo, perciò se desiderate iniziare a conoscere questi personaggi dal principio dovete partire dal 1988 con “E liberaci dal padre”.
Vi è da sottolineare in primo luogo che per presentare al lettore questa storia, l’autrice ha deciso di raggiungere la sua parte decisiva con estrema lentezza. Il primo centinaio di pagine, dunque, richiede una buona dose di pazienza. D’altro canto c’è da dire che sono il preambolo necessario per presentare una ampia rosa di personaggi, le loro vite, i loro segreti, i loro rapporti e i retroscena che li coinvolgono. L’ispettore Lynley e la sergente Havers compariranno più avanti.
Il romanzo si svolge in una apparentemente serena cittadina della Cornovaglia, luogo in cui la piccola comunità che vi abita possiede una mentalità piuttosto chiusa, radicata sulle sue convinzioni e che, con la sua omertà, mette i bastoni tra le ruote alle indagini. È quindi in questa cornice che avviene l’omicidio di Michael Lobb, un uomo d’affari che non piaceva a molti e che aveva rapporti conflittuali con diverse persone. Il primo ad essere sospettato è Goron Udy, un dipendente di Lobb e che, tra l’altro, è il fratello di Daidre, l’amata di Lynley. Convinta dell’innocenza del fratello, la donna chiede all’ispettore di prendere le redini delle indagini per scagionarlo e lui, visto che oltretutto si trova già in Cornovaglia per dei suoi affari, non può far altro che accettare.
Nel momento in cui l’ispettore e la sergente fanno il loro ingresso in scena, “Assassinio in Cornovaglia” il romanzo si sblocca un po’ e si comincia ad entrare nel vero e proprio cuore del giallo. Insieme ai personaggi che vivono nella piccola comunità in cui è accaduta la tragedia, il lettore incontrerà i personaggi presentati all’inizio del romanzo, come ad esempio la moglie, il fratello e la ex moglie della vittima, e ci si potrà così addentrare nelle dinamiche familiari per comprendere meglio i loro conflitti.
In “Assassinio in Cornovaglia” Elisabeth George predilige uno stile narrativo piuttosto flemmatico anche se comunque ben definito. Punta molto (troppo) l’attenzione sull’analisi psicologica dei personaggi, sui dialoghi realistici, sulle ambientazioni che sembrano un personaggio a sé, ma sacrifica anche ampio spazio all’azione. Per come sono scritti, i capitoli offrono un punto di vista alternato e questa scelta narrativa, oltre a confondere il lettore, gli permette di leggere la storia da diverse angolazioni e fare le sue supposizioni.
Diciamo che, forse, questo non è il romanzo perfetto per iniziare con la George. Nonostante sia ben scritto, è davvero piuttosto lento, prolisso, farcito di descrizioni che rendono il libro più lungo di quello che dovrebbe essere, tanto da diluire eccessivamente il filo narrativo. Per la storia di cui si tratta, la parte dell’indagine si potrebbe raccontare davvero con un centinaio (ad essere buoni) di pagine in meno. Lo scoglio iniziale delle famose cento pagine di presentazione è alquanto impervio da valicare. La lettura quindi non è consigliata a chi predilige romanzi più immediati, un filo meno psicologici e descrittivi, unitamente a quel pizzico di suspense e azione in più.
Elizabeth George
Elizabeth George, sempre in vetta alle classifiche del New York Times, è autrice di oltre venti thriller psicologici ambientati in Gran Bretagna che vedono come protagonista l’ispettore Thomas Lynley. I suoi romanzi, tradotti in trenta lingue, sono stati portati sugli schermi dalla BBC. Una carriera che le ha valso molti riconoscimenti fra cui l’Anthony Award, l’Agatha Award, due nomination agli Edgar Awards, il primo posto al Grand Prix de Littérature Policière e al MIMI, il prestigioso premio tedesco dedicato alla crime fiction.
Libri della serie "Thomas Lynley"
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