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Orgoglio e pregiudizio e zombie


Jane Austen di nuovo protagonista al ThrillerCafe, dopo l’apparizione da detective di qualche giorno fa, Viviana Giorgi ci parla oggi di Orgoglio e pregiudizio e zombie, chiara rivisitazione del suo noto romanzo…
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Per quanto io sia una Austen dipendente grondante di orgoglio, non ho avuto pregiudizi ad accettare che degli zombie un po’ stupidi (è così che li descrive l’autore) avessero invaso il suo territorio. Certo, Orgoglio e Pregiudizio e Zombie, la parodia alla George Romero scritta da Seth Grahame-Smith, e il romanzo originale di Miss Austen non giacciono e non giaceranno mai sul medesimo scaffale della mia libreria, ma questo è un semplice atto di deferente rispetto dovuto alla signora. Ciononostante, devo ammettere che quanto fino ad oggi ho letto su questi zombies in formato regency, mi ha divertita.
Grahame-Smith ha ammesso di non aver amato la Austen al primo impatto (avvenuto a 14 anni, oggi ne ha 33), ma di aver subito pensato a Orgoglio e Pregiudizio quando la casa editrice Quirk Books, specializzata in parodie e contaminazioni (mash-up), gli ha proposto di scriverne una su un classico svincolato dai diritti d’autore. Un’operazione da definirsi folle, irriverente e ironica, divenuta negli States il caso editoriale dell’anno (e già si parla di un film con Natalie Portland nei panni di Elizabeth).
Un’operazione che potrebbe sembrare anche un po’, se non molto, furbetta, perché di fatto circa l’80% del testo rimane quello originale della Austen. Grahame Smith porta nel sereno villaggio di Meryton una schiera di zombie affamati in cerca di carne fresca. Così recita l’incipit: “E’ cosa nota e universalmente riconosciuta che uno zombie in possesso di un cervello debba essere in cerca di un altro cervello” (l’originale: E’ cosa nota e universalmente riconosciuta che un uomo scapolo in possesso di una vasta fortuna debba essere alla ricerca di una moglie). E subito dopo il racconto non procede con Mr Bennet che risponde ironicamente agli assalti verbali della Signora Bennet sul nuovo affittuario di Netherfield Park (Mr Bingley), ma con Mr Bennet che affila pugnali e pulisce moschetti per difendere la sua famiglia dagli innominabili. E se la signora Bennet continua anche in piena crisi zombie a pensare al modo di accasare con successo le sue cinque figlie, il signor Bennet le addestra all’arma bianca e alle arti marziali, trasformandole in un piccolo esercito alla Kill Bill. Non crediate che non ci sia la storia d’amore tra Lizzy e Mr Darcy, l’eroe romantico per eccellenza, qui nei panni di un esperto acchiappa mostri. Anche se al loro primo incontro lei lo vorrebbe uccidere, letteralmente, per averla guardata con sufficienza, tra schermaglie verbali e sguardi rubati la loro storia rimane fedele alla Austen. Meno fedele quando i due si imbattono nei simpatici morti viventi e nell’esercito ninja di Lady Katherine.
Prendiamolo sul ridere. Come un divertissement, al massimo come una presa in giro del dilagante impero letterario di vampiri e lupi mannari. Ma lasciatemi sperare che il successo del romanzo di Grahame Smith non provochi una reazione a catena che potrebbe rivelarsi alquanto noiosa. E il fatto che la Quirk Books sia già uscita con un Sense and Sensibility and Sea Monsters (“Ragione e sentimento e mostri marini”) è quanto meno preoccupante.
Un’ultima cosa. Se i seguenti nomi vi sono apparsi nuovi: Mr e Mrs Bennet, Lizzy, Mr Darcy, Mr Bingley e Lady Katherine, FILATE A LEGGERE la Austen. NOW!
E non scherzo. Potrei trasformarmi in una novella Black Mamba, come la cara Lizzy.

Qui sotto il booktrailer del libro:

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Articolo protocollato da Viviana Giorgi

Un tempo andavo soprattutto al cinema. Oggi soprattutto leggo. Solo in inglese, perchè è la lingua degli action thriller, il mio genere. Non sopporto più i vari procedural, né i legal o court thrillers, né le vecchiette inglesi coi loro pizzi. Se l'azione latita, il libro non fa per me. Se non si spara e non ci si prende a botte, il libro non fa per me. Se l'eroe (o l'eroina) non sono sufficientemente tormentati dai fantasmi del loro passato, il libro non fa per me. I miei autori preferiti (al momento) sono Lee Child, Andy McNab e Robert Crais. Sono entrata in questo Café per scroccare una birra al barman. Era buona, quindi ci sono tornata. Anche per aiutarlo a farne il thriller joint più noto del web. Sono presuntuosa, giornalista e tifo Milan.

Viviana Giorgi ha scritto 9 articoli: visita la sua pagina.

Archiviato il 14 novembre 2009 in Libri novità. Puoi testimoniare, o lasciare una traccia dal tuo sito.
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