Piuttosto il diavolo di Ian RankinUn nuovo romanzo di Ian Rankin è sempre notizia graditissima nel nostro Café: Piuttosto il diavolo arriva sugli scaffali italiani dopo essere stato pubblicato a fine 2016 in lingua originale con il titolo di Rather be the Devil.
Il volume è pubblicato da Longanesi con la traduzione di Alberto Pezzotta.

Piuttosto il diavolo è il ventiduesimo titolo che l’autore scozzese dedica al suo personaggio più riuscito, John Rebus, e sono passati ben trent’anni da quel primo e fatidico Cerchi e croci, che in originale apparve nel 1987 (Knots and Crosses) e che nel 2001, quando fu portato in Italia sempre da Longanesi, ci fece immediatamente innamorare della prosa di questo scrittore.

Trent’anni sono tanti; trent’anni di scrittura a questo livello oltre a essere tanti sono anche un fenomeno molto raro, e non possiamo che essere contenti del fatto che Ian Rankin assomigli in definitiva ai whisky della sua terra: migliora invecchiando.
Trent’anni sono anche un’altra cosa: un sacco di ricordi, un cumulo di memorie. E sono proprio i ricordi che non lasciano in pace John Rebus, come se avesse bisogno di guai appartenenti al passato oltre a quelli del presente.
Andiamo a scoprire qualche elemento della trama di Piuttosto il diavolo.

Sono trascorsi quattro decenni dalla morte della bellissima, sensuale e provocante Maria Turquand, moglie di un uomo molto importante nel campo della finanza, e quella scomparsa continua ancora a perseguitare John Rebus. La donna venne assassinata nella sua stanza d’albergo, in circostanze poco chiare, e la polizia non riuscì a far luce sul caso, che rimane tutt’ora insoluto.

Eppure Rebus non ha certo bisogno di occupare il cervello con vecchi casi: la scena criminale a Edimburgo è in gran fermento e offre molto su cui indagare, a partire dall’apparente fine del regno del nemico storico dello stesso Rebus, il boss malavitoso Big Ger Cafferty. A riempire il vuoto di potere arriva il giovane, aggressivo e capace Darryl Christie, che scopre immediatamente quanto sia difficile arrivare in cima alla piramide criminale.

La sua ascesa è infatti bloccata da un’indagine riguardante del riciclaggio di denaro e, mentre Christie appare in difficoltà, più di una persona nella capitale scozzese si chiede se Cafferty ormai appartenga realmente al passato o se stia semplicemente aspettando il momento giusto per ritornare.

Vincitore di un premio Chandler-Fulbright, dell’Edgar Award, di un Golden Dagger, di un Cartier Diamond Dagger e del premio alla carriera della Crime Writers’ Association, Ian Rankin è uno degli autori più apprezzati della scena crime contemporanea ed è in possesso di uno stile tanto personale quanto efficace, come si può capire anche solo dall’incipit di Piuttosto il diavolo:

Rebus posò forchetta e coltello sul piatto vuoto e si allungò sulla sedia, esaminando gli altri avventori del ristorante. «Lo sai? Una volta qui è stata uccisa una donna», disse.
«E poi dicono che il romanticismo è morto», commentò Deborah Quant, mollando la presa sulla bistecca. Rebus era stato lì lì per farle notare che usava il coltello con la stessa precisione con cui sezionava un cadavere con il bisturi. Poi si era ricordato dell’omicidio e lo aveva ritenuto un argomento di conversazione più indicato.
«Scusami», disse, mandando giù un sorso di vino rosso. Non che non servissero birra, in quel locale – aveva visto i camerieri portarne più di un boccale ai tavoli –, ma stava cercando di contenersi.

Piuttosto il diavolo – Ian Rankin

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