In due si uccide meglio: il mio libro dedicato alle coppie di serial killer
Arriva per Salani in Italia, Le porte dell’Inferno si sono aperte (The Gates), romanzo di John Connolly destinato a un pubblico giovane ma apprezzato in patria e negli Stati Uniti anche da lettori più maturi.
Della sua pubblicazione in lingua originale avevamo già detto tempo fa, qui al Thriller Café, ma per chi non la ricordasse ne riporto di nuovo la trama:
In The gates il protagonista è il giovane Samuel Johnson, che assieme al suo bassotto Boswell è impegnato in una tre giorni di “dolcetto-o-scherzetto” prima Halloween. Girando per le strade in cerca di dolciumi, i due scoprono le stranezze che accadono al numero 666 di Crowley Avenue.
Qui gli Abernathys non intendono far certo danni, flirtando con il satanismo, ma i loro riti si trovano a coincidere con un problema di funzionamento del “Large Hadron Collider”, il grande acceleratore di particelle del CERN di Ginevra. Si crea così un buco nel cosmo, un buco attraverso il quale si possono intravedere due enormi cancelli…
Le porte per l’inferno, da cui esseri terrificanti sono pronti a uscire.
Certo non si tratta di un thriller ed è pensato per i ragazzi, ma sono pronto a scommettere che sia godibile a tutte le età. Chi si lascerà tentare dal gettare uno sguardo oltre i cancelli dell’Inferno?
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Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la rassegna Trastevere Noir, che da giovedì 24 a domenica 27 giugno tingerà di noir la zona di Trastevere, con incontri a tema libri e proiezioni cinematografiche. Tutto si terrà presso il Museo di Roma in Trastevere (l’ingresso è gratuito).
Il programma, che riporto qui di seguito, prevede la partecipazione di autori del calibro di Carlo Lucarelli, Giancarlo De Cataldo, Massimo Carlotto, giusto per citare i nomi più noti. Nel dettaglio, in ogni caso, la manifestazione sarà articolata così:
* 24 giugno, ore 21.00
Incontro con Carlo Lucarelli
a seguire proiezione de Il mostro di Firenze – lo speciale
* 25 giugno, ore 21.00
Incontro con Giancarlo De Cataldo e Giorgio Ballario
a seguire proiezione di Il massacro di Novi Ligure, La vendetta del branco, Il progetto di Piero Maso
* 26 giugno, ore 21.00
incontro con Margherita Oggero e Angelo Langè
a seguire proiezione di La mantide assassina, Il cacciatore di anoressiche, L’enigma di Marta Russo
* 27 giugno, ore 21.00
Incontro con Massimo Carlotto e Vins Gallico
a seguire proiezione di Le ragazze di Satana, Il delitto di Cogne
Torna Patrick Robinson nelle librerie italiane: dal 1 Luglio sarà in libreria il suo L’attentatore (ed. Longanesi, traduzione di Paolo Valpolini). Investito di etichette tanto lusinghiere quanto scomode (“La risposta inglese a Tom Clancy”, Bookseller; “Il nuovo Frederick Forsyth”, The Guardian), Robinson è di certo uno degli esponenti più in auge al momento nel genere del thriller militare e Diamondhead (questo il titolo originale) in patria ha avuto un buon successo. Sarà apprezzato lo stesso anche qui da noi? Chissà; intanto, io ve ne riporto la trama.
Mack Bedford è una macchina da guerra implacabile. Ma dopo aver vendicato un sanguinoso attacco ai suoi compagni, subisce un processo il cui verdetto lo costringe ad abbandonare l’esercito. Tutto, a quel punto, gli crolla addosso: la carriera, la speranza, il suo innato senso di giustizia, nulla sembra più avere senso. Il ritorno nella sua casa nel Maine ha il sapore della sconfitta, ma lui non può permettersi di cedere: la vita di suo figlio Tommy è appesa a un filo, e l’unico modo per curare la rara malattia di cui è affetto è un costosissimo intervento chirurgico in una clinica svizzera. E se la vita del bambino ha il prezzo di un milione di dollari, l’unica opportunità che Mack ha di salvarlo è quella di accettare una proposta tanto inaspettata quanto rischiosa. Una missione che lo porterà ad affrontare un magnate dell’industria bellica, uno degli uomini più potenti d’Europa. E che lo costringerà a ignorare tutti i valori in cui ha sempre creduto, a indossare i panni di chi ha sempre disprezzato. A diventare un attentatore.
Sì, avete letto giusto: Leggere fa male, almeno stando a quanto dicono i loschi figuri presenti a questa rassegna che si terrà a Bocca di Magra dal 21 al 23 luglio e vedrà la partecipazione di scrittori del calibro di Luigi Bernardi o Barbara Baraldi, solo per citare qualche nome.
La notizia, per ora poco pubblicizzata, il sottoscritto l’ha appresa dalla sempre aggiornatissima Alessandra Buccheri, che stavolta l’ha avuta davvero di primissima mano, dato che sarà presente alla manifestazione in qualità di presentatrice.
Per qualsiasi informazione, quindi, il consiglio ovvio è: chiedete a lei e sarete soddisfatti!
E’ Manuale d’investigazione (titolo originale: Manual of detection) di Jedediah Berry il libro vincitore del prestigioso Hammett Prize 2010. La motivazione con cui gli è stato attribuito il premio è stata “per la sua eccellenza letteraria nel campo della crime fiction”, e il fatto che l’editore italiano sia Adelphi già fa intuire che l’opera abbia dei numeri al di là dell’aspetto “di genere”.
L’agguerrita concorrenza, con Megan Abbott e George Pelecanos (vincitore nel 2009) in primis, unita al fatto che questo premio va a fare il paio anche con il Crawford Award ricevuto a gennaio, rafforza in me l’idea che si tratti di un libro che qui da noi ha ricevuto finora meno attenzione di quanta ne meritasse.
Qualcuno di voi l’ha letto? Anche dando uno sguardo alle recensioni su IBS, devo dire che sono piuttosto curioso.
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Di questo Cartoline di morte avevo già detto qualche tempo fa rivelando dissidi tra James Patterson e Liza Marklund, strana coppia trovatasi per la prima volta a collaborare alla stesura di un romanzo. La data di quell’articolo era 1 aprile, e ovviamente si trattava di un pesce d’aprile: i due autori – almeno a quanto ne so – come minimo non hanno nulla a che ridire sulla partneship. Il libro sarà comunque pubblicato in America solo in agosto, quindi è difficile capire se i risultati di vendite sperati saranno confermati. Forse potrà essere un buon banco di prova proprio l’Italia: da noi il romanzo è in uscita in questi giorno per Longanesi (traduzione di Biavasco e Guani). La trama, per chi fosse curioso, è la seguente:
Sono giovani, belli, felici. Sono giovani coppie in viaggio di nozze, in giro per le più importanti capitali europee. Hanno tutta la vita davanti. Ma sono morti che camminano. Perché qualcuno li uccide e ricompone i cadaveri in pose enigmatiche, li fotografa con una Polaroid e poi invia la foto a un giornalista del quotidiano locale. Ma quel giornalista sa che cosa lo aspetta, perché pochi giorni prima ha ricevuto una cartolina dai killer, una cartolina di morte. Roma, Francoforte, Copenhagen, Parigi… e Stoccolma. Jacob Kanon, detective del NYPD, è l’unico sulle tracce dei killer, ma è sempre un passo indietro. Eppure non si arrende, non può cedere, perché ha un motivo del tutto personale per fermare la strage. Ora, finalmente, è a pochi passi dalla soluzione. Stoccolma potrebbe essere l’ultima tappa della catena di omicidi. Tutto dipende da una giornalista svedese, la giovane e agguerrita Dessie. Lei ha ricevuto l’ultima cartolina di morte e solo lei può aiutare Kanon, prima che i killer mettano in atto una contromossa imprevista. 0 forse l’hanno già fatto?