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Vedi di non morire – Josh Bazell




Vedi di non morire - Josh BazellDi questo romanzo di Josh Bazell avevamo già detto in tempi non sospetti, quando la nostra Viviana Giorgi lo segnalava come uno dei libri novità più interessanti del panorama americano. Ora Vedi di non morire è arrivato anche in Italia per Einaudi, tradotto da Luca Conti. Per ThrillerCafe l’ha recensito Cristiano Idini.

Titolo: Vedi di non morire
Autore: Josh Bazell
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2009
Traduttore: Luca Conti
Pagine: 314

Trama in sintesi:
Protagonista di questo thriller è Peter Brown, ex killer della mafia e ora medico in un ospedale di Manhattan, grazie alla nuova identità che gli ha dato il programma di protezione testimoni. Il passato sembra alle spalle, ma tra le corsie del nosocomio c’è un paziente moribondo, un uomo che conosce Brown e che se morisse farebbe tornare a galla il suo nome: Pietro Brwna detto Orso, ex affiliato alla famiglia Locano. La sfida alla Morte comincia, Peter cercherà di tenere in vita l’uomo il più possibile, mentre in lui si fa largo il desiderio di chiudere in maniera definitiva conti con la famiglia Locano.

Se per caso vi dovesse capitare di lamentarvi con qualche medico per le cure ricevute, prima di farlo assicuratevi che il medico in questione non sia un ex mafioso ora entrato in un programma di protezione dell’ FBI, e specializzato nel fare a pezzi il prossimo. Non solo le vostre lamentele non troverebbero soddisfazione, ma potreste persino ritrovarvi con qualche osso rotto.
E se una prospettiva del genere vi sembra troppo irrealistica, aspettate di leggere Vedi di non morire di Josh Bazell, e troverete dosi di irrealismo a pacchi.
Il protagonista di questo romanzo d’esordio, soprannominato Orso per motivi facilmente immaginabili, deve districarsi tra la sua nuova vita da medico e l’improvvisa minaccia di un mafioso ricoverato per una delicata operazione. “Vedi di non morire” è l’ammonimento che Orso deve fare suo malgrado al tizio: non perchè gli importi qualcosa se quello crepa o no, ma perchè il mafioso lo ha riconosciuto e, temendo dunque per la sua incolumità, ha stipulato con Orso un’assicurazione di ferro: se ci lascia le penne, i suoi sgherri riserveranno a lui lo stesso trattamento.
Da questo stratagemma parte il romanzo, che si snoda lungo due linee direttrici: la prima riguarda gli avvenimenti del presente, con il protagonista intento a destreggiarsi tra le sue incombenze da medico e i nuovi sviluppi mafiosi, la seconda una serie di flash-back che ci spiegano tutto ciò che dobbiamo sapere, ovvero il perchè e il percome una persona qualunque può entrare a far parte di una potente famiglia di criminali. Le due strade viaggiano parallele per gran parte del libro, sino all’inevitabile incrocio in cui il passato confluisce negli eventi attuali.
Dosi di irrealtà, si diceva all’inizio. E infatti alcuni episodi narrati fanno un po’ storcere il naso, per una spettacolarizzazione che a volte appare un po’ forzata. La storia sembra costruita per il cinema, e non certo con la mente a Kieslowski, quanto piuttosto a qualcosa tipo Bruce Willis e ai suoi Die Hard. Basta leggere la scena in cui il protagonista trova il modo di procurarsi un coltello con cui fronteggiare un’incombente minaccia per capire di cosa si sta parlando.
Ma la vera forza di questo libro è senz’altro la scrittura (e in effetti, cos’altro potrebbe essere?). Circa trecento pagine che scivolano via senza alcuna fatica, un racconto in prima persona che riflette e comunica tutto il sarcasmo e il cinismo di cui Orso è così ben dotato. Gustosa persino l’architettura grafica, con piccoli simboletti qua e là sparsi, e tante note a piè di pagina che ironizzano doppiamente: sia su ciò che devono spiegare, sia sulla loro stessa funzione esplicativa.
In definitiva un buon libro, ben costruito e soprattutto ben narrato. E se proprio dobbiamo vederlo al cinema, auguriamoci che la nota in quarta di copertina non sia profetica, e che al posto del paffuto Di Caprio ci sia veramente il buon Bruce. Del resto, quando il gioco si fa duro…

(Cristiano Idini)

Sul suo sito Luca Conti offre un assaggio del primo capitolo. Questo il trailer su Youtube:

Il sito del libro è infine www.beatthereaper.com

Vedi di non morire, di Josh Bazell: acquistalo su IBS!

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Articolo protocollato da Cristiano Idini

Magistrato Onorario alla Procura di Sassari, scrittore per passione e diletto, grande divoratore di libri e fumetti. Non necessariamente in quest'ordine.

Cristiano Idini ha scritto 15 articoli: visita la sua pagina.

Archiviato il 17 agosto 2009 in Einaudi, Libri novità, Recensioni libri. Puoi lasciare qui sotto la tua deposizione.
***


13 deposizioni to “Vedi di non morire – Josh Bazell”

  1. AngoloNero ha dichiarato (senza subire minacce)

    Mi sa che lo prendo anch’io :)
    Ciao Giuseppe!!

  2. kick ha dichiarato (senza subire minacce)

    Credo si rivelerà un acquisto azzeccato ;)

  3. Marco86 ha dichiarato (senza subire minacce)

    Fate bene, è bravo questo josh

  4. vittorio ha dichiarato (senza subire minacce)

    L’idea non sarebbe di per se brutta, anzi. Però ad un certo punto si inizia a rasentare la più profonda assurdità sul come far uscire il protagonista da situazioni pericolose. Per chi ha letto Angeli e Demoni…ricordate quando il protagonista si salva lanciandosi dall’elicottero usando un telo a mò di paracadute??? Beh…siamo a quel livello…se non peggio, anzi…decisamente peggio! Perchè l’ho acquistato allora? ovvio…mi sono lasciato ingannare dalla trama che sembrava coinvolgente e dalle poche recensioni (ovviamente positive). Ma c’è anche chi viene pagato per osannare certi libri e certi autori???

  5. kick ha dichiarato (senza subire minacce)

    Ciao Vittorio,
    il libro l’ho ordinato da poco e ancora non l’ho ricevuto, non posso esprimere un giudizio per ora. Sicuramente quando l’avrò finito sarà recensito su ThrillerCafé.

    Per quanto riguarda le recensioni compiacenti, di sicuro esistono (e questo è un buon motivo per leggere ThrillerCafé, che per fortuna è un sito indipendente) ;)

  6. Andrea ha dichiarato (senza subire minacce)

    Ciao,
    a me il libro è piaciuto, ovviamente si tratta di fiction e talmente spinta da non lasciare alcuna ambiguità sul realismo/irrealismo dell’opera. A mio avviso, inoltre, il tema centrale intorno a cui ruota tutto il libro è la seguente domanda: quanto dolore saresti disposto a sopportare o a infliggere pur di sopravvivere?

    Sugarpulp.it ha pubblicato una mia recensione – da cui si può accedere anche tramite il mio blog – in cui tento di spiegare in maniera più compiuta questa mia idea. Credo che fino ad oggi sia, insieme a “Il potere del cane” di Don Winslow, l’opera più importante pubblicata nel 2009 in Italia, almeno per quanto riguarda questo determinato genere di letteratura.

    Saluti!

  7. kick ha dichiarato (senza subire minacce)

    Ciao Andrea,
    grazie per l’opinione, sempre molto gradita :D
    Se comunque ti farebbe piacere pubblicare qualche recensione anche su ThrillerCafe, mandami una email ;)

    Giuseppe.

  8. Pierluigi ha dichiarato (senza subire minacce)

    Ho letto il libro e mi ha divertito molto, in alcuni passaggi è eccessivo, ma probabilmente e proprio questa la forza del libro. Leggerò senz’altro qualche altro libro del buon Josh.

  9. kick ha dichiarato (senza subire minacce)

    Ciao Pierluigi,
    grazie anche a te per il giudizio sul libro di Bazell. Piacerà o no, ma a quanto pare Vedi di non morire lo sta leggendo un mucchio di gente…

  10. Super ing ha dichiarato (senza subire minacce)

    GENIALE!!!!! Letto subito dopo “Il potere del cane”, ci stava proprio

  11. kick ha dichiarato (senza subire minacce)

    Ciao Super Ing, benvenuto :)
    Per rispondere un po’ a tutti, ho terminato la lettura di Vedi di non morire giusto qualche giorno fa e me lo sono goduto alla grande.
    E’ esagerato in diversi punti, al limite dell’inverosimile, in altri disgustante, ma Bazell è stata una scoperta piacevolissima (e un grazie anche Luca Conti per l’ottima traduzione)

  12. carlo bebi ha dichiarato (senza subire minacce)

    Se fosse stato solo un brutto libro non avrei perso tempo a scrivere queste due righe, ma la presenza nel testo di errori che evidenziano l’ignoranza o la superficialità di tutti coloro che hanno partecipato alla sua pubblicazione mi ha spinto a farlo.
    Se io, comune mortale, misurassi il peso delle mele in metri ridereste di me?
    Chi scrive dovrebbe sapere quello che scrive o altrimenti tacere.

  13. Thriller Cafe ha dichiarato (senza subire minacce)

    Ciao Carlo, benvenuto,
    spiegheresti meglio gli errori di cui parli?

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