Al Thriller Café presentiamo oggi “Assassini“, l’ultimo romanzo di Marco Alberici, un autore che come i suoi personaggi ha cambiato vita (da manager in Olanda a produttore di olio in Toscana) e che qui abbandona le rassicuranti indagini del Commissario Manfrè per tuffarsi in un thriller psicologico puro ispirato a una storia vera.
La storia inizia con Matteo e Soniuska che ricevono una proposta indecente, o meglio, troppo bella per essere vera: trascorrere gratis la notte inaugurale nel nuovo B&B di Alessio e Dorotea, “L’altea doro”. In cambio devono solo fare da “cavie” e dare un giudizio sincero.
I padroni di casa sembrano perfetti: solari, intelligenti, con i loro stessi interessi. La villa è splendida, isolata, con piscina e giardino. C’è anche Liz, un cane socievole che scodinzola a tutti. La giornata scorre via tra chiacchiere e buon cibo. Sembra il paradiso. Poi arriva la notte. Alessio, il padrone di casa, confessa un’improvvisa inquietudine. Soniuska dorme tranquilla finché, nel buio più totale, Liz inizia ad abbaiare disperatamente davanti al portone. Matteo scende per farla entrare. Ma c’è un problema: l’inferriata è chiusa a chiave. E lui la chiave non ce l’ha. Fuori è buio, fa freddo, il cane è terrorizzato. E Matteo, separato dai padroni di casa da una rampa di scale e da una porta chiusa, viene colto da un presentimento gelido. Chi sono davvero le persone che li hanno invitati? E perché si sentono improvvisamente prigionieri in campo aperto?
Il romanzo ribalta così il concetto di sicurezza: il B&B, luogo di ospitalità per eccellenza, diventa una gabbia dorata, e l’isolamento geografico, che di giorno è un lusso, di notte diventa una condanna (“nessuno può sentirci urlare”).
La domanda ricorrente dei protagonisti, “La prima impressione corrisponde davvero alla realtà?”, è il tarlo che promette di divorare anche il lettore.
Questa in sintesi la storia che “Assassini” racconta; se siete curiosi, a seguire trovate tre domande all’autore e un estratto per approfondire.
Domande all’autore
Come è nato questo libro?
“Assassini” nasce da un fatto realmente accaduto e vissuto in prima persona. Insieme a mia moglie mi sono trovato improvvisamente nel posto sbagliato al momento sbagliato. Sono partito dalla fredda cronaca di una notte di paura per costruire la trama del thriller.
Perché hai deciso di mettere in standby le indagini del commissario Manfrè?
Stavo proprio scrivendo la quarta indagine del commissario Manfrè quando è successo l’episodio dal quale ho fatto partire “Assassini”. L’esperienza è stata talmente intensa e carica di tensione che ho pensato meritasse di essere raccontata subito. Una scelta naturale per non perdere un solo minuto delle emozioni che abbiamo provato.
Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
Come in tutti i miei romanzi cerco di evitare le banalità e il surreale. Mi piace inventare trame che abbiano un senso.
In “Assassini” il lettore viene trascinato nella storia già dalle prime righe. La tensione si percepisce dai dialoghi serrati e dall’ambiente inospitale. Il vero protagonista del romanzo è il dubbio che pagina dopo pagina cresce fino a diventare vera e propria ossessione.
La scrittura è essenziale e senza pause per dare un ritmo incalzante alla storia e spingere a una lettura rapida. Il finale sorprenderà i lettori, ne sono sicuro!
Estratto
Erano lì, davanti a lui, uno di fianco all’altra, entrambi ricoperti di sangue dalla testa ai piedi. Il piumone imbrattato, schizzi enormi sulla testiera e il resto del muro. Tutto era macchiato di rosso, rosso sangue. Un rumore lo distolse da quella scena straziante che non avrebbe mai nemmeno immaginato di vedere in tv. Si girò verso il “salone delle danze” e vide Sofia, la sua Soniuska, con i palmi delle mani sulle guance. Stava cercando di urlare, forse per liberarsi dal terrore che aveva dentro. Eppure dalla sua bocca non stava uscendo nulla. Le sue corde vocali sembravano legate una all’altra.
Si continuavano a guardare. Increduli, terrorizzati, incapaci di reagire.
Poi l’urlo di Soniuska cominciò a trasformarsi in un gemito sordo, trattenuto, sterile, fino a che la forza della disperazione l’aiutò a slegare le corde vocali. Finalmente con il suo urlo poteva squarciare la notte. Si guardarono ancora e ancora senza dire niente, sorpresi uno dell’altro.
– Perché? Cos’hai fatto? Cos’hai fatto?
Glielo chiese in modo pacato come se gli stesse chiedendo la cosa più semplice: vuoi un caffè, mangiamo insieme, ti va di fare una passeggiata? Il corpo rigido, i suoi occhi spalancati come se avesse visto un mostro.
– Ma… no, cosa credi, li ho trovati così, non sono stato io.
– Che cazzo mi stai dicendo? Non ti vedi? Guardati! Perché? Dimmi perché? No, no, non ti avvicinare… no, non ti avvicinare… aiuto, aiuto! Aiutatemi! Qualcuno mi aiuti!
Gridava mentre attraversava il “salone delle danze”. Correva nella semioscurità, senza una vera meta, all’interno di una casa che sarebbe stata inquietante anche senza quei due morti ammazzati.
Le inferriate… anche lei correndo verso lo scalone pensava alle inferriate. Lei, lui e le inferriate, due corpi coperti di sangue e Liz che continuava ad abbaiare.
– Perché? Perché? Perché?
Attraversò la cucina e affrontò la scala. Doveva salire velocemente ma facendo attenzione a non inciampare perché quei gradini sembravano essere stati messi lì apposta per far cadere gli ospiti di quel fottuto B&B. Doveva fare in fretta perché lui poteva essere lì, proprio dietro di lei, poteva afferrarle una caviglia, bloccarla su quella scala di merda. Si teneva al corrimano per paura di sbattere la faccia, di rompersi il naso. Se fosse caduta sarebbe stata sopraffatta da lui, dall’assassino.
Booktrailer
Biografia
Marco Alberici nasce nel 1965 in provincia di Reggio Emilia. Dopo la laurea in Economia e Commercio, inizia a lavorare in una società multinazionale emiliana in cui ricopre diversi ruoli dirigenziali. Nel 2008 si trasferisce ad Amsterdam dove rimane per cinque anni come Country Manager Alla fine di questo periodo decide, insieme alla moglie Sonia, di “cambiare vita”. La coppia acquista un terreno in Toscana, pianta mille ulivi dà vita all’azienda agricola “Le Guazze Bone”.
Nello stesso periodo Marco comincia a dedicarsi alla scrittura, una passione nata in età adolescenziale. A tutt’oggi ha al suo attivo sei romanzi romanzi, tra cui tre gialli della Collana “Le indagini del Commissario Manfrè”: “Dite addio a Luana Green” (2025), “Omicidio sul Naviglio Grande” (2025) e “Colpo doppio” (2024). I primi due romanzi sono “I vivi, i morti e i naviganti: Os vivos, os mortos e os que andam no mar” (2020) e “Cartolina dal Mystic Dream Hotel” (2019).
Il suo ultimo lavoro uscito a fine gennaio, “Assassini” è un thriller ispirato a un episodio realmente accaduto.
