Sotto il sole di mezzanotte di Keigo Higashino è un noir atipico e sofisticato. Lontanissimo dai thriller di matrice americana richiede al lettore un notevole sforzo di attenzione.

La trama è sintetizzabile in poche righe: L’ispettore Sasagaki indaga sulla morte di Yosuke Kirihara, il proprietario di un banco dei pegni. Ma quella che sembra una normale indagine finisce per diventare un caso irrisolto che lo tormenta per oltre vent’anni.

Il paragone che mi è venuto subito alla mente è il capolavoro di Dürrenmatt, La promessa. Vediamo perché nel dettaglio.

Il libro si compone di due indagini. La prima viene bruscamente interrotta, e addirittura il detective scompare dalla scena. Avete mai visto un giallo senza il classico protagonista? Ebbene eccovelo. Tutta la parte centrale si basa sulla descrizione delle semplici vite di un nugolo di personaggi che sembrano avere poco o niente a che fare con un poliziesco. Solamente due di loro (ma non vi spoilero nulla, tranquilli) assumeranno un ruolo cardine nella vicenda, man mano che il vasto disegno prende forma. E, proprio come ne La Promessa, preparatevi a restare con parecchio amaro in bocca anche nel finale.

La poetica sottesa è che la Giustizia umana è limitata, il cerchio non chiude come vorremmo credere noi. Sagasaki torna nel finale, un personaggio incredibile, testardo, coraggioso, fuori dagli stereotipi occidentali, pronto a sacrificare tutta al vita per la Verità, che purtroppo sarà sempre più vasta di lui, sempre al di fuori della sua portata umana (e addirittura della nostra di lettori onniscienti). Lo scorrere del tempo, il suo dilatarsi, il disperdersi delle indagini, il farci sentire quanto vaste siano le ramificazioni della vita (e del male) fanno di questo romanzo un vero unicum.

Recensione di Raffaele Izzo.

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Sotto il sole di mezzanotte
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Sotto il sole di mezzanotte
  • Higashino, Keigo (Author)