Scia di sangue di Karin SlaughterHarperCollins Italia continua a soddisfare la fame di lettura dei fan di Karin Slaughter e apre il 2017 con Scia di sangue, titolo appartenente alla serie più nota di questa autrice, quella dedicata a Will Trent.
È passato quindi poco più di un mese da quando abbiamo potuto leggere la novella La mia vendetta, senza dimenticare che, sempre nel corso del 2016, abbiamo avuto occasione di scrivervi di Quelle belle ragazze e Capelli biondi, occhi azzurri.

È decisamente un ottimo periodo per Karin Slaughter e Scia di sangue è ulteriore ciliegina sulla torta: pubblicato in originale con il titolo di The Kept Woman arriva a noi con la traduzione di Anna Ricci, è il decimo titolo nella serie di Will Trent e segue in ordine cronologico la pubblicazione de L’invisibile (Unseen, 2013).
Cerchiamo ora di scoprire qualche elemento della trama de Scia di sangue prima di passare al giudizio critico.

In un cantiere abbandonato di Atlanta viene rinvenuto un cadavere che si assicura l’interesse dell’FBI: Will Trent, agente speciale del Georgia Bureau of Investigation arriva sul luogo del delitto e capisce subito che si tratta di un caso molto particolare, che richiede il massimo tatto e impegno.
Il cadavere è infatti quello di un ex-poliziotto e nei pressi del corpo sono evidenti delle impronte insanguinate, probabilmente appartenenti a una donna che, ferita, ha abbandonato il luogo.

Sara Linton, nuovo medico legale della sezione della Georgia e compagna di Will, ha le idee molto chiare riguardo il futuro della donna ferita: se non riceverà immediate cure è destinata a morire dissanguata nel giro di poche ore. Questo fatto, insieme alla scoperta di aver conosciuto la donna in passato, mette ancora più sotto pressione Will Trent. E a un quadro già complicato si aggiunge il fatto che il cantiere in questione appartiene a Marcus Rippy, stella del basket che ha investito parecchi soldi in città, è ben conosciuto e ha agganci politici in grado di fargli fare più o meno quel che gli pare e superare indenne anche le aule del tribunale.

Lo sa bene Trent, che in passato aveva confrontato lo stesso Rippy con una accusa di stupro conclusasi in poco e niente grazie ai potenti avvocati del giocatore di pallacanestro.
Con i minuti che passano sempre più velocemente e un caso in grado di rovinargli carriera e affetti, Will Trent comincia a muoversi senza indugio…

I lettori di Karin Slaughter possono dividersi fra quelli che preferiscono le sue serie (la presente e quella della contea di Grant) e coloro che prediligono al contrario i romanzi stand alone, ma in definitiva questa scrittrice nata in Georgia riesce a mantenere una qualità medio-alta in tutti i suoi scritti.

In Scia di sangue troviamo le consuete dosi di violenza grafica e scene dal forte impatto emotivo anche se, rispetto alla sua media, Slaughter questa volta ha tenuto a un guinzaglio più stretto la sua immaginazione e non incappiamo in molte pagine feroci.

Trattandosi di un procedural che fa parte di una serie piuttosto complessa, occorre segnalare quello che è insieme il maggiore punto di forza e il possibile intoppo alla lettura ne Scia di sangue: il romanzo torna su vari elementi di titoli passati, chiude alcune trame secondarie e rispolvera personaggi già conosciuti.

Questo lo trasforma in uno dei migliori momenti dell’intera serie per quanto riguarda la continuity e la coesione dell’universo letterario creato dalla Slaughter, ma allo stesso tempo rende la sua lettura un po’ più complicata per chi si trova al suo primo incontro con il mondo di Will Trent. Vi consigliamo quindi di scoprire questa serie partendo dai primi volumi, mentre chi già conosce i vari particolari troverà grande soddisfazione in un’opera che non solo riesce a intrattenere ed emozionare con la storyline principale, ma si prende anche il giusto tempo per collegare il presente al passato e risolvere alcuni intrecci precedenti.

Passato e presente che giocano ad alternarsi anche nelle pagine de Scia di sangue, e proprio la gestione dei diversi punti di vista e flashback è un elemento decisivo, in particolare verso metà del romanzo quando rivaluteremo alcuni accadimenti trovandoci nella narrazione di un pov ben diverso (molto diverso!) rispetto al precedente.

I fan della serie rimarranno colpiti quando conosceranno l’identità della donna che era presente nel cantiere, un personaggio ben conosciuto e di solito odiato da chi segue Will Trent. L’intera serie ha spesso ospitato protagonisti in grado di dividere i lettori, e se ci pensiamo lo stesso agente Trent non è esattamente la tipica figura di eroe che piace e convince fin dal primo momento.

Come al solito e forse più del solito c’è un’ottima gestione di atmosfera e paesaggio da parte di Karin Slaughter, con Atlanta che diventa sempre più definita, personale e particolare ed è ormai a tutti gli effetti un “personaggio” chiave in questo ciclo.

Per quel che ci riguarda, vuoi per l’intensità di rivelazioni e colpi di scena, vuoi per la tenuta della trama e vuoi ancora per il minuzioso lavoro di raccordo con vari elementi sparsi per i precedenti volumi, Scia di sangue è uno dei migliori romanzi della serie di Will Trent.

Scia di sangue – Karin Slaughter

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