Ouverture per i Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De GiovanniA poco più di un mese dall’apparizione di Sara al tramonto ecco che, con Ouverture per i Bastardi di Pizzofalcone, Einaudi ha preparato una interessante e conveniente “strenna estiva” per tutti i fan di Maurizio De Giovanni.

Impegnato infatti su tre fronti letterari, il bravo giallista napoletano potrebbe impiegare un po’ più del solito per regalarci una nuova indagine di quella che è a tutti gli effetti la squadra investigativa più famosa e amata d’Italia.

Ecco quindi che la casa editrice fondata a Torino ha pensato bene di radunare nella sua collana Super ET, con copertina flessibile, i primi tre romanzi che hanno dato il via a questa nota serie, consacrata anche da una trasposizione cinematografica. Scopriamo un po’ più da vicino i tre titoli che compongono Ouverture per i Bastardi di Pizzofalcone.
Occorre tornare al 2012 per individuare l’opera che darà il via al tutto, e si tratta di una storia di sconfitta e rivalsa, tratto di fondo che unisce gran parte dei componenti della squadra, diamo uno sguardo alle trame dei romanzi contenuti in Ouverture per i Bastardi di Pizzofalcone.

Ne Il metodo del coccodrillo, pubblicato al tempo da Mondadori, facevamo la conoscenza con l’ispettore Lojacono, trasferito a Napoli dalla Sicilia con l’infamante sospetto, creato da un collaboratore di giustizia, di aver passato informazioni alla mafia.
L’evento l’ha privato di tutto: non solo della carriera che stava costruendosi nella squadra mobile d’Agrigento, ma anche dell’amore della moglie e della figlia. Ma il sostituto procuratore che si occupa delle indagini su un killer, il Coccodrillo, si accorge del potenziale di Lojacono e ne mette alla prova la capacità di osservazione, portandolo a un serrato confronto con il freddo assassino che sta uccidendo alcuni giovani napoletani.

Passiamo quindi al 2013, con il romanzo di De Giovanni che ha a tutti gli effetti dato definizione e carattere all’intera serie, I bastardi di Pizzofalcone. Lojacono arriva infatti al commissariato di Pizzofalcone nel momento peggiore in assoluto: la squadra è stata praticamente dissolta, con i quattro agenti di spicco tutti implicati in traffico di droga e quindi sostituiti da alcuni “scarti” di altri uffici.
A guidarli troviamo il commissario Palma, con ogni probabilità l’uomo più tranquillo e giovale del gruppo, mentre a completare la squadra troviamo agenti trasferiti per via dei loro modi eccessivamente violenti, raccomandati e persone con gravi problemi in famiglia.
Sono tutti accomunati dal sentirsi intrappolati, in angolo, e dal cercare una possibilità di riscatto. L’occasione giusta arriverà con l’omicidio della benestante Cecilia Festa, una indagine che mostrerà tutto il valore dei “bastardi”.

Rimaniamo nel 2013, anno campale per questa squadra napoletana, con Buio per i bastardi di Pizzofalcone, romanzo che approfondisce i vari caratteri, salda i rapporti all’interno del gruppo e agisce come una sorta di ponte verso i prossimi titoli. Molte delle trame e sotto trame proposte non saranno infatti completamente risolte, spingendo il lettore verso i futuri volumi della serie.
Due le vicende principali: da un lato c’è il misterioso rapimento di un bambino di dieci anni, sottratto da una donna durante una gita scolastica in un museo.
A ciò si aggiunge un problematico furto di documenti nella cassaforte di un appartamento: denaro e gioielli sono stati ignorati e il fatto rende molto sospettosi gli agenti.
Terzo polo del romanzo è la convinzione, da parte del sostituto commissario Pisanelli, che a Napoli agisca da anni un serial killer che camuffa le sue atroci imprese come suicidi.
Come se non bastassero già queste tre linee narrative, si aggiungono tuti i problemi personali dei vari componenti della squadra, nascenti relazioni amorose comprese.

Ouverture per i Bastardi di Pizzofalcone è il volume ideale per fare conoscenza con una delle serie più avvincenti, originali e meglio riuscite del panorama nazionale degli ultimi anni, così come è l’occasione, per chi ha conosciuto questa squadra solo ultimamente, di recuperarne gli esordi.

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