In due si uccide meglio: il mio libro dedicato alle coppie di serial killer
Torna il fumetto su ThrillerCafé: oggi protagonista Devil, di Brian Michael Bendis e Alex Maleev.
Titolo: La Cupola & Scoperto
Autore: Brian Michael Bendis, testi; Alex Maleev, disegni.
Editore: Marvel, Panini Comics
Anno di pubblicazione: 2009
Pagine: 272
E’ da poco uscito nelle fumetterie il primo volume dell’arco narrativo di Devil, firmato dal prestigioso autore Marvel Brian Michael Bendis e da Alex Maleev ai disegni.
Un tomo poderoso che raccoglie due cicli completi, La cupola e Scoperto, che si collocano perfettamente nel solco noir che questo supereroe ha iniziato a percorrere dagli anni ottanta, quando a prenderlo in gestione fu un certo Frank Miller (sul quale segnaliamo questo libro).
Per chi non avesse dimestichezza con il mondo dei supertizi, e con Devil in particolare, ecco un breve sunto: Matt Murdock è un avvocato diventato cieco in seguito ad un incidente avuto da bambino, quando per salvare un uomo che stava per venire investito da un camion viene colpito agli occhi da una non meglio precisata sostanza chimica. Per una di quelle strane coincidenze su cui applichiamo con la massima fiducia il principio di sospensione dell’incredulità, l’incidente priva Matt della vista ma lo compensa acuendo tutti gli altri sensi a livelli superumani. Questo, unito ad un addestramento para-ninja ad opera del suo maestro Stick, lo spingono ad indossare un costume rosso e a combattere i criminali nelle vesti di Devil.
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La recensione di oggi è dedicata a Una tempesta qualunque, nuovo libro di William Boyd, da poco uscito in libreria per Giano. Una lettura piacevole, vi anticipo. Qua sotto vi dico perché…
Titolo: Una tempesta qualunque
Autore: William Boyd
Editore: Giano
Anno di pubblicazione: 2010
Traduttore: Morini M.
Pagine: 447
Trama in sintesi:
Adam Kindred è un climatologo americano arrivato a Londra per un colloquio di lavoro. Si ferma a pranzo in un ristorante italiano e qui incontra il dottor Philip Wang, immunologo, che poco dimentica una cartellina di plastica su una sedia. Sul biglietto da visita del medico, Adam trova l’indirizzo: decide allora di portargli i suoi documenti, ma quando arriva all’appartamento dell’uomo lo trova agonizzante, con un coltello piantato in corpo e la stanza da letto a soqquadro. La vita di Wang scivola via, quella di Kindred non sarà più la stessa.
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Gli Agatha Award, premi letterari assegnati ad autori di romanzi improntanti allo stile di Agatha Christie, hanno visto annunciati i finalisti per l’edizione 2009.
Le nomination nella categoria “miglior romanzo” sono le seguenti:
Swan for the Money by Donna Andrews (St. Martin’s Minotaur)
Bookplate Special by Lorna Barrett (Berkley Prime Crime)
Royal Flush by Rhys Bowen (Berkley Prime Crime)
A Brutal Telling by Louise Penny (Minotaur Books)
Air Time by Hank Phillippi Ryan (MIRA)
Riuscirà Louise Penny a bissare la vittoria dello scorso anno? Vi farò sapere.
Intanto, per le altre categorie vi rimando al sito dell’organizzazione: Malice Domestic Ltd
E’ una cosa che da un po’ mi frullava per la testa, inserire un canale video su ThrillerCafé, ma finora l’idea non era ancora diventata realtà soprattutto per questioni tecniche. Qualche giorno fa, però, mi è stata offerta una soluzione funzionale e poco impegnativa per realizzare la cosa: potevo farmela scappare? Chiaro che no!
E quindi, finalmente, da oggi parte ThrillerCafé Channel: una pagina in cui troverete un video player (presente anche in tutto il sito nella sidebar) che riprodurrà il filmato in programmazione al momento e da cui potrete richiamare eventualmente quelli già archiviati, navigandoli per categoria e ciascuno dotato di link a un articolo attinente presente sul sito.
Booktrailer, interviste di scrittori, trailer cinematografici, e forse ogni tanto il sottoscritto che parlerà di libri.
Vi piace la novità?
Buone visioni, oltre che buone letture, da ThrillerCafè!

Un coltello in un lago di sangue. Un uomo che si congratula per quanto ha fatto. Un killer, probabilmente. O forse qualcuno che s’è soltanto difeso? Solo una cosa è certa. La sospettavamo, adesso lo sappiamo. In Lullaby c’è morte e paura.
E presto ne sapremo di più…
In attesa di un suo nuovo romanzo, parliamo su ThrillerCafé di Micheal Connelly in qualità di curatore di Blue Religion, una raccolta di racconti uscita nei giorni scorsi per Piemme a tema “poliziotti”. Le firme sono varie, qualcuna nota, qualcuna meno: cito T. Jefferson Parker, E. D. Hoch, P. Robinson, P. Guyot, A. Burke, oltre allo stesso Connelly.
Il libro viene presentato così:
Cosa si prova quando si mette un assassino con le spalle al muro? Quando si smaschera un killer insospettabile? Quando si rende finalmente giustizia a una vittima da tempo dimenticata? Le storie raccolte in “Blue Religion” ci fanno entrare nel mondo e nella mente di chi affronta ogni giorno il crimine. Da Harry Bosch, alle prese con un caso che tocca nel vivo il suo ruolo di padre, al poliziotto in pensione che, soffrendo di Alzheimer, si precipita nel cuore della notte sulla scena di un delitto; dai due detective che raccontano qualche trucco del mestiere a un corso di scrittura creativa, all’agente che finisce degradato per non aver obbedito al suo capo corrotto: in tutte le storie, più dell’indagine in sé conta l’aspetto umano, la vita e il carattere di chi conduce quell’indagine e ne è inevitabilmente influenzato. Sono uomini e donne che sulla scrivania, al posto delle foto dei loro cari, hanno le immagini delle vittime i cui assassini sono ancora in libertà, a memento del lavoro mai finito. Sono agenti che per compiere la loro missione si muovono in equilibrio precario sul confine tra legalità e crimine, giustizia e vendetta, bene e male. Rischiando spesso di superarlo.
Personalmente non l’ho letto ancora, ma vi consiglio di dare un’occhiata agli interventi a riguardo su Pegasus Descending, che mi paiono come sempre puntuali e precisi.
Chi volesse esprimere un parere, dica pure qui sotto!
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