Operazione Fritham - Monica Kristensen Pochi giorni fa, su Sky Atlantic, si è conclusa la prima stagione di Fortitude, una serie tv thriller ambientata in una fittizia cittadina della regione artica che si ispira nei suoi incredibili panorami alle isole Svalbard: l’arcipelago norvegese è in effetti una meraviglia naturale dal fascino immortale. Monica Kristensen ci ha ambientato il suo romanzo Operazione Fritham, e parla esplicitamente di “virus delle Svalbard”, intendendo l’attrazione che queste isole sperdute tra i ghiacci dell’Artico suscitano in chi cerca scenari mozzafiato ai confini del mondo e anela la solitudine per fuggire dal rumore del continente, da se stessi o per trovare in quei posti deserti qualcosa che nella confusione del mondo non si può trovare.
Il libro si sviluppa lungo due linee temporali differenti, alternando i capitoli ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale a quelli che si svolgono oggi. A cucire assieme le due trame ci pensa una lettera che giunge a diversi partecipanti ad un incontro internazionale che i veterani di guerra dell’artico hanno organizzato sulle Svalbard per ricordare gli eventi bellici in cui sono stati coinvolti: secondo la mittente tra di essi ci sarà anche un assassino, che all’epoca si spacciò per minatore andando a lavorare nell’arcipelago per sfuggire alla giustizia. Ma cosa avrebbe spinto nuovamente l’omicida in quei luoghi remoti a costo di mettere a rischio la sua falsa identità?
Una doppia indagine, dunque, o meglio la stessa ma svolta a distanza di anni e da persone differente: se negli anni quaranta ad investigare era il lensmann Knutsen, oggi tocca all’ispettore Fjeld cercare di scoprire chi a quei tempi ha ucciso un pastore proprio all’interno della sua chiesa e si è impossessato di un’icona russa di fine ‘800, riccamente ornata e di immenso valore.
Ispirato ad una reale operazione bellica rimaneggiata laddove le esigenze narrative lo richiedevano (come spiega l’autrice nella nota finale, utile anche a districarsi in quel complesso periodo storico), questo romanzo ha i tempi del giallo classico, in cui la presentazione di diversi personaggi è propedeutica all’avviamento dei delitti e delle indagini. Conosciamo dunque Emma Rose, presente al meeting a nome di suo padre, il veterano George Frey, deceduto, e suo marito Sebastian, commisario di stanza a Bristol; con la coppia inglese ci sono anche diversi minatori norvegesi e perfino un ex soldato tedesco, Max Zeyffert, che all’epoca dell’Operazione Fritham era nemico dei reduci con cui si ricongiunge; ma ormai le antiche rivalità sembrano essere state accantonate e alla loro veneranda età i combattenti hanno solo voglia di ricordare fatti che li hanno visti giovani e protagonisti, senza fare più recriminazioni. Non tutto il passato, però, è stato sepolto, e ci sono ancora conti in sospeso…
La progressione temporale, scandita da capitoli dai titoli asciutti e descrittivi (Il testimone, La scoperta del cadavere, Dubbi e pentimenti…) conduce il lettore lungo l’indagine e parallelamente gli fa ripercorrere le tappe fondamentali di quell’episodio della Seconda Guerra Mondiale misconosciuto al grande pubblico.
I fatti storici. Il 25 agosto ’41 gli Alleati fanno sgombrare le isole Svalbard, ufficialmente in previsione di un attacco russo volto a distruggere i siti minerari, le stazioni radio ed ogni altro luogo che possa risultare utile ai nemici nazisti, interessati ad instaurare sull’arcipelago postazioni di rilevazioni metereologica indispensabili nelle manovre belliche. Un dispiegamento imponente di mezzi, soprattutto se paragonato all’esiguità della successiva Operazione Fritham, che nel maggio del ’42 vede due piccole navi norvegesi far ritorno sulle coste delle Svalbard con l’intenzione di riconquistarle. Ma essa fallisce: l’aviazione tedesca bombarda le due imbarcazioni affondandole e lasciando solo 13 superstiti in condizioni gravissime.
Una storia di minatori e soldati, di spionaggio e controspionaggio. Una storia di assassini e di detective. Norvegesi, inglesi e tedeschi, tutti invischiati in una guerra sporca che obbliga a scelte difficili. Sullo sfondo, una Norvegia occupata i cui abitanti sono costretti a fare i conti coi nazisti e con la propria coscienza: chi decide, per opportunismo o per convinzione, di collaborare, chi invece organizza la resistenza in nome della patria, dell’Inghilterra o del comunismo. Nel mezzo, la grande massa della popolazione, che non prende posizione nella contesa e cerca solo di vivere in quei tempi duri senza esporsi troppo in prima persona, ma anche comprendendo le scelte diverse dei propri connazionali più di quanto ci si aspetterebbe in momenti tragici come quelli.
Kristensen evidenzia tutte le difficoltà di indagare in un periodo di guerra e in un paese occupato: di fronte agli enormi eventi di portata storica che si stanno dipanando sullo scenario mondiale e considerata la violenza quotidiana che imperversa in ogni dove, a chi può interessare una vicenda privata? Eppure Kntusen insiste con protervia nella sua ricerca del colpevole, avvicinandosi sempre più alla soluzione dell’enigma e lasciando in eredità i suoi appunti che si riveleranno indispensabili per il proseguimento delle indagini.
Ma ha senso perseguire un assassino oggi ultrasettantenne, i cui reati sono già prescritti?
Tutti gli anni trascorsi da quei cruenti momenti storici pesano sui reduci, sempre meno e destinati forse ad essere dimenticati, ma il tempo ha provato anche il colpevole: in fin dei conti è un uomo anche lui e la sua continua fuga lo ha privato della pace di una vita tranquilla, normale, rubandogli l’identità, mutevole a seconda delle convenienze. La fine di questa storia, qualunque essa sia, porterà sollievo anche a lui.
Pian piano i punti importanti della vicenda si chiariscono, ma prima il procedere per allusioni e sospensioni (alcune cose che i protagonisti danno per scontate non sono esplicitate ai lettori) senza arrivare subito al sodo invoglia la lettura per sbrogliare la matassa. Nella trama si intrecciano la caccia a un assassino e quella ad una spia partigiana, ma è solo uno dei numerosi incastri che l’autrice si diverte ad architettare, con quel gusto per i puzzle perfetti (a costo di qualche forzatura) che questo romanzo riprende dai gialli classici. Se poi anche il caso ci mette lo zampino…

Operazione Fritham – Monica Kristensen

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