Salvatore Paci - La collezionista
Romanzo thriller Peter Schiera
Serial killer in coppia

Scrivere un mystery, di Gillian Roberts – parte 4


scrivere-mysteryScrivere un mystery di Gillian Roberts è giunto ormai alla quarta puntata. Le precedenti, assieme ad altri interessanti articoli simili, le trovate tra le lezioni di scrittura thriller di Thriller Cafè. Tratti dal libro You can write a mystery, i consigli della Roberts ci insegnano oggi a riflettere sull’ambientazione della trama.

***

A cosa pensare quando pianificate la vostra ambientazione

Il vostro mystery non si sviluppa nel vuoto. In realtà, l’impostazione è una parte importante e integrante della storia stessa, perché il significato di un reato non può che essere visto sullo sfondo di ciò che è “normale” per un certo momento storico e un certo luogo. I crimini che riempiono i nostri libri sono violenze contro la società in cui si verificano – crepe intollerabili nel tessuto sociale. Ecco perché deve essere fatto qualcosa a riguardo. Il fatto che il mondo e che il reato che è commesso contro la società coesistono fornisce il conflitto di base del vostro libro.

Quando si parla di ambientazione, stiamo parlando di qualcosa molto più vasto che l’erba o il cemento sul quale i vostri personaggi camminano. Pensatela invece come l’atmosfera del romanzo, come l’aria che i protagonisti respirano.
Pertanto, considererete le ambientazioni immediate, letterali – le camere in cui abitano i personaggi e il modo in cui essi le personalizzano. (E includete nella categoria cose come l’ufficio, e il bagagliaio dell’auto, il portafoglio, il frigorifero e comodini, ecc)

E poi pensate all’ambientazione generale. Se si tratta di una vera città, tenete una mappa a portata di mano in modo che il vostro detective non debba fare percorsi impossibili o viaggiare da un punto ad un altro alla velocità della luce.

Se si tratta di una città immaginaria, disegnate voi una mappa in modo da mantenere le cose coerenti. Dove sono le principali strade, i parchi, le autostrade? Quali tipi di quartieri ci sono? Quali tipi di negozi?
Che tempo fa nella vostra, reale o fittizia, parte del mondo? Pensateci e poi utilizzatelo per decidere se le persone debbano sudare o congelarsi, pattinare sul ghiaccio, evitare temporali o crogiolarsi nella perfezione di una perfetta giornata primaverile.
Che trasporto è disponibile? I personaggi possono prendere facilmente un taxi? Prendere il treno? Fuggire con un traghetto?
Qual è la densità di popolazione? Un reato in un mega-città potrebbe non avere lo stesso grado di attenzione da parte sia della polizia, della stampa o dei vicini di casa come quello che accade in una piccola città.
Qual è il livello economico della vostra ambientazione? La popolazione è depressa e vive in una miniera abbandonata o in una fiorente città nella Silicon Valley, o lavora sodo per entrare nel mondo degli affari? Una qualsiasi di queste cose influenza la vostra trama e fornisce motivazioni.
Qual è il mix etnico? Anche in questo caso, potrebbe influire su quali negozi e ristoranti ci sono, se esistono tensioni razziali, e molto di più.
Qual è il livello generale della criminalità? Una “ordinaria rapina” sarà quasi ignorata dalla polizia perché perseguono crimini più odiosi? Oppure si tratta di una sonnolenta cittadina dove le persone raramente chiudono a chiave le porte? È possibile vedere come lo stesso reato non sarebbe lo stesso in questi due posti.

E, infine, pensate alle tradizioni e alle usanze e al senso di comunità del posto. Questo può dettare ciò che è considerato un delitto e potrebbe anche imporre come un vicino vede un dato sospetto, oppure potrebbe motivare le accuse o addirittura il reato stesso. Ciò che è considerato scandaloso a Berkeley, in California, non necessariamente farà sollevare le sopracciglia a Salt Lake City.

Ovunque accada la vostra storia e sia che il luogo davvero esista o meno, rendete vostra l’ambientazione. Non fate affidamento su ciò che si pensa di poter ricordare o peggio, su ciò che si assume che il lettore sappia già. Date un’occhiata a quello che volete includere, e rendetelo nuovo per voi e i vostri lettori. Di che colore sono quelle colline, quegli edifici? Quale sarebbe la visione di un nuovo arrivato per quanto riguarda le case e le strade? Come l’ambientazione fisica influenza emotivamente voi e i vostri personaggi? I canyons fanno sì che il protagonista si senta al sicuro? O orgoglioso della vitalità della “sua” città? O impaurito? Claustrofobico? Le reazioni possono avvenire in qualsiasi punto della mappa, ma pensate a ciò che significa l’ambientazione in una determinata situazione.

Cercate di non etichettare semplicemente i luoghi nel libro, come in “Guidai verso il West End, e poi fino a Northstar, passando Lombard”. Questo non trasmette molto a chi non ha familiarità con il paesaggio (e di fatto, non trasmette di più a chi conosce la città!). Invece, tentate di mostrare al lettore ciò che è unico o memorabile di quei luoghi, anche se si tratta semplicemente del fatto che non c’è traffico, o le automobili sono parcheggiate illegalmente in mezzo alla strada, o che non vi era una sola persona fuori a quell’ora, o che di norma ci vogliono quindici minuti per fare il giro e questa volta c’è voluta un’ora e mezza. Fatelo funzionare per la vostra storia, per accrescere la tensione, per spiegare la logistica, o dare un senso dello spazio.

E cosa accade se la specificità dell’ambientazione non ha alcuna rilevanza per la vostra storia a quel punto? Lasciatela perdere. Riassumete. Portateci da un punto all’altro. (“Mi ci sono voluti un’ora e mezza di traffico per raggiungere Louie”).

Quello che vogliamo fare è lasciare perdere i passaggi descrittivi che tutti noi saltiamo nei libri degli altri. Nella prossima lezione impareremo proprio questo: come usare l’impostazione in modo che i vostri lettori non saltino la “descrizione”.

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Archiviato il 17 novembre 2008 in Tecniche di scrittura thriller.

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Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, con la poco recondita ambizione di farlo diventare il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

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