Pilgrim - Terry HayesUscito con l’ambizioso claim Dimentica i thriller che hai letto finora: Pilgrim cambia le regole del gioco, il romanzo di Terry Hayes edito da Rizzoli e intitolato appunto Pilgrim è oggetto della nostra recensione odierna. Un’anticipazione? Bellissimo.

NOME IN CODICE: Pilgrim. MISSIONE: neutralizzare Il Saraceno. MINACCIA: possibile epidemia di Variola major. PERCENTUALE DI RIUSCITA DELL’OPERAZIONE: tendente a zero. ESITO MISSIONE? Top secret!

Titolo: Pilgrim (I am Pilgrim)
Autore: Terry Hayes
Editore: Rizzoli
Traduttori: Laura Bortoluzzi e Silvia Cavenaghi
Anno: 2013

Un’arma batteriologica di impressionante virulenza è stata concepita da una solitaria mente terroristica, il Saraceno, che è pronto ad inocularla nel cuore dell’odiata America. Le possibilità che Scott Murdoch, nome in codice Pilgrim, riesca a disinnescare una minaccia di tale portata sono flebili, ma lui è il migliore, l’unico che il suo capo Whisperer reputi possa avere qualche chance di riuscita. Il fallimento sarebbe comunque inevitabile se Pilgrim non riuscisse a collegare il Saraceno ad un brutale omicidio nell’Eastside, ad una località sperduta sulle coste turche, ad un’esecuzione avvenuta anni prima in Arabia Saudita. Anche se portasse a termine questa missione salvando la vita, però, Pilgrim avrebbe un ulteriore problema: riuscire a scomparire per sempre.

Pilgrim è un romanzo talmente avvincente e ben costruito da poter rivaleggiare con i giganti della spy story della letteratura anglosassone, forte di una storia convincente, di una trama solida, infarcita di colpi di scena, di personaggi coerenti e di uno stile impeccabile. Analizziamoli singolarmente.

LA STORIA
“…Mi resi conto che stavamo dando la caccia a un nuovo tipo di terrorista. Vidi il futuro e capii che il tempo dei fondamentalisti e dei fanatici era finito. Nella loro scia stava affiorando una nuova generazione, e l’uomo del vaiolo, altamente istruito ed esperto di tecnologia, probabilmente era il primo. Gli abitanti delle caverne con le loro cinture di esplosivo e gli aerei passeggeri convertiti in missili apparivano come una connessione analogica. Quell’uomo invece era a banda larga.” (pag. 420)

Dopo gli attentati dell’11 settembre il popolo americano ha dovuto fronteggiare lo sgomento di essere diventato vulnerabile sul proprio territorio. Facendo serpeggiare quel terrore atavico lungo tutta la narrazione, Terry Hayes costruisce un thriller di rara efficacia, amplificando la percezione che la minaccia costruita dal suo perfido personaggio possa diventare oltremodo reale.

“E’ la pura verità: senza un vaccino efficace, nessun Paese al mondo potrebbe sopravvivere a un attacco terroristico sferrato col vaiolo, nemmeno un Paese con 310 milioni di abitanti, responsabile di oltre il 50 per cento della ricchezza mondiale, dotato di armamenti nucleari tali da poter distruggere il pianeta cento volte, con più premi Nobel per la scienza e la medicina di qualunque altra nazione sulla faccia della terra.” (pag. 320)

Un’epidemia terribile potrebbe minare dalle fondamenta la nazione più potente del mondo. Come non esserne sconcertati?

LA TRAMA
Per descriverla prenderò a prestito l’immagine dell’elica del DNA umano: le basi azotate sono in fondo solo quattro, le combinazioni delle loro sequenze praticamente infinite, e quando si congiungono tra loro i due filamenti, compongono un essere unico.

Pilgrim, il suo capo, il poliziotto di New York e sua moglie Marcie, combinandosi con il Saraceno, la poliziotta turca, il mafioso greco e l’assassina dell’East Side creano intrecci strabilianti, dando vita ad una trama che si avvita su sé stessa per buona parte della narrazione ma che, nelle ultime duecento pagine, si srotola con una facilità estrema, anche grazie ad una quantità davvero rimarchevole di indizi disseminati nel libro che, disvelandosi via via, si ricongiungono in maniera coerente. Il finale (in parte) aperto non mi ha soddisfatto del tutto, ma è nell’ordine delle cose che un personaggio così pregnante e uno dei suoi più abili antagonisti non possano scomparire di scena al primo romanzo.

“E sotto quella volta celeste, mentre navigavo sul mare color del vino, mi resi conto che ero nato per quel mondo, che il mio destino era essere un agente segreto. Non l’avevo scelto, non l’avevo mai davvero voluto, ma era ciò che mi era toccato. Avevo cominciato quel viaggio pensando che fosse un peso, e quella notte capii che era un dono.” (pag. 888).

Chiaro, no?

I PERSONAGGI
“Ero un candidato perfetto per il mondo dello spionaggio. Ero in gamba, ero sempre stato un solitario e avevo una ferita profonda nell’anima.” (pag. 35)

Che lo si chiami Scott Murdoch, Brodie David Wilson o Michael John Spitz, poco importa, Pilgrim è un personaggio talmente vivido che difficilmente riuscirete a dimenticarlo. Ci spiega le sue motivazioni, i suoi movimenti, le sue ansie e le sue paure, mettendo a nudo la sua anima prima che l’arma nella fondina sotto l’ascella. E i lettori, attraverso la scrittura fluida di Hayes, riescono ad immedesimarsi in lui, riuscendo a percepirne addirittura l’incrinatura della voce per la fatica o il dolore (emblematico è l’Io…sono…Pilgrim di pag. 853: arrivate fin laggiù e capirete di cosa sto parlando…). Ma l’antagonista non è da meno.

“Saraceno significa arabo […] Se torniamo ancora più indietro nel tempo scopriremo che una volta voleva dire nomade. Tutte queste definizioni gli calzavano a pennello.” (pag. 105)

Anche del Saraceno, Hayes ci permette di conoscere a fondo i dolori del passato, le distorsioni della sua cultura e della sua religione. Conoscere il proprio nemico è fondamentale per batterlo, ma penetrarne la mente per far affiorare le debolezze, riaprire vecchie ferite e farle sanguinare è un’abilità psicologica che l’Autore dona solo a Pilgrim. E se per Pilgrim il buio della paura è rappresentato dalla tortura fisica, per il Saraceno sarà una forma particolare d’amore, chiave di volta del proprio destino e di tutta l’umanità, tenuta sotto scacco dalla sua minaccia.

Una volta riposto il tomo in libreria, però, vi assicuro che non cadono nell’oblio neanche i comprimari: l’eroe delle Torri gemelle (“Come per New York, fu il momento più buio di Bradley e la sua ora più fulgida”), la spietata assassina (“Era la migliore che avessi mai incontrato”) e il capo della CIA, invidioso della bravura del suo uomo (“Nonostante la studiata indifferenza di Whisperer, nonostante i suoi anni di esperienza e il suo enorme talento, l’avevo scioccato al punto di fargli perdere la voce”).

LO STILE
“Per quanti anni possano passare, anche se fossi fortunato e trascorressi una vecchiaia felice, per me sarà sempre il Saraceno. Era il nome in codice che gli ho dato all’inizio e ci ho messo così tanto a cercare di scoprire la sua vera identità che mi è difficile pensare a lui con un altro nome.” (pag. 105)

Hayes si caratterizza per l’uso “sfrontato” della prima persona singolare. E’ chiaro come il sole fin dalle prime pagine, infatti, che Pilgrim salverà la vita e scoprirà da dove arriva la minaccia e in tutta onestà all’inizio del romanzo questo aspetto mi ha molto infastidito. Un thriller che si rispetti dovrebbe mantenere intatti fino alla fine i pilastri della sua struttura. Ma il pregio del romanzo di Hayes è nel ritmo, talmente serrato nelle cento cartelle finali da costringerti a macinare pagine su pagine senza aver il tempo di far affacciare dalla porticina della coscienza la parte critica del sé del recensore.

Inoltre, la prosa è talmente scorrevole da porre in secondo piano un altro piccolo, piccolissimo, marginale particolare: il numero totale della pagine, una cifra a tre cifre imbarazzante anche da scrivere, ma che Hayes trasforma in maniera magistrale in intrattenimento puro. Il ché contribuisce a rendere l’esordio nella narrativa di Terry Hayes un vero successo.

NotedellaRossa

“Alla fine il tenente Bradley avrebbe avuto la mia vita nelle sue mani, ma al momento lo stavo mandando al diavolo in silenzio.” (pag. 156) “Era l’unica cosa che avrebbe potuto spiegare l’angoscia della donna e la rabbia del Saraceno… Bradley ce l’aveva fatta!” (pag. 828)

SOTTOLINEATO perché è un esempio di quei raccordi della trama che funzionano alla perfezione anche a distanza di quasi 700 pagine!
“Chiesi ad Anton un caffè e mi concentrari sui musicisti. Era il bassista che mi interessava: si chiamava Ahmut Pamuk.”

CASSATO perché … il bassista in questione è un turco scorbutico, diffidente e doppiogiochista (Pilgrim gli ferirà anche una mano con un coltello pur di farlo parlare). E’ singolare che si chiami Pamuk come lo scrittore turco. Una coincidenza troppo evidente per essere non voluta. Invidia… da Nobel?

Curiosità sul libro
Terry Hayes è un esordiente per modo di dire. Sceneggiatore di film del calibro di Mad Max e Cliffhanger – tanto per citarne solo un paio – nei ringraziamenti finali del libro ha dichiarato di aver già incaricato il suo agente di vendere i diritti cinematografici di Pilgrim. Mi piacerebbe molto che i panni di Pilgrim li indossasse Ryan Gosling, attore dal volto sufficientemente glaciale per interpretare una spia e che come corporatura ed età corrisponde anche al personaggio. In ogni caso, credo che non bisognerà attendere a lungo prima di potersi accomodare in poltrona al  cinema, con in grembo un enorme contenitore di pop corn.


Del romanzo vi riportiamo l’incipit:

Ci sono luoghi che ricorderò per tutta la vita. La Piazza Rossa percorsa dall’ululato di un vento torrido, la camera di mia madre sul lato sbagliato della 8-Mile, i giardini a perdita d’occhio della dimora di una famiglia adottiva, un uomo che aspetta di uccidermi nascosto in un mucchio di ruderi noto come il Teatro della Morte.
Ma niente è marchiato a fuoco nella mia memoria come la stanza di un palazzo senza ascensore di New York: tende logore, mobili da quattro soldi, un tavolo coperto di tina e altre droghe. A terra, accanto al letto, una borsa, mutandine nere sottili come un filo interdentale e un paio di Jimmy Choo tacco 15. Non c’entrano niente con questo posto, come la loro proprietaria. È nel bagno, nuda, la gola squarciata, a faccia in giù in una vasca piena di acido solforico, il principio attivo di molti prodotti che si possono comprare in qualunque supermercato.
Sul pavimento sono disseminate decine di flaconi vuoti: Drainbomb, c’è scritto sull’etichetta. Indisturbato, mi metto a esaminarli uno a uno. Hanno tutti il cartellino del prezzo attaccato. Per non dare nell’occhio l’assassino li ha comprati in venti negozi diversi. L’ho sempre detto che è difficile non ammirare un piano ben progettato.
La camera è nel caos, il rumore è assordante: le radio della polizia stridono a tutto volume, gli assistenti del medico legale urlano chiedendo aiuto e una donna ispanica singhiozza in un angolo. Anche se una vittima non ha nessuno al mondo, c’è sempre qualcuno pronto a piangere per lei davanti a una scena del genere.
La ragazza nella vasca è irriconoscibile. Dopo tre giorni nell’acido è sfigurata. Faceva parte del piano, credo. L’assassino le ha bloccato le mani con gli elenchi telefonici. L’acido ha sciolto non solo le impronte digitali, ma anche quasi tutto il metacarpo. A meno che la scientifica non sia così fortunata da trovare una corrispondenza con le impronte dentali, ci metterà un sacco di tempo a dare un nome al cadavere.

A seguire potete vedere il booktrailer. E vi salutiamo con la raccomandazione di leggerlo.

Pilgrim – Terry Hayes

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