Allmen e il signor Weynfeldt – Martin Suter
Tra le novità editoriali delle ultime settimane non sarà sicuramente sfuggita agli avventori del Thriller Café la pubblicazione di “Allmen e il signor Weynfeldt”, ultima fatica dello scrittore svizzero Martin Suter, in cui i due protagonisti iconici e indiscussi della sua produzione letteraria si incontrano per la prima volta.
Johann Friedrich “von” Allmen è un uomo elegante, raffinato, dal discreto fascino, che vive al di sopra dei propri mezzi, esibendo un guardaroba invidiabile e frequentando locali costosi e alla moda. E’ esperto di vini, arte, musica e letteratura, ma ha le mani irrimediabilmente bucate, tanto da aver dilapidato in pochi anni il ragguardevole patrimonio lasciatogli in eredità dal padre. Un tempo proprietario di una splendida villa, è costretto a vivere in una dépendance insieme ai suoi affezionati e solerti servitori Carlos e Maria, una coppia di sudamericani che, oltre ad occuparsi del “patròn”, sono anche soci alla pari della “Allmen International Inquiries”, società investigativa specializzata in furti d’arte che Johann stesso ha aperto da qualche tempo.
Adrian Weynfeldt, lui sì ricco per davvero, è un esperto d’arte che lavora per una casa d’aste, vive in un appartamento che farebbe la gioia di qualunque appassionato di architettura e arredamento, ha un gusto squisito nel vestire e nella scelta di vini e liquori di pregio. Inoltre, possiede un numero imprecisato di opere d’arte, alcune delle quali di immenso valore. Weynfeldt è un uomo di mezz’età, tendenzialmente taciturno e malinconico, profondamente attaccato alle sue abitudini che costituiscono dei veri e propri riti. Si circonda di persone che condividono la sua passione edonistica per la cultura e che approfittano, talvolta vergognosamente, della sua ricchezza e, soprattutto, della sua bontà d’animo.
Quando i due si incontrano in un locale alla moda di Zurigo, non possono fare a meno di riconoscere nell’altro la raffinatezza dell’uomo di classe. In particolare, ciò che li accomuna è la passione per l’arte e, dopo aver conversato amabilmente, Weynfeldt invita Allmen a casa sua per il bicchiere della staffa e per mostrargli, con un pizzico di orgoglio, i tesori che possiede. Proprio in quell’occasione Adrian si accorge che alla sua collezione manca un dipinto: “Baigneuses au baloon n. 4”, un quadro che per lui ha un grande valore sentimentale oltre che economico, dato che l’opera è attribuita a Pablo Picasso.
A questo punto Weynfeldt chiede ad Allmen di indagare con discrezione – ça va sans dire – sulla sua cerchia di amici, gli unici che hanno frequentato casa sua prima che Adrian partisse per un viaggio di quindici giorni in Scozia, quando il furto è stato perpetrato. A Johann sembra quasi di toccare il cielo con un dito: può dare una mano al suo nuovo amico, entrare a far parte del suo giro di conoscenze e, allo stesso tempo, rimpinguare il conto in banca perennemente in rosso.
“Allmen e il signor Weynfeldt” è un giallo d’impianto classico adatto ai palati più raffinati. Non è un romanzo che lascia il lettore col fiato sospeso, né un libro ricco di colpi di scena. Tuttavia, seguiamo con interesse le vicende dei due protagonisti e l’indagine condotta da Allmen, che si complica notevolmente quando una delle amiche di Weynfeldt viene trovata morta. Inoltre, i due uomini intraprendono un viaggio in Italia per seguire una pista e la Roma descritta da Suter è assolata, ricca di calore e allegria. Proprio nella città eterna Johann e Adrian scoprono di avere un altro elemento in comune: lo stesso sarto!
Con una scrittura sottilmente ironica, elegante e scorrevolissima, l’autore ci racconta di due uomini dalla personalità molto diversa, ma uniti dall’amore per il bello, la cultura e la raffinatezza. Insomma, “Allmen e il signor Weynfeldt” non è un giallo in grado di coinvolgere emotivamente, ma è una lettura che strappa più di un sorriso, da assaporare centellinando un calice di Pinot Nero con in sottofondo “Harpicide at Midnight” di Pearl Chertok.
Recensione di Valentina Pace.
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