Il criminale sessuale sadico (parte 2)
Qui di seguito la seconda parte dell’articolo Il criminale sessuale sadico tratto dall’FBI Law Enforcement Bulletin, febbraio ‘92.
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Le fantasie sadiche.
Tutti gli atti e i crimini di natura sessuale iniziano come fantasie. In ogni caso, a differenza di quanto accade per le normali fantasie sessuali, quelle dei sadici si concentrano sulla dominazione, il controllo, l’umiliazione, il terrore, l’aggressione e la violenza, oppure su una combinazione di questi temi, intesi come mezzo per causare sofferenza. Al variare del tipo di fantasia, varia anche il grado della violenza.
Le fantasie che emergono dai ricordi personali dei criminali sono complesse, elaborate, e riguardanti scenari estremamente dettagliati, che includono metodi specifici di cattura e controllo, luoghi in cui commettere il crimine, ordini che la vittima deve eseguire, sequenze di atti sessuali e specifiche risposte da parte della vittima. I sadici sessuali “vivono” nelle loro fantasie, e queste spesso prevedono più di una vittima. Qualche volta, anche dei partner.
Caso: Un assassino, che si pensa abbia rapito, torturato e ucciso più di 20 donne e ragazze, ha scritto in maniera particolareggiata delle sue fantasie sadiche sulle donne. Gli scritti includevano descrizioni della cattura della vittima, delle torture e della morte per impiccagione. Al momento dell’arresto, nella sua abitazione sono state trovate numerose foto che lo ritraevano in abiti femminili mentre praticava tecniche di asfissia autoerotica. Apparentemente, questo soggetto metteva in atto le sue fantasie su se stesso, oltre che sulle vittime.
Il sadismo attraverso i simboli.
Alcuni individui estrinsecano i propri desideri sadici nei confronti di oggetti inanimati, solitamente bambole, immagini e vestiti, ma a volte anche corpi. Come nel caso delle fantasie, la sofferenza in attività simili è soltanto immaginata.
Caso: Una bambola fu trovata impiccata fuori da una sala rianimazione di un ospedale. Attorno al collo c’era un nodo scorsoio e le mani le erano legate dietro la schiena. Le erano stati infilati degli aghi in un occhio e in un orecchio. Sul suo corpo erano presenti bruciature e le fuoriusciva cotone dalle labbra. Sul petto le erano stati disegnati punti di sutura. Un’incisione le era stata praticata tra le gambe, creando una fessura a cui erano stati attaccati dei capelli con della colla e nella quale era stata infilata una matita. Niente indicava che fosse stato commesso un crimine.
Sadismo con gli animali.
Anche se si crede che i sadici sessuali siano crudeli con gli animali, non si è dimostrato che tale crudeltà sia da collegare al sadismo di tipo sessuale. Gli uomini violenti compiono spesso atti di crudeltà nei confronti degli animali, durante l’infanzia o l’adolescenza, ma senza eccitarsi. Tali atti possono riflettere un’aggressività e delle motivazioni sadiche non-sessuali, oppure possono essere compiuti come sacrifici richiesti da rituali religiosi o credenze farneticanti.
Chi si eccita sessualmente nel vedere soffrire gli animali, invece, è probabilmente sia un sadico sessuale che uno zoofilo (una persona attratta dagli animali).
Partner consensienti o a pagamento.
Il sadismo sessuale può essere messo in atto con partner che siano consenzienti, oppure a pagamento (per esempio, prostitute che si specializzano nell’interpretare la “sottomessa” per un cliente sadico). La natura delle azioni varia dalla semplice simulazione di sofferenza all’inflizione di ferite, a volte anche gravi. Un partner consenziente diventa una vittima quando le sue opposizioni vengono ignorate o quando qualche atto finisce per causarne la morte. In questi casi, le forze dell’ordine possono intervenire.
Sadismo con vittime ubbidienti.
Alcuni sadici sessuali scelgono delle vittime che non si ribellano, per esempio donne che iniziano spontaneamente una relazione con loro ma poi sono coinvolte in attività sadomasochiste per un lungo periodo di tempo. Queste vittime sono mogli o fidanzate che sopportano abusi emotivi, fisici e sessuali per mesi o anni interi, durante una relazione che inizia in maniera del tutto ordinaria. In questi casi, l’aggressore plasma il comportamento della donna in una graduale accettazione di atti sessuali che deviano dalla normalità in maniera progressiva. Attraverso l’isolamento sociale e l’abuso ripetuto, il sadico sessuale abbatte l’immagine che la compagna ha di sé, fino a che lei non giunge a credere di meritare le punizioni, che le vengono inflitte da un uomo che “la ama”.
Caso: Una donna sui trent’anni denunciò alla polizia di essere stata costretta a una relazione emozionalmente, fisicamente e sessualmente degradante, per 18 mesi. All’inizio, aveva creduto che il suo aggressore fosse l’uomo più amorevole e galante che avesse mai conosciuto, e se n’era innamorata. Avendo fatto in passato un uso sporadico di cocaina, era stata solleticata dall’idea di usare droga per amplificare il loro piacere sessuale, però poi n’era diventata dipendente. Dopo 6 mesi, lui aveva iniziato ad abusare di lei: aveva subito sesso anale coatto, frustate, pratiche di bondage estremo, stupri anali da parte di altri uomini e inserimenti di grossi oggetti nel retto. Era trascorso per un anno intero, prima che si rivolgesse alla polizia
In questi tipi di casi gli investigatori e i giudici si trovano di fronte a un problema ricorrente: sembra che la vittima abbia “acconsentito” all’abuso. In ogni caso, la trasformazione di un partner vulnerabile in una vittima remissiva segue gli stessi passaggi con cui altri uomini violenti intimidiscono e picchiano le compagne per scoraggiarle a ribellarsi.
Comportamenti confusi col sadismo sessuale.
Molti crimini presentano l’inflizione di sofferenze fisiche e psicologiche. Il sadismo sessuale è solo uno dei tanti possibili moventi di tali delitti. Per evitare interpretazioni errate, gli investigatori devono stare attenti a quegli elementi che sembrano connotare un sadismo sessuale, ma che, invece, emergono da motivazioni e contesti differenti.
Il Disordine di Personalità Sadico.
Gli individui che presentano tale disordine, solitamente, esibiscono comportamenti aggressivi o crudeli sia in situazioni sociali che lavorative, prevalentemente nei confronti dei subordinati. Essi tendono a instaurare il dominio nelle relazioni interpersonali e denotano una mancanza assoluta di rispetto o di empatia nei confronti altrui. Queste persone sono spesso affascinate dalla violenza, provano piacere nell’umiliare e nello spaventare gli altri e possono divertirsi nell’infliggere sofferenze fisiche o psicologiche. In questi casi, lo scopo delle azioni messe in atto non è l’eccitazione sessuale.
Caso: Una donna lasciò suo marito a causa dei suoi abusi verbali, della sua mania di controllare le sue relazioni con i membri della famiglia, del suo comportamento intimidatorio e dei suoi scoppi di violenza dopo aver bevuto. Infuriato per essere stato lasciato, lui la invitò nell’appartamento con la scusa di dividere le cose che possedevano. Qui, cercò di legarla al letto, accanto al quale aveva allestito una gran varietà di strumenti di tortura. Poi le disse dei suoi progetti di ucciderla, mentre l’accoltellava a ripetizione. Lei riuscì a convincerlo che voleva rimettersi con lui, e lo persuase a chiedere assistenza medica, in seguito alla quale fu arrestato.
L’uomo non aveva una storia di aggressioni o devianze sessuali, né tantomeno diede segno di sadismo sessuale nel corso dell’esame psichiatrico. Negò d’essersi eccitato in risposta al dolore o ad altre fantasie sadiche sessuali. Anche se è possibile che fosse un sadico sessuale che aveva mostrato questa tendenza solo quando aveva attaccato la moglie, l’assenza di prove che dimostrassero un’eccitazione sessuale conseguente alla sofferenza precluse questa diagnosi.
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