Salvatore Paci - La collezionista
Romanzo thriller Peter Schiera
Serial killer in coppia

In due si uccide meglio: il mio libro dedicato alle coppie di serial killer


Il criminale sessuale sadico (parte 3)

Pubblichiamo oggi la terza parte dell’articolo Il criminale sessuale sadico tratto dall’FBI Law Enforcement Bulletin, febbraio ’92.

***

La crudeltà durante il crimine.
Anche se un gran numero di crimini contiene elementi di crudeltà, gli atti compiuti non sono necessariamente da ricondurre a una natura sadica sessuale.

Caso: Due uomini, recentemente evasi da una prigione statale, catturarono una giovane coppia e la portarono in un’area isoltata. Dopo aver stuprato ripetutamente la donna, picchiarono entrambi gli ostaggi e li rinchiusero all’interno della loro auto. Quindi diedero fuoco alla macchina e lasciarono che morissero tra le fiamme.
Anche se questi soggetti inflissero intenzionalmente sofferenze fisiche e psicologiche alle vittime, non c’è niente che indichi un’eccitazione sessuale. Picchiarono la coppia dopo lo stupro e se ne andarono mentre le vittime urlavano e imploravano pietà. Dei sadici sessuali sarebbero stati stimolati dal loro tormento e sarebbero rimasti a godersi la scena fino a che non fosse tutto finito.

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Articolo protocollato da Thriller Cafe | 17 ottobre 2011 | Commenti disabilitati |

Gli sbirri hanno sempre ragione – André Héléna

Su Thriller Café oggi la recensione a Gli sbirri hanno sempre ragione di André Héléna. Romanzo pubblicato in Italia nel 2009 da Aìsara, si tratta dell’opera d’esordio dello scrittore francese e dell’ottava edita nel nostro paese dopo la sua riscoperta avvenuta nel 2008 con Il gusto del sangue (l’ultimo libro per ora tradotto è Il bacio della vedova). Un ottimo romanzo che vi consigliamo di leggere…

Titolo : Gli sbirri hanno sempre ragione
Autore: André Héléna
Editore: Aìsara
Anno di pubblicazione: 2009
Pagine: 175

Trama in sintesi:
Théophraste Renard, per gli amici Bob, è appena uscito di galera dopo aver scontato una pena per furto con scasso. Stanco di vivere come un delinquente cerca un lavoro e sogna una vita tranquilla ma reinserirsi nella società per lui è quasi impossibile. Prima alloggia in un bordello clandestino, fa girare la testa a una prostituta, diventa gigolò di una cinquantenne insaziabile, poi finalmente riesce a trovare un lavoro onesto, ma all’improvviso le cose si complicano. Forse perché quel divieto di soggiorno che si porta appresso è per lui come una seconda condanna, o forse perché lo Stato non è altro che un’organizzazione repressiva, gli sbirri degli aguzzini, e un pregiudicato, in quanto “capace del fatto”, è per tutti colpevole.
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Articolo protocollato da Cristiano Idini | | Lascia una deposizione |

Action: l’azione in digitale firmata Stefano Di Marino & co.

Non sono solito parlare di pubblicazioni in digitale, poiché sono molto legato all’oggetto fisico “libro”, ma oggi faccio ben volentieri un’eccezione per Action, rivista dedicata all’azione, o meglio Il magazine digitale della grande Avventura. Dietro questo progetto, la mente e la mano che non trema di Stefano Di Marino, che ha raccolto attorno a questa iniziativa diverse firme ben note agli amanti dell’action, da Andrea Carlo Cappi a Cristiana Astori a Giovanni Zucca a Lucius Etruscus, giusto per citarne qualcuno.
Un progetto ambizioso che lui stesso descrive così:
“Action è una rivista che porta fortemente la mia firma, il mio gusto. La passione, il ‘ cuore’ è una caratteristica dei miei lavori e anche in questa occasione non poteva essere diversamente. Ne sono orgoglioso forse anche di più dei romanzi a firma mia perché è un lavoro corale. Per il primo numero ho voluto con me gli amici e i collaboratori più cari, quelli che sempre sono al mio fianco in tutte le battaglie. Con i racconti lunghi e brevi, con i reportage che spaziano dalla storia della Corrida, ai Commandos, dal Giappone agli sport da combattimento, dai fumetti alla Tv e ovviamente anche ai giochi. Sicuramente Action è un prodotto specifico per il pubblico di Segretissimo, ma non si tratta di un ghetto”.
A contraddistinguere dunque questo progetto, quindi, una varietà di tematiche e forme comunicative che sicuramente sapranno soddisfare diversi gusti. Per 2,90€ credo che di roba ce ne sia (123 pagine) e di qualità senza dubbio ce n’è altrettanta. Un tentativo vi consiglio di farlo, poi se vi piace e seguite anche i numeri successivi, può essere che ci troviate pure il sottoscritto…
Manca qualcosa? Ah, sì, puntate subito dritti sul sito di DBooks!

Articolo protocollato da Thriller Cafe | 14 ottobre 2011 | Lascia una deposizione |

Intervista a Gianluca Ferraris

Gianluca FerrarisOspite oggi al Thriller Café Gianluca Ferraris, autore di Gioco sporco, recensito sulle nostre pagine qualche settimana fa. Abbiamo scambiato due chiacchiere con lui: ecco cosa n’è uscito.

[D]: Com’è nato Gioco sporco?
[R]: Il libro nasce dall’osservazione di un fenomeno molto diffuso ma poco raccontato: la presenza e la pervasività della criminalità organizzata nel mondo del gioco, non solo in quello illegale. Una tendenza che, dopo alcuni anni di disorientamento da parte dei clan colpiti dalla repressione e dalla regolamentazione del mercato, adesso è esplosa di pari passo con l’aumento degli scommettitori e delle possibilità di gioco.

[D]: Da dove hai preso l’ispirazione?
[R]: Dalla vita di tutti i giorni, come dovrebbe sempre accadere per un romanzo di questo tipo. Da decine di sentenze e ordinanze di custodia cautelare che mi sono passate sotto gli occhi negli ultimi anni, che sembravano sceneggiature fatte e finite di un B-movie di mafia. Dal bar sotto casa mia dove prima di riuscire a pagare il caffè, la brioche, le sigarette, ti tocca fare a sportellate con la massaia che gioca al Superenalotto, con l’operaio che cerca un Gratta&Vinci qualsiasi, con lo studentello che prova ad azzeccare i risultati delle partite. Stanno lì, tutti in fila per comprarsi un pezzo di sogno a buon mercato. E sui loro sogni speculano in tanti.

[D]: In quanto tempo hai scritto il libro?
[R]: Molti si stupiscono quando rispondo che ci ho messo poco più di tre mesi. In realtà la raccolta dei materiali ha richiesto più tempo, ma una volta ideata la struttura sono andato avanti velocemente. Poi facendo il giornalista sono per natura abituato a lavorare in fretta, con la differenza fondamentale che scrivere un libro ti permette a volte di andare a braccio: ci si sfoga e ci si diverte molto di più.

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Articolo protocollato da Ivo Tiberio Ginevra | 13 ottobre 2011 | Lascia una deposizione |

La memoria del topo – Micheal Connelly

La memoria del topo - ConnellyRecuperiamo oggi su Thriller Café un romanzo che ha segnato la nascita di un grande narratore della scena thriller, Micheal Connelly: La memoria del topo, vincitore del prestigioso Edgar Award for Best First Novel: un battesimo importante per il protagonista del romanzo, il detective Hieronymous “Harry” Bosch, a cui, in seguito, l’autore ha dedicato numerosi altri romanzi.

Titolo: La memoria del topo
Autore: Micheal Connelly
Editore: Piemme
Anno: 2001
Traduttore: Pasetti M. C.

Bosch è un detective della divisione Hollywood, noto piantagrane tra i colleghi e i superiori, per via di una vecchia storia che come conseguenza professionale ha avuto l’allontanamento dalla prestigiosa unità rapine e omicidi di Los Angeles, ma anche una cospicua fama che li ha fruttato un bel po’ di denaro.  La storia ha inizio la domenica precedente al Memorial Day, giorno dedicato alla memoria dei caduti in Vietnam: Bosch viene chiamato per il ritrovamento di un cadavere in un condotto, sulla strada della diga Mullholland. All’apparenza sembra un semplice caso di morte per overdose, ma Bosch riconosce il corpo grazie ad un tatuaggio, uguale al suo. Si tratta di Billy Meadows, un fantasma del suo passato di combattente  in Vietnam: appartenevano entrambi, insieme ad altri, alla squadra dei topi delle gallerie, un nome con cui si indicavano i soldati specializzati nelle ricerche attraverso le labirintiche gallerie utilizzate come rifugi da parte dei vietcong. Potrebbe essere una coincidenza che proprio Bosh sia stato chiamato per questo caso “semplice”, ma Bosch non crede alle coincidenze. Inizia così una settimana difficile per il detective Harry Bosch: l’indagine sull’assasinio di Meadows lo trascinerà in una girandola di eventi che metteranno in gioco non solo la sua vita, ma anche i suoi sentimenti e le sue paure di dover  fare i conti con i demoni del suo difficile passato.
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Articolo protocollato da Chiarastella | 12 ottobre 2011 | 2 deposizioni |

Salto d’ottava – Antonio Paolacci

salto d'ottava - paolacciSu Thriller Café recensiamo oggi Salto d’ottava, romanzo di Antonio Paolacci edito lo scorso anno da Perdisa. Senza dubbi, un’ottima lettura. Se volete sapere perché, eccovi serviti…

Titolo: Salto d’ottava
Autore: Antonio Paolacci
Editore: Perdisa Pop
Anno: 2010

Trama:
È la parodia di un ragazzo. Fantoccio deforme, sporco di se stesso, adagiato nella polvere bagnata, ma soprattutto immobile, e questo sì che è strano: Chiunque sia, non muoverà più un dito, mai più, ha finito di svegliarsi la mattina, ha finito di allacciarsi le scarpe. E siccome gli somiglia – stessa taglia, stesso modo di vestire – allora ecco cosa fa la paura più del sangue e delle altre schifezze: l’identità del morto.
Un uomo e un ragazzo. Ventiquattro ore per entrambi. Un cadavere di adolescente in una fabbrica abbandonata.
L’uomo è un produttore cinematografico preda di una strana forma di smarrimento. È un uomo che ha atteso, che attenderà fino all’ultimo istante.
Il ragazzo è un sedicenne affascinato dalla cultura dello skateboard. Quando s’imbatterà nel cadavere di un suo coetaneo, sarà l’inizio delle domande. Omicidio? Incidente? E scoprirlo, importa davvero? Sullo sfondo, una sessualità vissuta di nascosto: incontri anonimi, trasgressione e prostituzione s’incrociano a un’eloquente poetica delle persone qualunque.

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Articolo protocollato da Ivo Tiberio Ginevra | 11 ottobre 2011 | Lascia una deposizione |

Alfredo Colitto vince l’Azzeccagarbugli 2011

Il libro dell'angelo - Alfredo ColittoMi è giunto ieri il comunicato stampa dell’assegnazione ad Alfredo Colitto dell’Azzeccagarbugli 2011 e la riporto oggi con piacere, stimando l’autore sia per le qualità da scrittore che umane. Per Colitto la vittoria è giunta dopo che già l’anno scorso era stato tra i finalisti (l’aveva poi spuntata Marco Vichi) e si aggiunge a quella nel Premio Mediterraneo del giallo e del noir conquistata nel 2010. Assieme alla sua affermazione, mi piace vedere al terzo posto un altro autore che apprezzo particolarmente: Giancarlo Narciso, con il suo recente Otherside.

Qui di seguito uno stralcio del comunicato:
Il Premio è stato assegnato a Alfredo Colitto con ‘Il libro dell’angelo’ (Piemme) con 481 voti; secondo classificato Marco Malvaldi con ‘Il re dei giochi’ (Sellerio) con 379 voti; terzo classificato Giancarlo Narciso con ‘Otherside’ (Perdisa) con 333 voti e quarto Fulvio Ervas con ‘Finche’ c’è prosecco c’è speranza’ (Marcos y Marcos) con 295 voti.
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Articolo protocollato da Thriller Cafe | 9 ottobre 2011 | Lascia una deposizione |

Premio Hadrianus 2011 a Maurizio De Giovanni

Mi è giunta comunicazione di questo premio alcuni giorni fa da Luigi De Pascalis, poi tra mille impegni ho dimenticato di parlarne: oggi rimedio, riportando anche su Thriller Café la notizia già diffusa da altri siti dedicati al giallo e al thriller (tra cui Angolo Nero della sempre puntuale Alessandra Buccheri).
Come avete letto dal titolo, a spuntarla è stato Maurizio De Giovanni, che al Camaiore e al Nebbia Gialla aggiunge anche questo nuovo Premio Hadrianus, il giallo e il nero.
Ma di cosa si tratta? Il premio fa parte del progetto culturale Book&Wine, Tarquinia, i libri, il vino promosso dal 2010 dall’Università Agraria di Tarquinia e affidato alla direzione artistica di Luigi De Pascalis.
Alla sua assegnazione si è arrivati attraverso una laboriosa selezione.
Inizialmente venti prestigiose firme della narrativa, del giornalismo e dell’editoria italiani (tra cui Altieri, Bernardi, Buticchi, Carofiglio, De Cataldo, Varesi) hanno indicato il giallo o noir di maggior interesse pubblicato nel 2010. Ne è venuta fuori una lista di sedici romanzi scritti in lingua italiana da autori italiani o stranieri.
Contemporaneamente la Giuria tecnica ha apprestato un elenco di case editrici distintesi nella pubblicazione di gialli o noir.
In seguito, dal confronto tra le due selezione, la Giuria tecnica ha stilato la lista dei sei libri partecipanti alla prima edizione di Hadrianus, il giallo e il nero e l’ha passata alla Giuria popolare. Nei mesi successivi, ultimata la lettura dei testi, la Giuria tecnica ha provveduto a stilare l’elenco dei tre autori ed editori finalisti ed ha individuato il testo di “Un libro per il cinema”. Mentre, in assoluta autonomia, la Giuria popolare ha individuato il libro da premiare tra i sei proposti.
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Articolo protocollato da Thriller Cafe | 6 ottobre 2011 | Lascia una deposizione |

Drive – James Sallis

Drive - James SallisLa segnalazione di oggi qui al Thriller Café è per un romanzo da cui è stato di recente tratto un film che ha fruttato al suo regista Nicholas Winding Refn la Palma d’oro al Festival del cinema di Cannes. Il titolo in questione, ovviamente, è Drive, di James Sallis, edito qui in Italia da Giano con traduzione di Luca Conti (sul cui blog vi segnalo questa interessante intervista/chiacchierata con Sallis). Drive era già stato edito nel nostro paese nel 2006, ma chiaramente l’uscita del film ha condotto a una nuova edizione.
Per chi non conoscesse né la pellicola né il libro, ve ne riporto la trama:

La stanza di un Motel 6 a nord di Phoenix, la tarda luce dell’alba che preme alla porta e alle finestre, i rumori del traffico dalla vicina autostrada, il lamento di qualcuno che piange nella camera attigua. E una pozza di sangue che avanza, lenta, inesorabile… Tre cadaveri in un mare di sangue: questa è la scena che si presenta agli occhi di Driver, che ha una sola soluzione davanti a sé: la fuga. Lui non ha avuto nessuna parte nel crimine. Lui non spara, lui non porta armi. E lo ha anche detto senza mezzi termini ai suoi complici: “Io non partecipo, non so nulla, non ho armi. Io guido. Nient’ altro”. Quelli, i complici, avevano un buon colpo tra le mani e cercavano un autista. Un lavoretto da niente per chi è uno dei migliori stuntman di Hollywood, capace di scene da cardiopalma, di giri della morte e di incredibili acrobazie su due ruote. Un lavoretto, però, finito male. Con tre cadaveri nella stanza di un motel e duecentocinquantamila dollari che ora scottano tra le mani di Driver. Lo stuntman si ritrova con una taglia sulla testa e una domanda martellante: chi ha fatto il doppio gioco e ora lo vuole morto? Per dare una risposta e salvarsi la pelle, si trasforma in un uomo in fuga, tra l’Arizona e Los Angeles, costretto a uccidere chi costituisce una minaccia e sicuro soltanto della sua Dodge, vecchia di dieci anni ma resistente come un carrarmato.Ma la fuga, si sa, è anche l’occasione per ripercorrere le tracce della propria esistenza.
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Articolo protocollato da Thriller Cafe | 5 ottobre 2011 | Lascia una deposizione |

La Faccia Nascosta della Luna – Carlo Lucarelli

La faccia nascosta della luna - Carlo LucarelliNon solo serial killer in coppia nel libro recensito oggi in ThrillerCafé True Crime. Parleremo infatti de La faccia nascosta della luna, ultimo saggio di Carlo Lucarelli che analizza delitti nel mondo della musica e del cinema e dintorni.

Titolo: La faccia nascosta della luna. Storie di delitti e misteri tra musica, cinema e dintorni
Autore: Carlo Lucarelli
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2009
Pagine: 218

Trama in sintesi:
Il mondo dello spettacolo e i suoi lati oscuri. L’ultimo saggio di Carlo Lucarelli presenta 39 storie di attori e cantanti entrati nella leggenda (nera)
di cinema e musica. Dal misterioso caso della Black Dahlia che mise a dura prova la polizia di Los Angeles negli anni ’40, all’inquietante serie di incidenti che coinvolsero la Porsche di James Dean subito dopo la sua morte. Dall’incredibile numero di star scomparse all’età di 27 anni, che fanno pensare a una sorta di “maledizione”, all’omicidio di John Lennon. Dai terribili massacri compiuti dalla “famiglia” di Charles Manson, all’intricato caso giudiziario che ha avuto per protagonista O.J. Simpson, accusato dell’assassinio della sua ex moglie. Marilyn e Elvis sono vivi? Il Joker ha ucciso Heath Ledger? Kurt Cobain si è davvero suicidato o è stato vittima di un “delitto perfetto”? Nonostante sia stato detto tutto e il contrario di tutto, i misteri che coinvolgono le celebrità rimangono nell’immaginario collettivo, nutrendosi della curiosità dei fans e alimentando per sempre il mito.

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Articolo protocollato da Jade | 4 ottobre 2011 | Commenti disabilitati |


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