In due si uccide meglio: il mio libro dedicato alle coppie di serial killer
La notizia mi è arrivata direttamente dalla vincitrice, e trattandosi di un’amica non posso che pubblicarla con grande piacere: il premio Gran Giallo di Cattolica 2010 è stato assegnato a Monica Bartolini, per il suo racconto “Cumino assassino”.
Per la scrittrice romana il prestigioso riconoscimento arriva dopo una già notevole serie di piazzamenti in concorsi dedicati al giallo, da Giallo Carta a Carabinieri in giallo al Grangiallo a Castelbrando.
A lei, e agli altri finalisti del concorso Thriller Café tributa quindi i meritati complimenti, con l’augurio che si tratti non di un punto di arrivo, ma di partenza verso ancora più grandi traguardi.
Ps. parere personale, di Monica sono certo sentiremo ancora parlare…
Oggi su Thriller Café la recensione Le maschere della notte, di Pieter Aspe (intervistato qualche giorno fa): vecchi palazzi, canali, ponti e chiese medievali “raccontano” il lato oscuro di un’intera società.
Titolo: Le maschere della notte
Autore: Pieter Aspe
Editore: Fazi Editore
Anno di pubblicazione: 2010
Pagine: 297
Trama in sintesi:
Nel giardino di una dimora di campagna, a seguito dei lavori di ristrutturazione, la figlia dei nuovi proprietari rinviene lo scheletro di un essere umano. Il caso è affidato al commissario Van In che viene affiancato, nelle indagini, dalla sua compagna e sostituto procuratore Hannelore. Gli esami sullo scheletro portano alla luce svariati elementi interessanti. Si tratta di qualcuno che si è sottoposto a un intervento di chirurgia plastica e di ricostruzione dell’arcata dentale. E la casa, dalle ricerche effettuate, risulta essere stata la sede di un bordello di lusso, il Love, frequentato da personaggi illustri che vivevano e vivono nella città di Bruges (Belgio). Quando le indagini sembrano arrivate a un punto morto, senza via d’uscita, con qualcuno che vorrebbe anche insabbiarle, ecco allora che una serie di colpi di scena rimettono in moto la macchina istituzionale. E tra morti e reo confessi la cronaca riesce finalmente a conferire anche gli oscar del “disonore”.
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Per Fanucci è in uscita in questi giorni Icona, opera d’esordio di Gary Van Haas, pubblicata nel 1999 e solo ora giunta in Italia, nonostante la traduzione in 15 paesi. Accostato in qualche modo a Il Codice Da Vinci (comunque posteriore di quattro anni), Icona è un thriller dal ritmo sostenuto, in puro stile turn ‘n twist. La trama, come riportata in aletta di copertina, è la seguente:
Garth Hanson, artista di San Francisco alla ricerca di facili guadagni, accetta di collaborare con una spietata banda di contrabbandieri di oggetti antichi, che gli richiede una copia della famosissima icona di Tiniotissa, dal valore inestimabile e nota per le sue proprietà taumaturgiche sin da quando, nel 1823, un’anziana monaca aveva avuto una visione circa la sua ubicazione nell’isola greca di Tinos. Sicuro di essere immune a qualsiasi suggestione mistica, Hanson accetta la proposta di volare verso Tinos, e trascina con sé l’amico e collega irlandese Eugene, convinto che durante la loro permanenza avranno modo di godere dei piaceri selvaggi e stravaganti dell’isola. Non sa ancora che copiare l’icona di Tiniotissa significa interferire con gli dèi stessi, che un altro artista specializzato in copie di opere famose è improvvisamente scomparso e che cinque scienziati sono morti nel tentativo di esaminarla e svelarne il mistero. Quando i malviventi che gli hanno commissionato il lavoro scoprono che l’interesse di quell’oggetto va ben al di là delle pietre preziose che vi sono incastonate, tutti finiscono per essere trascinati in un complotto internazionale in cui sono coinvolti anche il Mossad, lo Stato del Vaticano e poliziotti corrotti. I pezzi di un puzzle complicato e mortale finiscono per ricomporsi sulla piccola isla di Tinos, dove tutto è cominciato e dove qualcuno potrebbe conquistare un potere in grado di cambiare per sempre le sorti del mondo.
Forse non sarà conosciuto quanto Scott Turow e John Grisham, ma Steve Martini è sicuramente uno degli esponenti più autorevoli del legal thriller e la serie di Paul Mandriani è una delle più longeve attualmente esistenti nel genere. Per Longanesi è appena uscito La testimone scomoda, romanzo incentrato sulla figura di una ragazza giovane e bella, Katja, che potrebbe avere tutto dalla vita e invece si ritrova accusata di omicidio e a un passo da una possibile condanna a morte.
Paul Mandriani decide di difenderla, e ben presto si ritrova anch’egli in pericolo. Perché non si tratta solamente di scagionare Katja dalle schiaccianti prove che la indicano come colpevole di un duplice delitto: la ragazza è a conoscenza di qualcosa di estremamente importante, qualcosa che potrebbe cambiare la vita di migliaia di persone. Sa troppo e deve morire. E con lei anche chi cerca di impedirlo. A Mandriani il compito di salvare lei, e se stesso.
Questa in sintesi la trama del libro: che ne dite, fa per voi?
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Quella descritta tra le pagine del romanzo “La ballata della Mama Nera”, edito da Avagliano, è una società matriarcale fondata sulla guida spirituale e materiale delle donne, ecco che la Mama Nera nella sua figura enigmatica e impenetrabile, si fa portavoce della cultura rom. Durante il ritrovamento del corpo di un bambino cui fa seguito una lettera anonima, vi sarà il pretesto da parte delle persone così dette “per bene”, di puntare il dito proprio all’interno di un gruppo di diversa etnia. A indagare sul caso il poliziotto Cellini, personaggio dedito all’utilizzo delle mani più che al cervello, poco incline alle dimostrazioni d’affetto anche in ambito familiare, un’insoddisfazione, la sua, che si riflette però in una più generale di chi è straniero e di chi, pur essendo a casa propria, guarda l’altro con sospetto. Roberta Lepri ci ha concesso una piacevole chiacchierata per riflettere insieme su alcune dinamiche che caratterizzano la nostra società e i luoghi comuni che troppo spesso possono danneggiare l’altro senza dare prima il privilegio del dubbio, il tutto sempre senza trascurare il lato noir del romanzo.
[D] Perché un thriller con veste multietnica?
[R] Alla base di ogni romanzo ci deve essere sempre un’idea portante, l’emarginazione ne “La ballata della Mama Nera” porta avanti due filoni, uno all’interno della famiglia, vissuto come disagio nell’ambito della stessa, e l’altro nei confronti dei rom. Mi è piaciuto sviluppare diversi piani di lettura e toccare il tema del disagio come significato di ciò che non conosciamo.
Di Barry Eisler credo che la maggior parte dei visitatori di Thriller Café abbia sentito quantomeno parlare e la segnalazione di questo I senza nome, in uscita per Garzanti, sicuramente renderà felici i fan suoi e dell’action thriller in generale.
Protagonista è Ben Trever, alla sua seconda apparizione dopo Il codice del silenzio, stavolta alle prese con la scomparsa di novantadue videoregistrazioni di interrogatori al limite della tortura a presunti terroristi. Si tratta di materiale che nessuno dovrebbe vedere: la CIA decide di insabbiare il caso, ma tre anni dopo un ex commando, Daniel Larison, dichiara di avere tutti i video e chiede 100 milioni di dollari in diamanti per tacere, o ne diffonderà su Internet il contenuto entro cinque giorni.
La CIA non può far altro che richiamare in servizio Ben. Questi ha giurato di non volere avere più niente a che fare con gli sporchi giochi dell’esercito americano, ma solo i suoi superiori possono farlo uscire dalla prigione di Manila in cui è rinchiuso e da cui forse potrebbe non uscire mai più. L’unica sua possibilità è accettare l’incarico, non sapendo che i suoi capi stanno in realtà cercando di incastrarlo in una missione suicida.
Avrà solo cinque giorni per dimostrare loro quanto si sbaglino.
Azione e adrenalina a mille, queste sono le promesse di I senza nome. Ve lo porterete sotto l’ombrellone?
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