Angeli sepolti – Patricia Gibney
“I cadaveri vengono sempre trovati. […] Niente rimane nascosto per sempre.”
Nell’immaginaria cittadina di Ragmullin, dove vive e indaga l’ispettrice di polizia Lottie Parker con il supporto della sua squadra, c’è un assassino seriale, autore di crimini efferati che, all’apparenza, non hanno alcun collegamento tra loro.
Tutto ha inizio quando Faye Barker, una giovane donna in attesa del suo primo figlio, trova il teschio di un bambino durante i lavori di ristrutturazione della casa che il suo fidanzato, Jeff Cole, ha ereditato da un’anziana zia.
Nello stesso giorno, l’undicenne Jack Sheridan e il suo amico Gavin Robinson fanno una macabra scoperta: si tratta dei resti congelati di un corpo senza testa sui binari della ferrovia che, però, non hanno nessuna corrispondenza con il piccolo cranio già in possesso della polizia. L’ispettrice Lottie Parker è convinta che ci sia un legame tra i due ritrovamenti, una connessione che porta a dei crimini violenti commessi molti anni prima.
Nel corso dell’indagine, che si rivela più complessa del previsto, Lottie è alla ricerca dell’identità di un assassino che, dopo molti anni di inattività è tornato a colpire. Infatti, il cadavere di Faye viene ritrovato nel bagagliaio della macchina del suo fidanzato, mentre il piccolo Gavin scompare misteriosamente…
“Angeli sepolti” è l’ottava inchiesta della serie che l’autrice irlandese Patricia Gibney, una vecchia conoscenza dei frequentatori più assidui di Thriller Café, dedica all’ispettrice Lottie Parker.
Il romanzo inizia con un funerale: quello della madre di Mark Boyd, collega e compagno di vita della protagonista. La situazione familiare dei due fidanzati è piuttosto difficile, lui ha una sorella trentenne che non è in grado di badare a se stessa, mentre Lottie ha tre figli e un nipotino che dipendono ancora da lei.
Inoltre, Mark è malato di leucemia e l’ispettrice sa che, se la situazione dovesse volgere al peggio, si troverebbe ad affrontare di nuovo il lutto per una persona di cui è innamorata, a pochi anni di distanza dalla morte dell’amatissimo marito Adam, e questo potrebbe distruggerla psicologicamente.
Anche dal punto di vista lavorativo la situazione non è delle migliori visto che la Parker deve rispondere del suo operato alla sovrintendente Deborah Farrell, una donna di ghiaccio che non tollera la minima insubordinazione e non vede di buon occhio il comportamento indisciplinato e sopra le righe di Lottie.
Come se non bastasse, la detective Maria Lynch cerca in ogni modo di coglierla in fallo con la speranza che venga sospesa per poter passare di grado, tanto che il detective McKeown le si rivolge in questi termini “Cosa sei, il Triste Mietitore, oltre che una spiona?”, quando Maria gli propone più volte di raccontare alla sovrintendente tutte le infrazioni al regolamento di cui si è macchiata Lottie.
Nonostante le difficoltà che si trova ad affrontare dentro e fuori le mura domestiche, l’ispettrice Parker riesce a non perdere la propria lucidità e a risolvere un caso estremamente complesso.
Fin dalle prime pagine, “Angeli sepolti” colpisce il lettore come un pugno allo stomaco a causa delle descrizioni crude, quasi splatter, dei crimini commessi dal serial killer al quale Lottie dà instancabilmente la caccia.
Inoltre, Patricia Gibney affronta nel romanzo delle tematiche imprescindibili come le violenze domestiche, la mania del controllo, i rapporti tra coniugi e tra genitori e figli, mettendo sempre in primo piano il punto di vista e la psicologia dei personaggi.
I suoi protagonisti sono ben caratterizzati e per nulla convenzionali, perché mantengono una certa ambiguità di fondo che non li porta ad essere né completamente buoni, né totalmente cattivi.
“Angeli sepolti” può tranquillamente essere letto come uno stand alone, ma per comprendere appieno tutte le dinamiche tra i personaggi, è consigliabile iniziare la lettura da “L’ospite inatteso”, il primo romanzo della serie.
Recensione di Valentina Pace.
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