Una morte in diretta scritto da Peter JamesCon Una morte in diretta Longanesi ci offre il ritorno di uno dei detective più amati degli ultimi tempi, l’ispettore Roy Grace, creato da Peter James.
Tradotto in trentasette lingue, e con all’attivo più di diciannove milioni di copie vendute, Peter James è uno scrittore nato a Brighton e che proprio nella sua città ama ambientare parecchi suoi romanzi, compresi quelli della serie di Roy Grace.

Questo ciclo si compone al momento di quattordici titoli ed è stato pubblicato in Italia solo in parte e senza seguire l’ordine di uscita originale.
Una morte in diretta, per farvi un esempio, è il secondo romanzo del ciclo ma da noi arriva nelle librerie dopo Il segno della morte, pubblicato nel 2017 sempre da Longanesi, che è invece l’undicesimo romanzo del ciclo di Roy Grace.

Questo accade perché Una morte in diretta è la ristampa di una precedente edizione, quella di Kowalski, apparsa nel 2007 con il titolo di In rete. È ben probabile che Longanesi intenda offrirci con il passare del tempo tutte e quattordici le opere scritte da Peter James e, per quanto riguarda quelle pubblicate fino a ora, lo sta facendo con una ammirevole coerenza estetica nelle copertine, con scelte grafiche che prendono spunto dalle edizioni originali.

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Il piacere della lettura di Una morte in diretta rimane però praticamente intatto, perché nel nostro Paese c’è grande fame per le opere di Peter James e per il suo stile di scrittura “da fucile d’assalto semiautomatico”.
Un periodare solitamente breve, molto agile, denso d’azione e d’informazione, anche grazie al fatto che l’autore non si limita a documentarsi su libri e Rete ma ama scendere a livello strada accanto alle pattuglie di polizia.

Una morte in diretta è uscito in prima edizione originale nel 2006 per Really Scary Books con il titolo di Looking Good Dead e arriva a noi con la traduzione di Federica Aceto, e oltre a essere un thriller di gran fattura ha parecchie scene molto forti, che in alcuni momenti lo portano a contatto con il genere horror.
Diamo uno sguardo alla trama di Una morte in diretta.

Tom Bryce è una persona ordinaria, con un lavoro altrettanto ordinario e al momento è seduto sul treno che da Londra lo porta a Brighton e pensa a moglie e figli. Seduto accanto a lui c’è un tizio arrogante, che passa il tempo a urlare nel telefonino e che, quando scende, dimentica sul sedile un CD.

Tom prende il CD e lo porta a casa e compie il più tragico errore della sua vita: di notte guarda sul suo computer il contenuto del disco e si accorge di avere appena assistito a uno film snuff, nel quale le persone sono uccise sul serio. Il suo computer è hackerato e Tom viene minacciato, insieme alla famiglia, di far la stessa fine di quel che ha visto nel filmato.

Il detective Roy Grace dovrà occuparsi del caso, proprio mentre sta attraversando un periodo parecchio incasinato della sua vita che già di solito non è mai tranquilla. Ha un appuntamento romantico in vista e ciò ha scatenato in lui i demoni interiori della memoria, della scomparsa di sua moglie avvenuta molti anni fa, e degli anni passati senza sapere nulla, a darsi la colpa di tutto.

Il caso si presenterà immediatamente complesso per Roy Grace: ha di fronte una o più persone esperte di informatica e sadiche in grado di torturare e uccidere senza rimorso alcuno. Come riportato anche nella copertina di Una morte in diretta, essi “Osservano. Scelgono. Uccidono.”

Anche se Una morte in diretta appartiene al gruppo dei primi romanzi della serie, Peter James appare già totalmente in controllo.
La sua Brighton è un luogo realistico e ben descritto e l’autore vi spingerà ad affezionarvi ai Bryce con alcune scenette e dettagli di vita quotidiana.
E così facendo, cadrete anche voi nella trappola.

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Una morte in diretta
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Una morte in diretta
  • Peter James
  • Editore: Longanesi