Pubblichiamo oggi un estratto provienente dall’FBI’s Law Enforcement Bulletin, febbraio 1992. Hazelwood, Dietz e Warren descrivono il criminale sessuale sadico, un predatore feroce sia da solo, sia quando assoggetta a sé una donna con bassa autostima e la coinvolge nei suoi delitti, formando così una vera e propria coppia di serial killer.
***
Ogni investigatore che abbia raccolto le dichiarazioni di una vittima torturata, o che abbia lavorato sulla scena di un omicidio sessuale sadico, non dimenticherà mai questa esperienza. La crudeltà umana si rivela in numerosi modi, ma raramente in maniera più desolante che nei crimini dei sadici sessuali.
Questo articolo descrive le azioni dei criminali sadici sessuali riscontrate più spesso, e mette in luce le differenze tra sadismo sessuale e atti di crudeltà dovuti ad altre matrici. Esso mostra inoltre le caratteristiche comuni dei crimini dovuti a sadismo sessuale e offre agli investigatori suggerimenti che dovrebbero seguire quando si trovano di fronte a situazioni di questo tipo.
Che cos’è il sadismo sessuale?
Sadismo sessuale significa eccitarsi per la sofferenza altrui.
Sappiamo tutti che l’eccitazione sessuale può arrivare nei momenti più strani, anche in persone perfettamente normali. Nel caso di assassini sadici sessuali, invece, essa emerge come risposta alla sofferenza della vittima.
Rportiamo le parole di due sadici sessuali che ci raccontano i loro desideri.
Uno scrive: «… lo scopo principale è farla soffrire, perché non esiste potere più grande che si possa esercitare su una persona che quello di infliggerle dolore, forzarla a sottomettersi, farla soffrire, senza che sia in grado di difendersi. Il piacere della dominazione completa di un’altra persona è la vera essenza dell’impulso sadico.»
Un altro assassino scrive delle sue attività sadiche sessuali con una vittima: «… lei si contorceva dal dolore ed era una cosa che mi faceva impazzire. Stavo fondendo la massima gratificazione sessuale, lo stupro, e la vetta del dominio, la paura; stavo creando un’unione totale che è impossibile spiegare… Vivevo per l’unico scopo di causare dolore e ricevere appagamento sessuale… Mi gustavo il dolore tanto quanto il sesso…»
Entrambe le dichiarazioni confermano che è la sofferenza della vittima, e non semplicemente l’inflizione del dolore fisico o psicologico, a essere sessualmente stimolante: uno di questi uomini faceva entrare e uscire la vittima da uno stato di incoscienza in modo da poter assaporare continuamente e per un tempo estremamente lungo le sue sofferenze.
Infliggere dolore rappresenta per l’aggressore un modo efficace per sollecitare le risposte desiderate: obbedienza, sottomissione, umiliazione, paura, terrore.
La sofferenza fisica e psicologica.
Sono degli specifici particolari scoperti durante le indagini a stabilire se il crimine commesso presenta i tratti del sadismo sessuale oppure no. Le cose da accertare sono: se la vittima ha sofferto, se la sofferenza è stata causata intenzionalmente, e se ciò ha eccitato l’aggressore. Tali paletti devono essere posti, in quanto gli atti sessuali o violenti eseguiti su una vittima incosciente o morta non costituiscono necessariamente prova di sadismo sessuale, dal momento che la vittima non può provare dolore. Per questo motivo, le sole violenze postmortem non indicano sadismo sessuale.
Gli stupratori, per esempio, casuano di certo sofferenza alle vittime, ma soltanto il sadico sessuale infligge dolore, fisico o psicologico, in maniera intenzionale, con lo scopo di amplificare il proprio godimento. Bisogna tener presente che gli atti di estrema crudeltà o che causano molto dolore alla vittima, in genere, sono messi in atto per scopi non-sessuali, anche durante crimini di natura sessuale.
Il comportamento sadico sessuale.
Il comportamento dei sadici sessuali, così come quello di altri criminali sessualmente devianti, si estende su uno spettro molto ampio. I sadici sessuali possono essere dei cittadini che rispettano le leggi, che hanno delle fantasie che però non mettono in atto, o che mettono in pratica con dei partner consenzienti.
Soltanto quando commettono dei crimini, essi stessi e le loro fantasie diventano soggetti d’interesse per le forze dell’ordine.
(Continua. Leggi la seconda parte)
Esce domani il nuovo romanzo di Paolo Roversi, Milano criminale, un noir ambientato negli anni del boom economico, mentre l’uomo metteva piede sulla Luna, e gli eroi criminali della città rapinavano le banche, assaltavano i [...]
Recentemente protagonista al festival della letteratura di Mantova, presentiamo oggi su ThrillerCafe.it il nuovo romanzo di Roger J. Ellory, Un semplice atto di violenza, thriller nominato ai Barry Award 2009 e tra i più apprezzati [...]
Zodiaco: è questo il titolo del nuovo thriller di Maxime Chattam. Il giovane autore della Trilogia del male – di cui tempo fa ho recensito L’anima del male – ci propone un assassino seriale all’opera [...]
Con Bad City Blues Tim Willocks appare per la prima volta al Thriller Cafè. Scrittore e sceneggiatore che è stato una delle più interessanti rivelazioni della narrativa degli anni ’90 con Il fine ultimo della [...]
Segnaliamo oggi l’uscita del nuovo romanzo di Patricia Cornwell, Nebbia Rossa, edito da Mondadori e di prossima presentazione con l’autrice qui in Italia a fine mese. Il libro appartiene alla serie di Kay Scarpetta, ormai [...]