Oggi al Thriller Café recensiamo Una madre non sbaglia, thriller d’esordio della canadese Samantha M. Bailey pubblicato lo scorso 21 gennaio da Garzanti con traduzione di Doriana Comerlati.

Di questa talentuosa autrice esordiente non si sa poi molto, tranne il fatto che è canadese, lavora come scrittrice e giornalista ed è tra i fondatori di BookBuzz, un programma di lettura interattivo che si tiene tra Toronto e New York. E proprio negli Stati Uniti è ambientato questo suo primo thriller, non a New York, bensì a Chicago.

Sono le 17:30 del 7 agosto 2017. Morgan è sul binario della stazione ferroviaria in attesa del treno che la riporterà finalmente a casa dopo una giornata di lavoro come assistente sociale in una casa-rifugio per donne vittime di violenza. D’improvviso, inspiegabilmente, Morgan si sente strattonare il braccio da una donna sconosciuta che la supplica di prendere la sua bambina, la sua Queen, e di amarla per lei, perché con lei non sarebbe più al sicuro. Tutto accade troppo velocemente: Morgan resta attonita, poi acciuffa la bambina un attimo prima che la sua misteriosa e trasandatissima madre si lanci contro il treno in corsa. Chi era la donna che ora giace morta sulle rotaie? Perché ha dato proprio a lei la bambina? Perché sembrava proprio conoscerla, tanto che ha pronunciato il suo nome? Travolta dall’amore per quella bambina perfetta che fino ad un attimo prima neanche conosceva, Morgan vuole saperne di più, ma non fa in tempo a capire cosa sia davvero accaduto e chi fosse la donna misteriosa che già qualcuno sta indagando su di lei… e si sa, quando per un motivo o per l’altro sei segnata e la polizia ti conosce, sarai matematicamente la prima ad essere sospettata. Appena un anno e mezzo prima, infatti, il marito di Morgan si era suicidato dopo aver frodato e derubato per miliaia di dollari i benefattori dell’ente benefico costituito dalla donna che si è così ritrovata vedova, caricata dell’onta dei reati del marito, obbligata anche moralmente a risarcire chi era stato truffato e sospettata, persino, di essere stata sua complice nonostante fosse realmente estranea allle macchinazioni del consorte. Perciò, per quanto incredibile, Morgan è stata testimone di un altro suicidio a distanza di appena diciotto mesi ed ora si ritrova sospettata di aver spinto giù la donna del binario. Le motivazioni? Niente di più banale: la morta era Nicole, la Ceo di un’importante azienda di prodotti femminili, benessere e cura del corpo, pertanto godeva di un’ottima situazione economica che innegabilmente scatenava l’invidia e magari avrebbe fatto gola a molti… non alla corretta ed altruista Morgan, però. Sebbene sia confusa, stordita, sopraffatta dal concitato evolversi degli eventi, Morgan non si dà pace, vuole vederci chiaro, soprattutto quando scopre che Nicole, inspiegabilmente, la conosceva e si fidava di lei al punto da cambiare il proprio testamento pochi giorni prima di morire. Cosa l’ha spinta a farlo? Cosa l’ha portata ad un gesto tanto estremo come lasciare la sua bambina ad una sconosciuta e buttarsi sotto un treno? Cosa ha spinto una donna bellissima, affermata, ricca, di successo come Nicole a ridursi all’ombra di se stessa in poco più di un mese e mezzo? Da cosa fuggiva, quel pomeriggio, sul binario? Di chi o di cosa aveva paura? E soprattutto, ora che tutti sanno ciò che è accaduto a Nicole, ora che possono collegarla a lei, anche Morgan è in pericolo? Tutto farebbe pensare di sì: è come se chi ha portato Nicole alla morte ora voglia accanirsi su di lei e, soprattutto, sulla piccola Queen. Eppure Nicole sembrava convinta che la sua minaccia venisse dal passato, da un trauma mai davvero superato e con il quale doveva fare i conti. Quale sarà la verità?

La storia di Morgan e Nicole procede narrativamente in parallelo, armonica, sebbene con tempi e su binari diversi: seguiamo contemporaneamente le vicende dell’oggi, raccontate da Morgan che deve districarsi fra accuse, sospetti, diffidenza e minacce concrete e presenti, e la storia di Nicole dal momento in cui lascia la sua meravigliosa azienda – l’impero che ha costruito e quotato in borsa da sola – per un congedo preparto di sei settimane.

La narrazione si sviluppa in modo armonico, accattivante; l’autrice riesce a calibrare bene la tensione mantenendola in crescita costante. I personaggi sono ben caratterizzati, riusciamo a comprenderne abbastanza bene la psicologia, i comportamenti, le azioni che si rivelano estremamente comuni, umane, tragicamente naturali. Anche i personaggi comprimari risultano credibili e, sebbene con un po’ di attenzione un lettore medio potrà tranquillamente intuire chi si celi dietro la macchinazione ai danni delle due coprotagoniste, il libro si lascia leggere con piacere e il finale non delude.

Una madre non sbaglia è un buon thriller che affronta le conseguenze dell’estremizzazione di pulsioni comuni quali il desiderio di maternità, la frustrazione, l’ambizione, il senso di colpa o d’inferiorità. È un buon thriller che, pur non essendo un vero e proprio thriller psicologico, ha risvolti che chi ama questo sottogenere potrà apprezzare. Inoltre sono tante le donne presenti, tutte diverse fra loro e non tutte fra i “buoni”, quindi è una lettura consigliata anche a chi predilige i romanzi con figure femminili interessanti o comunque protagoniste.

Una piccola curiosità: nella nota finale l’autrice rivela che ci sono voluti sei anni per scrivere questo libro… c’è da sperare che non ci metta altrettanto per scrivere il prossimo!

Una madre non sbaglia
26 Recensioni
Una madre non sbaglia
  • Bailey, Samantha M. (Author)