Nel quarantennale del rapimento e uccisione dell’onorevole Aldo Moro, esce per Frassinelli Strani Eroi di Alessandro Bongiorni, noir appassionante e intenso che recensiamo oggi al Thrillercafé.

Il 16 marzo 1978 un commando delle Brigate Rosse rapisce il presidente della Democrazia Cristiana e massacra i cinque uomini della sua scorta.
È l’episodio più drammatico della storia dell’Italia repubblicana.
Sono momenti terribili e passa perciò in secondo piano quello che accade due giorni dopo: il 18 marzo a Milano, Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, vengono uccisi a colpi di pistola vicino al centro sociale Leoncavallo. I due ragazzi stavano andando a casa di Tinelli, lì vicino, al numero 9 di via Monte Nevoso.
Nessuno sa che dall’altra parte di via Monte Nevoso, a sette metri di distanza dalla camera di Fausto, al civico 8, c’è un covo delle Brigate Rosse.
Forse, però, sarebbe meglio dire quasi nessuno
Alessandro Bongiorni ha studiato e ricostruito con notevole accuratezza non solo il quadro storico, politico, culturale e sociale dell’epoca, ma anche i protagonisti reali – Andreotti, Dalla Chiesa e Sindona, solo per citarne alcuni – e oltre a narrare la storia di Moro, Tinelli e Iannucci, ci racconta la vicenda dei giornalisti Mino Pecorelli e Mauro Brutto  (assassinati in circostanze ancora oggi non del tutto chiarite) e di come tutte queste persone, le loro vite e alcune coincidenze si siano tragicamente intrecciate in quei mesi in cui l’Italia è rimasta con il fiato sospeso.
In questo scenario che è allo stesso tempo comprimario e sfondo, perché tratta sì il caso Moro ma è anche un romanzo di invenzione, si muovono gli “strani eroi” creati dall’autore: il colonnello Ruiu, silenzioso, efficiente, crudele e persona di fiducia dell’allora ministro dell’Interno Cossiga; Cinzia, protetta da un potente faccendiere che si avvale della sua avvenenza per ottenere informazioni riservate, e Carlo Peres, giornalista alla costante ricerca dell’altro lato della medaglia. Sono tre personaggi passionali, palpitanti, descritti con grande attenzione e perfettamente incastonati nella narrazione principale: le loro esistenze procedono su binari lontani e diversi, ognuno con le proprie debolezze, paure, contrasti e punti di forza, e finiscono per incrociarsi al centro dell’oscuro imbroglio tessuto da chi muove le fila, tutti e tre alla ricerca della loro personale verità e libertà.
È un noir originale in cui l’autore fonde con bravura e destrezza realtà e fantasia in una trama che convince e coinvolge; il ritmo è rapido e incalzante, lo stile è moderno, scorrevole e diretto: la lettura risulta talmente piacevole che le pagine volano via troppo in fretta e il finale imprevedibile rifinisce magistralmente l’opera.
Per stessa ammissione di Bongiorni è un romanzo che “non vuole spiegare, svelare, né giudicare. Un romanzo in cui si narra di fatti realmente accaduti, di altri che non sono accaduti e di altri ancora che sarebbero potuti accadere; in cui si incontrano persone che c’erano, persone che non c’erano e persone che avrebbero potuto esserci” e, a mio avviso, l’autore ha centrato tutti gli obiettivi fissati, senza dubbio.

Strani eroi – Alessandro Bongiorni

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